Il decimo campione nella storia della Gp2 Series si chiama Jolyon Palmer. Autore di una stagione pressoché priva di sbavature, il pilota del team Dams ha conquistato con pieno merito il titolo nella serie cadetta con due gare d’anticipo.

Britannico, classe 1991, è il figlio di Jonathan Palmer, pilota di Formula 1 degli anni Ottanta, nonché fondatore della Formula Palmer Audi, categoria in cui ha militato Jolyon dopo le prime due stagioni in monoposto T-Cars, concluse entrambe con un quinto posto finale. Nonostante il debutto non esaltante nella serie creata dal padre, l’allora sedicenne è riuscito a fine stagione ad ottenere due pole position e due vittorie, chiudendo al decimo posto finale. Nel 2008, sempre nella stessa categoria, ha poi ottenuto risultati migliori rispetto all’anno precedente, giungendo al terzo posto nonostante l’unica vittoria conquistata. L’anno seguente Palmer si è trasferito in Formula 2, ottenendo dapprima scarsi risultati, per poi riscattarsi nel 2010 arrivando secondo con ben cinque vittorie conquistate. Risultati che gli hanno permesso di approdare in Gp2 dapprima con il team Arden, per poi passare nei due anni successivi prima al team iSport International e poi al team Carlin, ottenendo risultati poco esaltanti, fino ad arrivare alla stagione in corso con Dams; con questa squadra, il britannico si è messo fin da subito in evidenza nel primo weekend in Barhain, conquistando per primo la pole position e soprattutto issandosi in testa alla classifica piloti, dove è poi rimasto costantemente fino a laurearsi matematicamente campione nel penultimo appuntamento stagionale di Sochi, in Russia.

Abbiamo lottato per ogni pole e per ogni relativa vittoria. Abbiamo commesso pochi errori. E’ stata una stagione assolutamente da sogno ed essere campione alla prima occasione per me è la ciliegina sulla torta“. Queste le parole del neo-campione, il quale si è subito detto pronto per un eventuale approdo in Formula 1: “Mi sento pronto per la F1. Sto guidando al massimo delle mie possibilità in questo momento. La GP2 Series è il luogo perfetto per prepararsi alla Formula 1: stessi pneumatici, stessi tracciati, le auto sono così simili ora come non mai, soprattutto nel curvare. Mi sento assolutamente pronto per questo e sono fiducioso che ciò possa accadere”.

Di certo, Palmer si augura di non dover seguire il medesimo destino dei suoi due ultimi predecessori, vale a dire Davide Valsecchi e Fabio Leimer, impossibilitati a trovare un volante nella massima categoria nonostante il titolo ottenuto nella serie cadetta. Staremo a vedere quali opportunità riserverà il mercato piloti al giovane pilota britannico.

Carlo Luciani

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