Se c'è qualcosa di scontato nel motorsport, questo non è la Indycar. Sono bastate solamente due gare per stravolgere totalmente un verdetto che pareva già scritto, quello relativo all'assegnazione del titolo 2015.

Se c’è qualcosa di scontato nel motorsport, questo non è la Indycar. Sono bastate solamente due gare per stravolgere totalmente un verdetto che pareva già scritto, quello relativo all’assegnazione del titolo 2015.

Newton e Mid-Ohio sono stati sufficienti a Graham Rahal per avvicinarsi considerevolmente a Juan Pablo Montoya (ora distante solo 9 punti) e rendere il finale di campionato davvero scoppiettante, complice un atteggiamento troppo conservativo del colombiano unito anche ad un pizzico di fortuna (che non guasta mai) per il rivale.

Sui saliscendi di Lexington parte benissimo dalla pole Scott Dixon, autentico specialista del tracciato con ben cinque successi, mentre dietro di lui si scatenano in duelli furiosi Sebastian Bourdais e Will Power, con Luca Filippi abilissimo a risalire posizioni insediandosi in sesta piazza. Tutto ciò proprio poco prima della caution chiamata quando lo stesso australiano campione in carica commette un errore andando largo e, nel tentativo di rientrare in pista, va a contatto con Charlie Kimball provocandogli una foratura e facendolo insabbiare poche curve dopo.

Alla ripartenza è subito Filippi-show, che sorpassa anche il compagno Josef Newgarden issandosi in quarta posizione, ma la bagarre dura poco perchè al giro 20 è ancora la Pace Car a dover rientrare in pista per la presenza dei detriti delle vetture di Sato e Coletti, venuti a contatto. Come spesso accade in questi casi, le strategie ai box diventano fondamentali nel bene e nel male: Tristan Vautier balza al comando seguito da Montoya e Rahal, mentre scivola indietro il poleman Dixon (13°) con Filippi, complice un errore del suo box, che sprofonda al 18° posto.

Dopo la green flag la gara procede senza particolari scossoni, con Montoya a condurre davanti a Newgarden e Rahal, ma è il giro 66 il crocevia della gara di Mid-Ohio: Sage Karam finisce in testacoda (secondo alcuni volontariamente per favorire Dixon), la Pace Car fa il suo ingresso in pista e il team Rahal Letterman Lanigan (quello di Rahal) compie un autentico capolavoro di strategia e tempismo, richiamando ai box la vettura n° 15 proprio pochi istanti prima della chiusura della pit lane.

Alla ripartenza, quindi, Rahal cerca subito di approfittare della situazione cercando di prendere immediatamente il largo, mentre nelle retrovie è sempre Luca Filippi a dare spettacolo guadagnando posizioni a suon di sorpassi e risalendo fino alla settima, mentre Montoya, inerme, rimane confinato in dodicesima.

A dieci giri dal termine è ancora Kimball a causare la caution andando ad insabbiarsi nuovamente dopo un contatto con Rodolfo Gonzalez nel tentativo di sdoppiarsi. Alla ripartenza, complici la conformazione della pista e i push to pass pressoché terminati per i protagonisti in pista, la classifica non cambia in maniera significativa, con Graham Rahal che va a trionfare per la seconda volta in stagione (terza in carriera), avvicinandosi sensibilmente a Juan Pablo Montoya ora distante, come detto, solo 9 punti.

Completano il podio Justin Wilson e Simon Pagenaud, con Scott Dixon (4°), Tony Kanaan (5°), Tristan Vautier (6°), Ryan Hunter-Reay (7°), Jack Hawksworth (8°), Carlos Munoz (9°) e Marco Andretti (10°) a completare la top ten. Solo 11° Montoya, peggio di lui Will Power (14°) mentre per Luca Filippi la gara si conclude nella maniera più amara possibile, costretto al ritiro all’ultimo giro per mancanza di carburante mentre si trovava in settima posizione.

Il prossimo appuntamento per l’Indycar è a Pocono tra 15 giorni, con l’ultima gara di Sonoma il 30 agosto che concluderà la frenetica stagione americana che dall’anno prossimo potrebbe vedere al via anche Nelson Piquet Jr.

Il campione della Formula E, infatti, sarà presente assieme ad altri piloti ai test della settimana prossima dedicati ai rookie che si disputeranno proprio sul tracciato sede dell’ultima prova del campionato. Un’altra occasione per il brasiliano figlio d’arte per dimostrare che quella della Formula 1 è stata solamente una parentesi sfortunata della sua carriera.

 

Ordine d’arrivo Mid-Ohio:

Pos. Pilota Team Tempo  
1. G. Rahal Rahal Letterman 1:55:20.086  
2. J. Wilson Andretti +3.404  
3. S. Pagenaud Penske +4.570 +1.166
4. S. Dixon Ganassi +5.029 +0.459
5. T. Kanaan Ganassi +10.594 +5.565
6. T. Vautier Coyne +11.441 +0.847
7. R. Hunter-Reay Andretti +13.895 +2.454
8. J. Hawksworth Foyt +15.037 +1.142
9. C. Munoz Andretti +15.611 +0.574
10. M. Andretti Andretti +16.009 +0.398
11. JP. Montoya Penske +16.132 +0.123
12. G. Chaves Herta +16.496 +0.364
13. J. Newgarden CFH +18.035 +1.539
14. W. Power Penske +18.429 +0.394
15. H. Castroneves Penske +19.128 +0.699
16. J. Jakes Schmidt +20.101 +0.973
17. S. Bourdais KV +20.509 +0.408
18. R. Briscoe Schmidt +20.833 +0.324
19. S. Coletti KV +21.542 +0.709
20. R. Gonzalez Coyne +24.966 +3.424
21. L. Filippi CFH +1 Giro  
22. S. Karam Ganassi +1 Giro  
23. C. Kimball Ganassi +3 Giri  
24. T. Sato Foyt +30 Giri  

 
    Pilota Team Punti
1.   Juan Pablo Montoya Team Penske 463
2.   Graham Rahal Rahal Letterman Lanigan Racing 450
3.   Scott Dixon Chip Ganassi Racing 427
4.   Will Power Team Penske 400
5.   Helio Castroneves Team Penske 397
6.   Marco Andretti Andretti Autosport 377
7.   Sebastien Bourdais KV Racing 375
8.   Josef Newgarden CFH Racing 361
9.   Tony Kanaan Chip Ganassi Racing 350
10.   Simon Pagenaud Team Penske 327
         

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