E' stato un week-end di gara decisamente travagliato quello vissuto dai protagonisti dell'IndyCar Series sull'ovale di Fort Worth (Texas) sede della Firestone 600 valida per il nono appuntamento stagionale. La pioggia, infatti, dopo aver costretto gli organizzatori a posticipare la gara (inizialmente prevista nella serata di sabato) è tornata nuovamente a recitare un ruolo da protagonista nella giornata di domenica, obbligando ad esporre la bandiera rossa dopo 71 dei 248 giri in programma.

Vista l’impossibilità di poter correre (come da regolamento) sugli ovali in condizione di pista bagnata, la gara è stata quindi definitivamente rinviata al prossimo 27 agosto, quando si ripartirà dalla situazione di classifica scaturita al momento dell’interruzione per completare i giri mancanti. Ma le emozioni non erano comunque mancate nella prima parte, conclusasi con una situazione di classifica che vedeva comandare James Hinchcliffe davanti a Ryan Hunter-Reay. Emozioni dovute anche ad un pauroso incidente, verificatosi prima dell’interruzione, che aveva visto come protagonisti Conor Daly e Josef Newgarden. Quest’ultimo è stato trasportato al Parkland Memorial Hospital di Dallas, dove gli è stata riscontrata una frattura alla clavicola ed alla mano destra.

Danni tutto sommato di lieve entità, se si pensa alla dinamica dell’incidente ed alla violenza dell’impatto che ha letteralmente distrutto il roll-bar della Dallara: Newgarden si è infatti trovato impossibilitato ad evitare la vettura di Daly, intraversatasi in curva 4, finendo per ribaltarsi contro le barriere prima di subire un secondo impatto proprio dal lato del pilota che ha persino danneggiato la safe-barrier. Mentre Daly è uscito incolume dalla monoposto, Newgarden è apparso subito dolorante venendo immediatamente soccorso in pista, prima di rassicurare tutti sulle proprie condizioni dall’ospedale: “Grazie a Dallara, all’IndyCar e al team di sicurezza. La macchina ha resistito egregiamente all’urto, sono un po’ dolorante ma in generale sto bene. Peccato perchè oggi avevamo una gran macchina, ma ora penso solo a rimettermi in sesto al più presto”.

Dopo lo spavento la corsa è rimasta a lungo in regime di caution, anche per consentire la riparazione delle barriere rimaste danneggiate nell’urto. Prima ovviamente che si scatenasse la tempesta, che ha costretto tutti ad un fuggi-fuggi generale. Appuntamento tra due mesi e mezzo, quindi, per il secondo atto di questa gara infinita.

Marco Privitera

 

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