Il Gran Premio di Singapore lascia subito spazio a quello del Giappone, dopo aver assistito al trionfo della Ferrari, ad una Mercedes decisamente opaca e ad un uomo che…passeggiava tranquillamente ai lati del tracciato. Durante il 37° giro, infatti, le telecamere hanno inquadrato un uomo intento a camminare in bermuda a bordo pista, mentre a pochi metri sfrecciavano la Ferrari di Vettel e la Red Bull di Ricciardo, prima che quest’ultimo (sempre con la medesima calma) lasciasse il circuito sfruttando un altro varco aperto della pista.

L’imprevisto ha causato per la seconda volta nella gara l’entrata in pista della Sefety Car; in seguito, le autorità di Singapore hanno arrestato il 27enne britannico che ora dovrà rispondere davanti alla Corte del suo folle gesto. Il vincitore del Gran Premio di Singapore, Sebastian Vettel ha così commentato l’ingresso in pista di tale personaggio: “Mi è sembrato di vederlo scattare una fotografia e spero che gli sia venuta bene. Comunque è stata un’azione da pazzi! Io non mi sarei mai azzardato ad attraversare la pista in un tratto in cui le monoposto corrono a 280 km/h. Forse bisogna bloccare meglio le tribune e fortunatamente nessuno si è fatto male.”

Ma per la Formula 1 non è la prima volta che una persona invade la pista durante la gara o durante le prove: andiamo allora ripercorrere tutti gli altri episodi. Partiamo dal 2000, sul circuito di Hockenheim, quando un ex-dipendente della Mercedes fa irruzione per protestare contro il suo licenziamento con un mantello bianco sulle spalle e dei volantini che spiegavano la sua protesta: “La Mercedes era a conoscenza dei miei problemi di salute, mi hanno proposto un ruolo che sapevano non sarei stato in grado di svolgere, e mi hanno licenziato per inattitudine fisica, dopo 20 anni di anzianità!”. Dopo aver corso per qualche metro sull’erba, attraversò la pista prima di essere portato via da una macchina di sicurezza. La sua azione rese necessario l’intervento della sefety car, che aiutò Rubens Barrichello a rimontare dalla 18° posizione e a vincere la gara davanti alle due McLaren motorizzate Mercedes.

Tre anni più tardi, nel Gran Premio di Gran Bretagna, un prete di nome Cornelius Horan entrò in pista con kilt scozzese, una bandiera e dei cartelli che inneggiavano alle sacre scritture e alla fine del mondo. Dopo aver percorso il rettilineo Hangar Straight, venne finalmente placcato da un commissario e portato via. L’azione del prete causò l’entrata della Sefety Car, ed ancora una volta fu Rubens Barichello su Ferrari a vincere la gara.

Un anno dopo nel Gran Premio di Spagna, Jimmy Jump, uno dei “disturbatori” di eventi sportivi più famosi al mondo, riuscì a entrare in pista durante il giro di ricognizione con un cartello in mano. I commissari riuscirono a placcarlo prima dell’arrivo delle monoposto sulla linea del traguardo.

E infine torniamo al 2015, quando durante le seconde prove libere del Gran Premio di Cina, uno degli spettatori presenti sulla tribuna centrale riuscì a eludere la sorveglianza e attraversare il rettilineo di partenza per entrare nella corsa dei box. Il suo obiettivo? Provare la Ferrari di Vettel e Raikkonen, anche se due meccanici del Cavallino riuscirono a fermarlo e a consegnarlo alla giustizia cinese.

In nessuno dei casi per fortuna nessuno si è fatto male, ma l’episodio di Singapore non dovrà più ripetersi, sia per garantire la sicurezza dei piloti che per quella di questi incoscienti, i quali sfidano la sorte in cerca di visibilità.

Chiara Zaffarano

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