Fermo restando che anche in questo ragionamEnzo esprimerò (come sempre) un'opinione del tutto personale, l'obiettivo sarà quello di analizzare e mettere a confronto i cinque campioni del mondo attualmente in Formula 1, cercando di scindere i tratti del carattere dal lato puramente "umano", pur consapevole che essi siano l'uno intrinseco all'altro. Il tutto cercando di andare oltre gli schemi "preconfezionati" spesso imposti dai media: pertanto, non ho la pretesa di disegnare un tratto corretto di ciò che si conosce o non si conosce soltanto attraverso gli occhi televisivi, ma semplicemente di esprimere cio' che mi appare reale, prima che, una volta abbasata la visiera, i nosti campioni mettano da parte il proprio aspetto caratteriale e facciano uscire il Dna del pilota, gettandosi a capofitto nelle rispettive sfide.

Fermo restando che anche in questo ragionamEnzo esprimerò (come sempre) un’opinione del tutto personale, l’obiettivo sarà quello di analizzare e mettere a confronto i cinque campioni del mondo attualmente in Formula 1, cercando di scindere i tratti del carattere dal lato puramente “umano”, pur consapevole che essi siano l’uno intrinseco all’altro. Il tutto cercando di andare oltre gli schemi “preconfezionati” spesso imposti dai media: pertanto, non ho la pretesa di disegnare un tratto corretto di ciò che si conosce o non si conosce soltanto attraverso gli occhi televisivi, ma semplicemente di esprimere cio’ che mi appare reale, prima che, una volta abbasata la visiera, i nosti campioni mettano da parte il proprio aspetto caratteriale e facciano uscire il Dna del pilota, gettandosi a capofitto nelle rispettive sfide.

 

Sebastian Vettel. Introverso, timido, quasi un “bambino” al lunapark, che con un certo timore comunque si diverte e si sente a casa sua. Costanza e impegno le sue prerogrative, lavora duro perchè, conscio dei suoi “limiti”, punta a superarli e spesso ci riesce. Un esempio è la scelta di voler puntare, anche nell’immagine, a voler sembrare il nuovo Schumi con un tocco di “latinismo” in piu’ (vedi il canto post-Singapore): scelte dettate in parte dal suo percorso volto ad un continuo perfezionamento, e in parte strategicamente studiate… il tutto con la necessita’ di ricevere continue conferme di fedeltà e ammirazione per sapere di essere protetto e amato dal suo ambiente.

Fernando Alonso. Impulsivo. Si ama o si odia. Duro, diretto, niente mezzi termini, conscio del proprio valore, non accetta compromessi. E’ il tipico esempio di guerriero, anzi Samurai (come ama auto-definirsi), anche se, personalmente, lo vedo meglio nei panni dell’hispanico nel Gladiatore. Se ti va bene è cosi, altrimenti è ancora così. Non costruito, genuino, non ci pensa due volte ad amarti o ad odiarti: è lui che si prende carico di tutto, gioie e dolori, perchè è un sentimentale, e lo si vede in pista e fuori… Ha dato un bacio al Cavallino nel periodo Ferrari che ha fatto tremare tutti i tifosi e un team radio che al contrario ci ha fatto ugualmente tremare.

Lewis Hamilton. In continua metamorfosi con sé stesso: cantante, stilista, rapper. Meticoloso, perfezionista, quasi timoroso nel volersi rendere conto del campione che è diventato, del livello che ha raggiunto, quasi al punto da “snobbare” l’ambiente della Formula 1 per non dar peso a questa situazione, nella quale è oggettivamente l’attore principale. Preferisce nascondere le sue paure e le sue timidezze. Duro esternamente ma piu’ fragile internamente.

Kimi Raikkonen. Chi?!? Lontano dagli schemi, ma con signorilità. E’ un professionista intelligente, che capisce come ci debba essere il giusto spazio per ogni situazione, evitando discussioni inutili. Non fa mai polemica, ma se può certe situazioni le lascia agli altri: lui si limita a fare il suo dovere e stop. Devo fare gli autografi? Due ore ok, volentieri, ma un minuto dopo me ne vado…

Jenson Button. Il tipico gran lavoratore, cerca di ottenere il meglio da ogni situazione con impegno e costanza ed in maniera molto intelligente. Non ha una particolare qualità o dote che lo contraddistingue, ma rispetto ad altri riesce a mantenere alto sia il suo livello di prestazioni in pista che l’attenzione intorno a sé. Mica roba da poco.

Cinque campioni del mondo, cinque personalità diverse, cinque modi di approcciarsi ad un ambiente estremamente duro e competitivo come quello della Formula 1. Un mondo dove (e sottolineo, per fortuna) chi ha delle doti fuori dal comune riesce ancora ad eccellere. Ognuno a modo suo.

@EnzoMutina

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