Sebastian Vettel: voto 10. E’ lui il nuovo profeta del deserto. Durante la gara lascia agli avversari le briciole, in particolar modo spegnendo definitivamente qualsiasi velleità del proprio compagno di squadra. La sua vittoria non è mai stata in discussione: ma se Alonso non avesse avuto quel problema sarebbe stato lo stesso? Il dubbio rimane.

Kimi Raikkonen: voto 9. La Lotus non sembra un fulmine in Bahrain, soprattutto nelle qualifiche. Eppure Kimi c’è sempre: redditizio come non mai, riesce ancora una volta a conquistare un secondo posto che vale come una vittoria. Il tutto con due soli pit-stop. Il suo idolo è James Hunt, ma lui corre alla Lauda.

Fernando Alonso: voto 9. In molti lo davano per spacciato dopo l’inedito guasto al DRS, che lo fa piombare ad oltre 40″ da Vettel dopo pochi giri. Eppure Fernando corre più veloce della sfortuna, mascherando con talento la mancanza della spinta addizionale derivante dall’ala mobile. Conquista un ottavo posto finale ed in queste condizioni è un mezzo miracolo.

Paul Di Resta: voto 9. Eccellente il Lord scozzese. Ha in mano la migliore Force India della stagione e lui non si lascia sfuggire l’occasione, arrivando a sfiorare il podio. Dopo la partenza stagionale col botto di Sutil, sta tornando a dimostrare tutta la propria velocità e concretezza.

Romain Grosjean: voto 8. In prova è una mezza delusione, con una nuova esclusione dalla Q1. In gara si trasforma, tornando a tratti il pilota veloce e combattivo vistosi lo scorso anno. Con il merito di essere sempre corretto nei duelli. Gareggiasse sempre su questi livelli, anche la Lotus potrebbe vantarsi di avere un secondo pilota all’altezza.

Nico Rosberg: voto 7. In prova compie il classico giro perfetto, come riconosciuto da tutti i propri rivali. Peccato che poi in gara di Nico non sia rimasta alcuna traccia: regge pochi giri in testa e poi viene infilato miseramente da tutti, in perenne difficoltà con le gomme. Peccato che Hamilton sia riuscito a fare una gara tutta in rimonta con la stessa vettura.

Lewis Hamilton: voto 7. Dopo la sostituzione del cambio, perde cinque posizioni sulla griglia e qualsiasi teorica possibilità di lottare per la vittoria. Nella prima parte di gara sonnecchia, poi improvvisamente si scatena. Dirà poi: “Dopo la seconda sosta, la macchina è diventata improvvisamente competitiva”. Preoccupante come in casa Mercedes non ne conoscano il motivo. Almeno lui fa la sua parte giungendo quinto e conservando il terzo posto nel Mondiale.

Sergio Perez: voto 7. Cosa avrà contribuito a fargli scattare la molla? Forse qualche malumore iinterno al team prima della gara? Il messicano corre con il coltello tra i denti e diventa un osso duro per tutti durante i duelli, specie per il compagno di squadra con il quale fa a ruotate e che alla fine è costretto a cedergli il passo. Fin troppo aggressivo in talune circostanze, ma meglio questo Perez dell’ectoplasma visto sin qui.

Charles Pic: voto 7. Stavolta è lui il vincitore del Gran Premio degli “altri”, mettendosi alle spalle anche una Sauber. Notevole la sua prestazione in qualifica, dove rifila un secondo a Van Der Garde. Anche se rimane un dubbio: è lui che sta crescendo o è il compagno ad essere irrimediabilmente lento?

Jenson Button: voto 6. E’ costretto a fare ben quattro soste, finendo solo 10° e staccato dal compagno di squadra. Forse è lui il primo ad essere sorpreso dall’aggressività di Perez, tanto da invocare (inutilmente) l’intervento dai box. Non è un pilota che ama il corpo a corpo, e lo si è visto. Ma piano piano sta risollevando questa McLaren nata male.

Felipe Massa: voto 6. Inutile infierire, la sua sfortuna ricorda quella del miglior Barrichello. Due forature in una gara, se non è un record poco ci manca. Il problema è che non sembra mai in grado di reggere il ritmo di Alonso, perchè difficilmente, anche senza problemi, sarebbe arrivato sul podio.

Adrian Sutil: voto 6. Peccato perchè il contatto con Massa nel primo giro gli compromette una gara che avrebbe potuto regalargli grandi soddisfazioni. Partire dalla terza fila e arrivare 13° non è il massimo, ma il potenziale c’era.

Pastor Maldonado: voto 6. E’ autore di una gara positiva, al punto che (udite, udite) commette una sola escursione fuori pista, portando la Williams ai margini della zona punti, il che è di questi tempi quasi un lusso. Peccato per la qualifica, dove viene beffato dal compagno in Q3 che lo elimina seppur a parità di tempo. Adesso arriva Barcellona, dove il venezuelano ha dolci ricordi: peccato che quest’anno sia tutta un’altra storia.

Valtteri Bottas: voto 5. Come prestazione sul giro singolo sembra ormai aver eguagliato (in tutti i sensi…) il proprio compagno di squadra, ma sul ritmo-gara non ci siamo ancora. Al traguardo è solo 14°, con tanto lavoro ancora da fare, per sè e per il team.

Nico Hulkenberg: voto 5. La Sauber si conferma ben poca cosa: lui riesce a ritagliarsi qualche sprazzo di notorietà nelle prime fasi ritardando la prima sosta, ma poi finisce 12° e deluso. La scelta di abbandonare la Force India per ora non sta pagando.

Daniel Ricciardo: voto 5. La Cina stavolta è lontana. Arriva 16°, alle prese con una monoposto semplicemente poco veloce. Almeno batte ancora una volta Vergne in qualifica: ma questa sta diventando una piacevole abitudine per l’australiano.

Mark Webber: voto 5. Un settimo posto finale dovrebbe garantire la sufficienza, a patto che non si guidi una Red Bull. E che non si riesca nell’impresa di beccare 40″ di distacco dal proprio compagno di squadra. Mondi diversi. Come quelli tra sè e il suo team: arrivare a fine stagione potrebbe essere una lenta agonia.

Jules Bianchi: voto 5. Stavolta sembra meno brillante del solito, complice una Caterham che sembra essersi ripresa nei confronti della sua Marussia. Ovviamente sta davanti a Chilton: ma questa (non è) una notizia.

Max Chilton: voto 5. Almeno si prende la soddisfazione di stare davanti al test driver Gonzalez nelle libere 1 e addirittura a Bianchi nelle libere 2. Ma dopo un venerdì da leone, l’inglese si spegne festeggiando il proprio compleanno con un misero 20° posto.

Jean-Eric Vergne: voto 4. Sta iniziando ad accusare la pressione in maniera preoccupante. In prova si qualifica solo 17°, nel suo abitudinario anonimato. In gara viene coinvolto in un contatto dopo poche curve con una Caterham (!), e la monoposto divenuta inguidabile lo costringe al ritiro.

Giedo Van Der Garde: voto 4. Più passa il tempo e più ci si domanda cosa ci stia a fare costui in Formula 1. Forse per riempire costantemente l’ultimo posto della classifica: qualcuno lo deve pur fare.

Esteban Gutierrez: voto 4. Già penalizzato di cinque posizioni per la scriteriata manovra di Shangai, riesce nell’impresa di danneggiare la vettura nel corso del primo giro, ma anche di lottare (!) per tutta la gara con Marussia e Caterham. Non tutti riuscirebbero a fare altrettanto…

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