E' entrato da questa stagione a far parte della Ferrari Driver Academy, il programma per giovani piloti della scuderia di Maranello volto a valorizzare i giovani talenti dell'automobilismo. Anche se, in realtà, i più attenti tra gli appassionati e addetti ai lavori avevano già notato il suo talento nella scorsa stagione, quando al debutto nel FIA F3 European Championship era riuscito ad impressionare tutti collezionando il titolo di "Rookie of The Year". Stiamo parlando di Charles Leclerc, 18enne monegasco quest'anno in forze al team ART GP nella GP3 Series (dove è in piena lotta per il campionato) ma, soprattutto, ormai con un piede in Formula 1.

 

Già, perchè il giovane talento ha avuto modo quest’anno di provare diverse volte la vettura del team Haas, scendendo in pista nella prima sessione di prove libere sia a Silverstone che a Budapest, avendo modo inoltre di provare la SF16-H nel corso dei test post-gara svoltisi proprio sulla pista britannica. Un predestinato, insomma, capace di adattarsi velocemente a qualsiasi contesto ed in grado di saper andare forte sin da subito, suscitando grande impressione negli ingegneri per la sua precisione e metodologia di lavoro. Al punto che in molti lo vorrebbero già promosso al ruolo di titolare in Haas per la prossima stagione, quale trampolino di lancio per un futuro che, chissà, potrebbe anche tingersi di rosso.

Lo abbiamo incontrato nel paddock di Hockenheim, subito dopo la conclusione della prima sessione di prove libere che lo ha visto siglare il 17° tempo, a soli tre decimi dal compagno Romain Grosjean ed in sostituzione del pilota titolare, Esteban Gutierrez. Il tutto in attesa di rituffarsi nell’atmosfera della GP3, dove è in piena lotta per il titolo con Alex Albon e Antonio Fuoco.

Charles, quali sono le tue sensazioni al termine di questa sessione di prove libere? Sei soddisfatto del feedback fornito e del feeling con la vettura?

Assolutamente sì, sono molto contento di questa sessione. Abbiamo fatto tanti giri, è stato veramente bello anche perchè ho fatto una simulazione di gara, cosa che non avevo mai provato in precedenza. Questo mi ha permesso di conoscere un po’ meglio la macchina, dopodiché è andato tutto nel migliore dei modi: la squadra è contenta del lavoro svolto, avendo ricevuto le risposte che si attendeva. Per quanto mi riguarda, ogni volta che salgo in macchina sento di migliorare, acquisisco maggiore confidenza e questa è una grande sensazione.

Quanto è difficile salire a bordo di una vettura di Formula 1 e subito dopo affrontare il resto del weekend con una GP3?

Difficile, davvero non pensavo che lo sarebbe stato così tanto. Ma in ogni caso questa è una grande opportunità per me, al fine di acquisire esperienza ed imparare come lavora un team di Formula 1 e non posso fare altro che abituarmi e tornare alla realtà del paddock di GP3.

Hai provato sia la Ferrari che la Haas, che differenze hai notato tra le due vetture e soprattutto nella metodologia di lavoro dei due team?

E’ molto difficile mettere a confronto due vetture, soprattutto perchè da una parte ho partecipato alle FP1 e dall’altro ad una sessione di test, tra l’altro anche percorrendo soltanto pochi giri visto che abbiamo avuto una giornata sfortunata. Però entrambe hanno lo stesso motore, le macchine sono un po’ diverse tra loro, ma vorrei sottolineare come Haas nonostante sia al suo primo anno in Formula 1 sia cogliendo dei risultati impressionanti. Il lavoro che svolgono è eccezionale e sono sicuro che miglioreranno tanto in futuro.

Quindi ci speri nell’opportunità di diventare titolare in Formula 1 l’anno prossimo?

Sì, certo! Tantissimo…(sorride), sto lavorando per questo ogni giorno per realizzare questo obiettivo. Vedremo…

Il pilota monegasco sarà nuovamente al via delle FP1 sia a Sepang che ad Abu Dhabi al volante della Haas. Per continuare a migliorare, lavorando a contatto con una nuova realtà ed acquisire preziosa esperienza. Dopodiché, sognare non costa nulla..

Da Hockenheim – Marco Privitera

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