Alla vigilia del terzo appuntamento stagionale della Formule E a Buenos Aires, abbiamo intervistato il giovane pilota svedese Felix Rosenqvist, esordiente nella serie, per una chiacchierata sul proprio positivo debutto nel campionato riservato alle monoposto elettriche. Il 25enne scandinavo, infatti, disputa il campionato con la vettura del team Mahindra ed ha già ottenuto un brillante secondo posto, una pole position ed un giro veloce in sole due gare disputate. Abbiamo quindi chiesto a Rosenqvist che cosa ne pensasse del proprio esordio, ma anche che cosa si aspetta da questa sua nuova avventura nella Formula E.

Felix, sei esordiente in questa stagione di Formule E ed hai già ottenuto un secondo posto, un giro veloce ed una pole position su due gare. Ti aspettavi di ottenere questi risultati?

Sicuramente non ci aspettavamo così tanto a questo punto della stagione. Il campionato di Formula E è una serie molto complessa – c’è molto di più rispetto a quanto si veda – quindi pensavo di metterci più tempo ad adattarmi. In fin dei conti, tutto è andato liscio, quindi devo ringraziare soprattutto il team Mahindra. Mi hanno fatto sentire davvero a casa e hanno condiviso con me molte informazioni fin dal primo giorno.

Com’è guidare una vettura di Formula E, senza…alcun rumore?

Non ci pensi molto quando guidi, almeno non a lungo. All’inizio era abbastanza strano, perchè non sei abituato a sentire l’energia che attraversa il telaio. In Formula E puoi davvero iniziare a capire il tipo di potenza che ha questa vettura, quindi è una sensazione davvero piacevole.

Qual è il tuo obiettivo per questa stagione di Formula E?

Non ho un obiettivo specifico al momento. Mi piacerebbe vincere una gara per me stesso e per il team, il che penso possa essere un target realistico visto il passo che abbiamo avuto in questo inizio di stagione. Oltre a ciò, non penso a posizioni del campionato o a cose di questo genere. 

Cambiamo argomento e parlaimo del tuo passato: dopo il titolo in F3, hai corso in Indy Lights, dove hai ottenuto ottimi risultati. Qual è il circuito più emozionante su cui hai corso? E’ più impegnativo correre su un circuito permanente, cittadino o su un ovale?

Penso che il tracciato di Toronto sia emozionante: è la pista più irregolare su cui abbia mai corso, ma è molto gratificante. Per quanto riguarda gli ovali, ho faticato ad ottenere risultati in quelle gare lo scorso anno, ma in seguito abbiamo scoperto che avevamo un problema al motore perciò non riuscivamo ad ottenere le prestazioni che ci eravamo prefissati. Detto questo, non mi sono sentito particolarmente a mio agio sugli ovali, quindi per me è stata un’esperienza abbastanza complessa.

Giulia Scalerandi

 

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