La Formula 1 torna sul mitico circuito di Suzuka per la quindicesima prova del Mondiale 2014. Il tracciato giapponese è caratterizzato da elevati carichi di energia laterale, combinati con un basso impegno longitudinale. Per far fronte agli elevati livelli di energia scaricati, dunque, Pirelli porterà in pista le due mescole più dure della propria gamma: il P Zero Orange hard e il P Zero White medium, la stessa combinazione vista l’ultima volta a Monza. Il P Zero White medium è uno pneumatico “low working range”, in grado di raggiungere prestazioni ottimali anche a basse temperature. Il P Zero Orange hard, invece, è uno pneumatico “high working range”, adatto a temperature più elevate.

La superficie della pista di Suzuka è abbastanza abrasiva, per cui l’usura e il degrado potranno essere alti, anche se vi è un elevato grado di evoluzione nel corso del week-end: scegliere il giusto set-up è essenziale per poter mantenere la traiettoria ottimale. Da sottolineare che potrebbero esserci fenomeni di graining, soprattutto nelle prime fasi del fine settimana quando la pista è “verde”. Al momento le previsioni suggeriscono temperature fresche, condizione non insolita per il Giappone in questo periodo dell’anno: non di rado, in passato, ci sono state gare bagnate a Suzuka. La strategia vincente lo scorso anno è stata di due soste: la Red Bull di Sebastian Vettel si fermò al 14° e al 37° giro. Il tedesco iniziò con le medium e completò i suoi ultimi due stint con le gomme dure.

Ma ecco il punto di vista di Paul Hembery, direttore Motorsport Pirelli: “Il Giappone è uno degli highlights del calendario, non solo per noi ma per tutta la Formula Uno. I tifosi sono meravigliosi, pieni di entusiasmo e competenza. Suzuka è un vero e proprio circuito per piloti: rappresenta una sfida considerevole per le gomme, con alcuni dei più elevati carichi di energia laterale dell’anno. Per questo, ci aspettiamo dai due ai tre pit stop e la gestione degli pneumatici costituirà una parte fondamentale della gara. Ovviamente, potremo dire qualcosa in più dopo le prove libere. E’ una pista dove spesso sullo pneumatico si trovano ad agire diverse forze contemporaneamente e i cambiamenti di quest’anno, con una maggiore coppia e un ridotto carico aerodinamico delle vetture, richiedono un maggiore grip meccanico. Se uno pneumatico va bene a Suzuka, può funzionare bene quasi ovunque”.

Jean Alesi, attuale consulente tecnico Pirelli, è stato per svariate edizioni grande protagonista sulla pista giapponese: “Suzuka è un circuito meraviglioso per un pilota. E’ molto tecnico: direi che la 130R è una delle curve più impegnative di tutto l’anno, richiede il giusto set-up e una monoposto assolutamente piantata a terra. Anche le Esse dietro i box sono estremamente impegnative: se si commette un solo errore qui, interrompendo l’intera sequenza, si perde molto tempo. Ho corso molte volte a Suzuka con la pioggia: in queste situazioni, la visibilità è estremamente bassa. Si assiste, inoltre, ad una notevole evoluzione della pista nel corso del weekend. Anche la superficie è molto abrasiva e, all’inizio del weekend, “verde”; i piloti devono però prestare molta attenzione ai cambiamenti della pista e reagire ad essi”.

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