Non è stata fortunata l’esperienza di Heikki Kovalainen al volante della Lotus. Il pilota finlandese, scelto dal team di Enstone per sostituire il convalescente Kimi Raikkonen nelle due ultime gare della stagione, non è difatti riuscito a conquistare punti nè ad Austin nè tantomeno a Interlagos. Se durante la gara americana l’ex-pilota della McLaren aveva accusato problemi al Kers e all’ala anteriore, in Brasile il suo passo in gara è risultato semplicemente troppo lento, come del resto ammesso in maniera molto onesta dallo stesso Kovalainen. Ingaggiato, a detta di Eric Boullier, in quanto “pilota esperto ed in grado di fare punti”, il finlandese si è ritrovato alle prese con una monoposto per lui sconosciuta, e perdipiù costretto a ritrovare il ritmo gara dopo una lunga assenza dai Gran Premi. Inevitabilmente, il suo destino si è incrociato con quello di Davide Valsecchi, all’indomani della notizia che Raikkonen si sarebbe operato alla schiena dopo la gara di Abu Dhabi. Kovalainen fino a quel punto era stato il terzo pilota della Caterham, con sole 6 presenze in pista nei venerdì dei Gran Premi, mentre Davide, campione GP2 2012, il terzo pilota Lotus. Quest’ultimo si è dimostrato essere in taluni casi un ruolo abbastanza ingrato, soprattutto nel caso di Valsecchi che ha speso molto più tempo a fare l’inviato ai box di Sky che in macchina durante questa stagione. Ma ricapitoliamo i fatti che hanno portato alla decisione Lotus di affidarsi al connazionale di Raikkonen, piuttosto che dare una chance al pilota di Erba, il quale non vedeva l’ora di salire su quella vettura che tanto aveva desiderato. Kovalainen rimane senza volante alla fine dell’anno scorso, visto che Caterham sceglie Pic e Van Der Garde come nuova coppia di piloti per il 2013; ad Aprile però la Caterham lo richiama per offrirgli il ruolo di terzo pilota e lui scende in pista in sei sessioni di prove libere del venerdì. Nel frattempo a Valsecchi la Lotus non concede mai la possibilità di scendere in pista nei week-end di gara, limitandosi a fargli svolgere una giornata in pista nei rookie-test di Silverstone, due giorni al Paul Ricard con la vettura 2011, prove aerodinamiche in rettilineo e lavoro al simulatore in fabbrica. Con Raikkonen ai box per l’operazione alla schiena, si pensava che per le ultime due gare la Lotus avrebbe affidato al proprio terzo pilota il posto del finlandese, ma Boullier sceglie di puntare sul maturo Kovalainen anzichè buttare nella mischia il giovane Valsecchi, il tutto dopo aver ricevuto il rifiuto da parte di Hulkenberg e Michael Schumacher. L’esperimento comunque non funziona, perché Heikki ottiene solamente due quattordicesimi posti nelle due apparizioni ad Austin e Interlagos; emblematica, a tal proposito, l’ammissione del finlandese a fine gara: “Ho sottovalutato le mie difficoltà nel riprendere il ritmo gara dopo oltre un anno di inattività, è stato frustrante non essere riuscito a segnare nemmeno un punto per il team”. Sicuro, caro Eric, che il buon Davide avrebbe fatto peggio del ripescato Heikki?

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