Prova mostruosa del neozelandese del team di Chip Ganassi, che con quattro giri ad una media spaventosa ha conquistato la pole position più prestigiosa dell'anno ed il conseguente Verizon P1 Award. Dietro al campione del 2015 lo specialista degli ovali Ed Carpenter, che era risultato il più veloce ieri, quindi il trionfatore della scorsa stagione Alexander Rossi. Ottima la quinta posizione finale per Fernando Alonso, il quale fin dai primi giri ha mostrato di aver trovato un buon feeling con la vettura e con il tracciato. Disastro per il team Penske che ha portato solamente Will Power in Top Ten, con Simon Pagenaud addirittura 23°.

Ed è proprio questa, Alonso a parte, la vera sorpresa delle qualifiche di quest’oggi, anche se già nella giornata di ieri si era intuito che i piloti del “Comandante” avrebbero sofferto e così è stato. Will Power, l’unico a prendere parte alla Fast Nine Shootout, non ha potuto nulla contro i motorizzati Honda e si è dovuto accontentare della nona posizione finale che, tutto sommato, non è buttare visto e considerato che in una gara così lunga e imprevedibile non sempre partire davanti è sinonimo di vittoria. Ne sa qualcosa Juan Pablo Montoya: anche il colombiano non è parso quello dei giorni migliori, ma stare davanti ai “titolari” (18°), e soprattutto a Newgarden che lo ha sostituito, è sicuramente un motivo d’orgoglio per Juancho. Helio Castroneves P19, Josef Newgarden P22 e Simon Pagenaud P23 chiudono l’amaro bilancio per un team che fino a qui aveva monopolizzato la prima casella dello schieramento.

Prima casella che si è preso con forza e autorità Scott Dixon, che con quattro giri al fulmicotone (232.595, 232.135, 232.018, 231.907) ha preceduto un ottimo Ed Carpenter, riuscito a stare in linea con il neozelandese solamente nel primo giro (232.180, 231.912, 231.582, 230.985). Dietro di loro troviamo il “centenario” Alexander Rossi che con il suo 231.487 ha preceduto un sorprendente Takuma Sato, apparso fin dai primi giorni molto competitivo sul catino dell’Indiana. Ma chi ha veramente stupito è Fernando Alonso che, con quattro giri davvero perfetti, ha ottenuto la quinta migliore prestazione ad un nulla dalla prima fila, che sarebbe stata più che meritata. Ma le premesse per un’ottima gara ci sono, eccome. Chiudono la Top 9 JR Hildebrand (230.889), Tony Kaanan (230.828), Marco Andretti (230.474) e, come detto, Will Power (230.200).

Nel turno di qualificazione per le posizione che vanno dalla 10 alla 32 il più veloce è stato Ryan Hunter-Reay che, tra l’altro, è stato l’unico del secondo gruppo ad essere in linea con i tempi dei primi 9. Dietro l’americano del team Andretti, un’altra delle sorprese di questa giornata, con Ed Jones che al debutto sull’ovale di Indianapolis ha colto un buon 11° tempo assoluto. Fanalino di coda Zach Veach che nel suo turno di qualifica,ha “baciato” pericolosamente il muretto evitando, fortunatamente, conseguenze molto più gravi. Non ha preso parte alle qualifiche lo sfortunato Sebastian Bourdais, rimasto coinvolto in uno spaventoso incidente nelle giornata di ieri, in cui ha riportato le fratture del bacino e dell’anca destra. Per il francese, operato nella giornata di oggi, la stagione è conclusa, come lui stesso ha ribadito in un comunicato: “Voglio ringraziare tutti per il supporto e per i messaggi. Molti piloti sono già caduti e poi si sono rialzati, ci vorrà molto tempo, ma mi sento piuttosto bene dopo l’intervento chirurgico. Tornerò ad un certo punto. Non so ancora quando“, le parole del pilota transalpino che per il proseguo della stagione verrà sostituito da James Davisson.

Il programma della 500 miglia proseguirà anche la settimana prossima con una sessione di prove libere già nella giornata di domani, cui farà seguito quella finale di Venerdì 26. Poi ci sarà solamente da attendere l’ormai famosissimo “Start your engines!” previsto per 12.21 locali (le 18.21 italiane) che darà il via all’edizione 101 della 500 miglia di Indianapolis, gara che potrete seguire su RadioLiveGP con radiocronaca a partire dalle ore 18.

 

Vincenzo Buonpane

 

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