Sebastian Vettel: voto 10. Uniche sbavature di un week-end praticamente perfetto sono le due distrazioni commesse in gara, che sarebbero potute anche costargli caro. Per il resto è un martello che non lascia scampo agli avversari: al via saluta tutti e se ne va, con distacchi degni da gara endurance. Al momento non si capisce chi possa impensierirlo nella corsa al titolo.

Fernando Alonso: voto 9. Una gara tutta grinta, condita da quattro splendidi sorpassi: Bottas, Rosberg, Webber e alla fine Hamilton sono costretti a cedere di fronte all’arrembante rimonta dello spagnolo, penalizzato da una qualifica a dir poco modesta. Anche se questo è più che altro un problema cronico della Ferrari degli ultimi anni. Ritrovato dopo la brutta parentesi di Monaco.

Jean-Eric Vergne: voto 8. Sembrava quasi sovrastato da Ricciardo nella prima fase del campionato, ma ora è riuscito a ribaltare la situazione. Dopo Monaco, un’altra splendida prestazione: è sesto al traguardo, il migliore piazzamento della carriera, ottenuto dopo una qualifica altrettanto convincente. Chissà se anche lui adesso entrerà a far parte della rosa dei pretendenti ad un sedile Red Bull per il 2014.

Lewis Hamilton: voto 8. Manca la pole di pochissimo, e se ci fosse riuscito forse la fuga di Vettel sarebbe stata meno agevole. Controlla con intelligenza e guida con attenzione, ma nulla può contro il prepotente ritorno finale di Alonso. Finisce terzo ma la sua espressione a fine gara non sembra molto soddisfatta.

Valtteri Bottas: voto 7. Prestazione monstre in qualifica, dove per la prima volta in stagione mostra quel talento di cui in molti parlano. La gara sull’asciutto è un’altra cosa, e lui ci mette anche del suo facendosi “mangiare” subito da Webber e Rosberg. Ma se non altro, in squadra gode di una considerazione sempre maggiore a discapito di Maldonado.

Paul Di Resta: voto 7. Riscatta con una gara attenta ed intelligente una qualifica da dimenticare. La Force India gestisce alla meraviglia le gomme ma il pilota dovrà pur avere la propria parte di meriti: si ferma per la prima volta dopo 54 giri e riesce a risalire fino alla settima posizione.

Mark Webber: voto 6. Scusate, ma un bel voto non riusciamo proprio a darglielo. Certo, arriva quarto al traguardo, ma con questa Red Bull il suo compagno sembra come sempre di un altro pianeta. Alla fine si becca quasi mezzo minuto dal vincitore, il che è tutto dire.

Nico Rosberg: voto 6. Questa volta rimane dietro ad Hamilton per tutto il week-end, e anche di brutto. Forse non avrà ancora smaltito la sbornia di Monaco, ma quando si rende conto che i suoi pneumatici non lo possono più supportare inizia ad andare in carrozza, finendo quasi doppiato.

Felipe Massa: voto 6. Lui e Alonso sono i pilota che in gara sorpassano di più. Forse perchè la qualifica ferrarista era stata tutt’altro che esaltante, anche se per motivi ben diversi tra i due. Il brasiliano commette un errore da principiante e fa strike per la terza volta in quindici giorni, compromettendo il proprio week-end. In gara è bravo a guidare con grinta e determinazione, ma il danno ormai era fatto.

Adrian Sutil: voto 6. Buona qualifica, la domenica è bravo e fortunato a rimettersi subito in sesto dopo un testacoda alla curva 3. Eccessivo il drive-through comminatogli per non aver rispettato le bandiere blu. Alla fine raccoglie solo un punticino, ma doveva e poteva fare di più.

Sergio Perez: voto 5. Ancora una volta davanti a Button, anche se ad inizio anno puntava ad altri tipi di successi. Almeno evita di fare danni come a Monaco, anche perchè ormai gli altri iniziano a stargli alla larga.

Kimi Raikkonen: voto 5. E’ vero, arriva a punti per la 24° gara consecutive. Ma in Canada il finlandese è apparso l’ombra di sé stesso, con una corsa tutta in difesa, alle prese con una Lotus lontana parente di quella vista ad inizio stagione. A Enstone devono svegliarsi prima di fare perdere definitivamente la pazienza ad Iceman.

Jenson Button: voto 5. Sul circuito dove conquistò la vittoria più bella in carriera due anni fa, affonda nel naufragio McLaren. Una vettura modesta, anonima, da centro classifica: un pò come il Button visto in questa prima parte di stagione.

Daniel Ricciardo: voto 5. Dopo la scoppola rimediata a Monaco dal compagno, qui si concede il bis. E gli onori della cronaca sono tutti per il francese, mentre lui finisce 15° e lontano. E’ troppo un bravo ragazzo per essersi montato la testa.

Charles Pic: voto 5. Sta davanti al compagno per tutto il week-end, ma non è che ci voglia molto. In gara lotta con le Marussia: un film già visto.

Jules Bianchi: voto 5. Come sopra. Almeno lui è il primo tra i “piccoli”. Con la speranza, un giorno, di poter finalmente avere tra le mani una monoposto decente.

Nico Hulkenberg: voto 5. Chissà come si starà mangiando le mani a vedere dov’è la Force India, mentre lui si trova ad avere a che fare con una monoposto decisamente nata male. Ed è un peccato, perchè certi treni (vedi top team) non passano certo tutti i giorni.

Max Chilton: voto 4. Chissà se a Silverstone verrà ringalluzzito dall’aria di casa. Nel frattempo, è sempre l’ultimo tra gli ultimi.

Pastor Maldonado: voto 4. Sempre peggio. Ormai Bottas gli sta regolarmente davanti, e lui non nasconde che potrebbe pensare di cambiare aria. Anche se, vedendo le sue prestazioni (soprattutto nei fuoripista) non si sa chi, tra lui e la Williams, farebbe l’affare.

Romain Grosjean: voto 4. E menomale che qui l’anno scorso era arrivato secondo. Ma il Grosjean di quest’anno è solo l’ombra (velocisticamente parlando) del piloti vistosi nel 2012. Parte già con una penalità di 10 posizioni, ma in qualifica non riesce nemmeno a superare il Q1. Boullier continua a difenderlo: ma fino a quando?

Esteban Gutierrez: voto 4. Dopo le discrete prestazioni di Spagna e Monco, a Montreal torna il solito Gutierrez. Impulsivo, inesperto, ma stavolta anche lento. Completa l’opera parcheggiando la propria Sauber contro le barriere a sette giri dalla fine. Almeno i danni li paga il suo sponsor.

Giedo Van Der Garde: voto 3. Gara da dimenticare. Dapprima si becca uno stop and go per aver ignorato le bandiere blu, con Webber che lo tocca mandandolo in testacoda. Poi è vittima di Hulkeneberg, che lo stringe rompendogli il muso. Il problema è che rimane in pista quasi un giro prima di fermarsi con l’ala pericolosamente a penzoloni. Se si fosse staccata sarebbe stato un guaio, per sé e per gli altri.

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