Nel corso della puntata 20 di Motorbike Circus abbiamo avuto il piacere di ospitare nuovamente Paolo Gozzi, blogger della Gazzetta dello Sport e “guru” della Superbike, per parlare con lui di svariati argomenti legati sia al mondo della MotoGP che a quello della Superbike. Ecco le sue risposte alle nostre domande.

Nel corso della puntata 20 di Motorbike Circus abbiamo avuto il piacere di ospitare nuovamente Paolo Gozzi, blogger della Gazzetta dello Sport e “guru” della Superbike, per parlare con lui di svariati argomenti legati sia al mondo della MotoGP che a quello della Superbike. Ecco le sue risposte alle nostre domande.

D: Paolo vorremmo da te una preview della gara di domenica a Silverstone (Marco Pezzoni)

PG: Silverstone è una bella battaglia, perché adesso non ci sono più a questo punto della stagione tanti calcoli da fare. Valentino Rossi e Jorge Lorenzo sono appaiati in classifica, ripartiamo da zero a 7 gare dalla fine con la minaccia Marc Marquez non del tutto scomparsa sulla coppia Yamaha, quindi un finale di stagione MotoGP direi estremamente intrigante, super spettacolare, ai limiti del leggendario perché con tre piloti di questo spessore c’è proprio tutto per appassionarsi da qui al 9 novembre.

D: Wayne Rainey ha detto che la battaglia tra Jorge e Valentino dipenderà da un errore di uno dei due, sei d’accordo? (Marco Pezzoni)

PG: Sì, è una delle possibilità. Ho letto con grande piacere l’intervista e potrebbe capitare. Ci sta anche che nessuno sbagli alla fine della stagione punto a punto, ma per il momento nessuno ha fatto errori, sono arrivati sempre al traguardo, Valentino sempre a podio, Jorge il peggior risultato mi sembra sia stato un quarto posto. Comunque oltre che andare fortissimo hanno avuto una costanza di rendimento strepitosa, tanto che Marc Marquez con 3 stop accusa un passivo considerevole che lo pone in una situazione difficilissima a questo punto, quindi…certo potrebbe succedere, la contesa è serrata, sappiamo che la battaglia tra compagni di squadra è un affare estremamente diverso rispetto a battagliarsi un mondiale con un avversario di un’altra marca, di un altro team, questi sono anche compagni di squadra… quindi veramente si gioca sul filo del rasoio e si lanciano senza rete in ogni gara. Potrebbe anche succedere come dice Wayne o potrebbe succedere che arriviamo alla fine punto a punto e la differenza sarà ancora più sottile rispetto a quella che ci sarebbe con un errore di uno dei due.

D: Sembriamo tornati un po’ indietro al 2009 più o meno, con la battaglia Rossi-Lorenzo per il mondiale…(Marco Pezzoni)

PG: Sì adesso la situazione è un po’ diversa perché anagraficamente è diversa. Valentino è un grande veterano, 36 anni, anche l’altro non è più un ragazzino arrembante che è appena sbarcato in MotoGP. Sono due campioni di grandissima esperienza, di grandissimo carisma, credo che il duello sarà comunque ad altissima tensione ma con meno risvolti polemici oppure extra pista come quello del 2009, che fu un duello senza quartiere dentro la pista, fuori la pista, il paddock, nei box, dovunque. Adesso mi sembrano molto più adulti, anche più inossidabili ai fattori esterni, questo vuol dire che la tensione sarà altissima. Immaginatevi 7 gare di un campionato del mondo faticosissimo, questi che se la giocano potendo guardare cosa fanno in pista. La tensione ci sarà eccome.

D: A Lin Jarvis sicuramente verrà uno scoppione prima o poi a vedere questi due che si scornano…(Marco Pezzoni)

PG: Anche lì la vivono come i piloti, hanno grande esperienza e la gestione Yamaha è affidata a gente navigata. Jarvis è un manager di grande affidabilità, maestro dei rapporti umani, poi ci sono varie altre persone tipo Maio Meregalli che è giovane ma abbastanza smaliziato, è un ex pilota, conosce i più reconditi ambiti nei quali si giocherà questo duello. Mi sembra un team perfettamente attrezzato a gestire la situazione. Certo è chiaro il duello sarà al calor bianco, sono due grandi campioni, ovviamente la rivalità c’è, anche se è nascosta al momento da sorrisi e dimostrazioni di stima reciproca, così come deve essere. Io credo che entrambi si rispettino moltissimo, sono abbastanza sinceri quando dicono di rispettarsi, è chiaro che la rivalità c’è, il motociclismo è uno sport individuale dove uno vince e l’altro perde e mai come questa volta è vero questo aspetto. Non scordiamoci Marquez, pronto ad approfittare di eventuali passi falsi. Per il momento la sua situazione è abbastanza delicata, però immaginate che succederebbe se Marquez riuscisse a ribaltare il pronostico a Silverstone, vincere la gara e contare sull’aiuto di Pedrosa…pensate a come potrebbe essere la classifica. A Silverstone ci aspettiamo la Yamaha davanti, Lorenzo da battere, Marquez che riesce a ribaltare la situazione e Pedrosa che passa la man… non è così astrusa come sensazione, è difficile il calcolo delle probabilità però potrebbe capitare. Adesso stiamo commentando una classifica che vede Marquez in ritardo di 52 punti, domenica sera potremo vederci davanti una classifica con Marquez a 43 punti da uno dei due, un quadro sicuramente diverso, parleremmo di mondiale riaperto mentre adesso stiamo parlando di Mondiale compromesso per Honda. L’orizzonte può cambiare abbastanza in fretta dopo una delle 7 gare che mancano.

D: Leggevo nel tuo blog di una Yamaha pigliatutto quest’anno…(Marco Pezzoni)

PG: Eh sì, certo. C’è questa Yamaha che domina in MotoGP tanto da giocarsi il mondiale in famiglia, nelle derivate di serie la nuova R1 dopo qualche mese di dovuto apprendistato sta cominciando a vincere, negli USA sta dominando, nel BSB Josh Brooks vince da 6 gare consecutive ed è in testa alla classifica, in Giappone la Yamaha vince, nell’Endurance hanno fatto il colpaccio alla 8h di Suzuka, hanno vinto anche l’ultima 8h di Oschersleben e sono in lotta per il mondiale. Insomma una Yamaha che attacca a tutto spiano e ha preso in contropiede un po’ tutti, in primis Honda che fatica a tenere il passo, la sorpresa è che la pista ha ribaltato i rapporti di forza. Siamo abituati a considerare la Honda il non plus ultra, la marca più potente, quella più attrezzata, più avanti tecnologicamente mentre adesso sta vincendo tutto Yamaha… evidentemente la partnership con Toyota sia finanziaria che tecnica sta dando buonissimi frutti.

D: Una Yamaha che l’anno prossimo forse rivedremo anche in Superbike a questo punto…(Marco Pezzoni)

PG: Eh certo. La rivedremo anche in Superbike, non sappiamo ancora in quale veste, con quali team, con quali prerogative e piloti, però sicuramente la Yamaha ci sarà e sarà un grandissimo ritorno perché Yamaha come ricorderete ha lasciato a fine 2011 giocandosi il mondiale fino a 2 gare dalla fine con Melandri…quindi un grandissimo ritorno, di peso, speriamo con una struttura tecnica e piloti di carisma e anche italiani.

D: All’indomani di Indianapolis hai fatto notare come le Honda avessero sverniciato sul rettilineo entrambe le Yamaha, anzi Pedrosa più volte su Valentino. Forse a Silverstone potremo vedere un super motore Honda per contrastare Yamaha? (Fabrizio Crescenzi)

PG: Per fare chiarezza regolamentare quando parliamo di super motore non parliamo di nuove unità perché i motori sono contingentati e tutti i motori che si possono produrre sono identici rispetto alle specifiche tecniche omologate sulla prima unità. E’ chiaro che si possono cambiare i settaggi elettronici e un motore che normalmente gira a regimi prudenziali può essere spinto più o meno in alto in base a quanti rischi vuole prendersi la squadra in termini di affidabilità. Considerando che Honda è in una posizione scomodissima, a distanza ragguardevole da Yamaha, io immagino che la Honda si giocherà le carte al massimo della possibilità quindi spingerà i motori di Marquez e Pedrosa al massimo dei regimi, in maniera da poter avere un vantaggio per lo meno su piste dove è richiesta grande cavalleria.

D: Dopo Indianapolis c’è comunque Misano, la pista di casa di Valentino, dove l’anno scorso è tornato finalmente alla vittoria e dove potrebbe dare una svolta ulteriore alla sua stagione, magari imponendosi laddove Lorenzo non sembra trovarsi granché a suo agio (Fabrizio Crescenzi)

PG: Sì certo, Misano è il jolly della stagione di Valentino. Lì ci aspettiamo tutti che Valentino tirerà fuori l’asso dalla manica come l’anno scorso e anche Lorenzo ha detto “temo Misano”. Io fossi Lorenzo non sarei tranquillissimo anche in vista di Silverstone, perché è nelle corde dei grandi campioni sorprendere. Tutti ci aspettiamo che a Silverstone Lorenzo faccia la voce grossa, ci aspettiamo un Lorenzo all’attacco e Valentino in difesa. Io non vorrei che Valentino ci possa sorprendere domenica, mi aspetto che Valentino faccia una gara molto aggressiva per far vedere a Lorenzo che Brno e Indy sono state due parentesi e se Lorenzo vorrà vincere il Mondiale se lo dovrà sudare. Io non mi aspetto assolutamente un Valentino molto remissivo a Silverstone, mi aspetto un Valentino battagliero ancor prima dell’arrivo di Misano…poi a Misano gioca in casa davanti alla marea gialla, è abbastanza scontato. Io ho molte aspettative sulla gara di Valentino domenica, vediamo…

D: Paolo parliamo di Ducati e Suzuki: all’inizio sono andate molto bene ma ora sembrano cadute in un limbo. Cosa può essere successo secondo te? Questione di problemi tecnici, mancava la conoscenza di Suzuki su alcuni circuiti o cosa può essere stato? (Marco Pezzoni)

PG: Le variabili tecniche sono molte. Ricordiamo che Ducati e Suzuki hanno regolamentazione Open, quindi 12 motori e più benzina rispetto alle Factory e possibilità di introdurre novità quasi ad ogni gara fondamentalmente. Ducati e Suzuki hanno già portato sviluppi di motore dall’inizio della stagione, stiamo parlando di due moto completamente nuove, forse c’era più da sorprendersi all’inizio della stagione che Ducati andasse così forte, di quanto non ci sorprende il momento un po’ di empasse che la squadra sta vivendo. Iannone è 4° in classifica, Dovizioso ha avuto dei passi falsi e non è lontanissimo, quindi una Ducati che sta giocando in maniera più positiva rispetto alle attese di inizio stagione con questa moto. Ducati ha girato questa settimana a Misano e io penso che Misano sia un bel viatico per loro, arrivano su una pista dove hanno molti riferimenti, i piloti hanno sempre girato forte. Penso che a Misano Ducati vorrà giocarsi il podio presumibilmente. Il discorso Suzuki è ancora più complesso perché Suzuki è stata ferma 3 anni e colmare con questa nuova moto uno stop di 3 anni non è facile sicuramente. Anche Suzuki va avanti a corrente alternata, ci sono state delle gare dove ha impressionato, altre dove ha avuto delle difficoltà e vediamo, mancano ancora 7 gare. Il campionato è sicuramente positivo, vediamo in queste ultime 7 gare se continuano i problemi delle ultime uscite o si torna allo standard di rendimento di 2-3 gare fa.

D: Tornando alla Ducati, non credi che Dovizioso stia soffrendo Iannone? Iannone è il futuro di Ducati…(Fabrizio Crescenzi)

PG: Sono sicuramente due grandi campioni, piloti molto diversi come caratteristiche, uno metodico, l’altro più arrembante, più sanguigno e diciamo che è una bella squadra che si completa. Sicuramente Dovizioso ha trovato in Iannone un rivale interno estremamente agguerrito e forse in tanti non si aspettavano un Iannone così veloce, così convinto dei propri mezzi e anche così affidabile. Il dato che più sorprende è proprio questo: ha sbagliato più Dovizioso che è così esperto, metodico, attento nella gestione del rischio rispetto a Iannone che è più focoso, più o “la va o la spacca” e non sbaglia quasi mai. L’unico errore che ha fatto è nei test al Mugello quando si è lussato una spalla, ma nei test è logico incappare in una caduta andando alla ricerca del limite. Quindi sicuramente uno Iannone grandissima realtà e un problema sempre più serio per Dovizioso. Anche lì sarà un bel duello interno, 7 gare che dovranno fare un po’ di chiarezza perché di questo passo Iannone corre il rischio di diventare il pilota “guida” della Ducati visto che i risultati in questo momento lo stanno testimoniando.

D: Restiamo in tema Ducati ma focalizziamoci sul team Pramac. In questi giorni si parla di mercato con Redding vicino al team Pramac. A questo punto Pramac cosa fa, conferma Petrucci e manda via Hernandez? (Marco Pezzoni)

PG: Mi pare che sia abbastanza scontato, bisogna aspettare solo l’annuncio che dovrebbe arrivare nel fine settimana di Silverstone. La squadra Pramac sarà Petrucci-Redding, una squadra fresca, giovane, due talenti e due prospetti per il futuro. Sicuramente una formazione molto interessante. Hernandez troverà posto con Avintia, azzarderei questa ipotesi, non credo che un pilota così importante dal punto di vista strategico-geografico la Dorna se lo faccia sfuggire in ambito MotoGP. Presumo che Dorna un posto glielo possa trovare.

D: Per quanto riguarda invece Aprilia? Sappiamo che Bradl ha un contratto fino a fine stagione (Marco Pezzoni)

PG: Sì, su Bradl c’è questo contratto fino a fine stagione, però mi sembra strano che Aprilia si faccia sfuggire un pilota di questo livello. Bradl ha 25 anni, giovanissimo, ha già fatto 3 anni di MotoGP con la Honda ufficiale, quindi ha notevolissima esperienza, è anche molto forte e su alcune piste è fortissimo, a me piace molto come pilota e mi sembrerebbe una scelta abbastanza dissennata se Aprilia se lo lasciasse sfuggire, io lo riconfermerei anche per l’anno prossimo. Tra l’altro le alternative di cui si è parlato non sono dello stesso livello, ad esempio Sam Lowes è un talento emergente però l’Aprilia che arriva con una moto nuova e ci mette sopra un pilota inglese che non ha mai fatto un giro su una MotoGP mi sembra una scelta decisamente avventata, mentre con Bradl e Bautista Aprilia ha due ottimi piloti veloci ed esperti per sviluppare il prototipo 2016. Qualora se lo facessero sfuggire sarei molto sorpreso in negativo, tra l’altro Bradl interessava moltissimo alla BMW per la Superbike… però mi sembra di aver capito che Bradl difficilmente lascerà la MotoGP, nel senso che ha tante offerte e possibilità per rimanerci.

D: Parliamo di Superbike. Secondo te Rea chiuderà già il Mondiale a Jerez o magari Jerez può essere la svolta di Sykes? (Marco Pezzoni)

PG: Ragazzi, considerate che a Rea mancano solo 6 punti, probabilmente non dico che potrebbe anche correre la moglie ma… quasi. Nel senso che se non piove fortissimo e grandina 20 cm, Rea possa chiuderlo guidando con un braccio solo semi-bendato… gli mancano solo 6 punti, vuol dire arrivare in una delle due gare decimo. Lo do per scontato che riesca a chiudere il Mondiale a Jerez, già ci siamo andati vicinissimi a Sepang e Davies con il sorpasso micidiale all’ultima curva ha rimandato la festa. Quindi a Jerez chiuderà i conti anche perché Davies per rimandare ulteriormente dovrebbe fare bottino pieno e può tenerlo aperto nel caso Rea non faccia i 6 punti. Non vedo come Rea non possa chiudere già a Jerez.

D: Ducati in questa seconda parte della stagione è venuta su forte…(Marco Pezzoni)

PG: Eh altrochè! 3 vittorie in 4 gare, sta venendo su fortissima. La Ducati sta crescendo, Chaz Davies ha cambiato marcia e ora è diventato un pilota di primissima fascia, cioè un pilota che affronta Jonathan Rea all’ultima curva in maniera prepotente e con una toccata, un pilota velocissimo di grande determinazione, quello che alla Ducati serviva. Del resto a Chaz Davies serviva una Ducati come quella delle ultime due gare, cioè una moto che tenesse il confronto con la Kawasaki, che non gli cedesse alla distanza in modo da potersela giocare all’ultimo giro come successo in Malesia.

D: Abbiamo ospitato Michele Pirro che non ha avuto una bella opinione del rientro di Biaggi. Tu cosa ne pensi? (Fabrizio Crescenzi)

PG: Rientra nella normale dialettica tra piloti, penso. Non è stato solo marketing, è stato un desiderio di Max che covava da mesi, ha trovato terreno fertile nell’Aprilia che a secco di risultati e senza grandi talenti quest’anno in Superbike, ha trovato terreno fertile nell’organizzatore del campionato. Gara-1 in Malesia è andata bene con il podio, gara-2 è finita dopo 200 metri quindi siamo rimasti con la voglia di sapere come sarebbe finita e quindi non è stato solo marketing, è stato un rientro sportivo bello e buono. Max è andato molto forte, ha fatto tacere tutti, facendo vedere che uno di 44 anni che rientra in queste condizioni può giocarsela con i piloti di oggi. Forse è finita qui, forse no, vediamo che desideri avrà Max. La mia sensazione è che non sia finita qui, ovviamente sarà Max a decidere.

D: Parlando appunto di Aprilia, in queste ultime gare sembra più affidarsi a Torres che ad Haslam…(Marco Pezzoni)

PG: Mi sembra che Aprilia si affida a chi dei due trova la giornata giusta… adesso vanno a manche alternate, una manche va forte Haslam, quella dopo va forte Torres. C’è un problema di competitività in assoluto e un problema di costanza di rendimento. Torres fa una orrenda gara-1 in Malesia beccandosi più di 30 secondi da Rea, in gara-2 va più forte e addirittura a podio… manca l’esperienza e il carisma del pilota di punta che sarebbe servito ad Aprilia. Una squadra fatta sull’onda di restare in Superbike all’ultimo istante… era rimasto disponibile Haslam e hanno preso Haslam, poi hanno tentato questa scommessa Torres dalla Moto2 che non sta andando neanche male. Se Torres fosse stato una seconda guida all’ombra di un top rider alla Laverty o alla Biaggi di una volta, Torres sarebbe andato benissimo e staremmo parlando di una buona stagione di debutto. Il problema è che all’Aprilia è mancata la prima guida e quindi tutto è andato a cascata.

D: Secondo te in casa Aprilia chi può essere il candidato per salire sulla RSV4 a questo punto? (Marco Pezzoni)

PG: Intanto la prima cosa da appurare è se Aprilia resta in Superbike e con quale forma. Dandolo per scontato, la priorità è mettere su questa moto un pilota di qualità, cioè un pilota che possa giocarsela ad armi più o meno pari con i Davies, Sykes, Rea e credo che i nomi che si sono fatti recentemente – Laverty e Hayden – possano andare più che bene

D: Pensi quindi che Guintoli possa essere il grande cavallo di ritorno in Aprilia per il 2016? (Fabrizio Crescenzi)

PG: Guintoli e l’Aprilia si sono parlati prima e dopo la Malesia. Anche Guintoli aspetta di sapere quali sono i suoi programmi tecnici e organizzazione tecnica prima di prendere una decisione. E’ chiaro che Guintoli ha lasciato con molto rimpianto la RSV4 e Aprilia ha dovuto rinunciare al suo campione del mondo con altrettanto rimpianto, quindi Aprilia-Guintoli sarebbe una reunion abbastanza naturale.

D: Aprilia quindi non dovrebbe perdere tempo e annunciare le sue decisioni a stretto giro, giusto? (Fabrizio Crescenzi)

PG: Già l’anno scorso hanno pagato il fatto di aver deciso a dicembre un programma che è uscito un po’ rabberciato, sia come gestione tecnica che come scelta dei piloti. Romano Albesiano aveva detto che la decisione sarebbe stata comunicata entro agosto, siamo al 25 quindi direi che il fine settimana di Silverstone dovrebbe portare un po’ di luce anche su quello che sarà il programma Superbike di Aprilia.

Marco Pezzoni

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