Nella prima manche del GT Open, svoltasi nel Tempio della Velocità di Monza, ad imporsi è la BMW di Rueda-Saravia, autori di uno scatto regolare e di una seconda parte di gara davvero esemplare, dove sono riusciti a contenere un arrembante Montermini in coppia con Di Amato, autore di un ottima prima parte di gara al comando. Il duo della BMW ora sale anche in prima posizione provvisoria del campionato, mentre al terzo posto è giunta la Lamborghini del team Imperiale con Agostini-Breukers, risalita dall'ultima posizione dopo un contatto al via. Vittoria per la Ferrari di Cheever-Nielsen in classe ProAm, mentre in classe Am a svettare è la BMW di Basso-Salas.

 

La gara. A partire dal palo è Di Amato (su Ferrari) che, al pronti-via, non si fa trovare impreparato e mantiene il vantaggio nonostante il contatto con Venturini (Lamborghini Imperiale) alla prima variante. Dietro però succede di tutto, con due Lamborghini che si toccano e ad avere la peggio è quella di Agostini, mandato in testacoda da Spinelli, mentre Costa va dritto. Rallenta vistosamente la BMW di Beirão da Veiga che è costretto a rientrare lentamente ai box, mentre Di Amato cerca di prendere subito il largo nei confronti degli inseguitori.

Ma un contatto fra Salikhov (Ferrari) e Wilkinson (Audi), al quinto passaggio, pone fine alla gara di entrambi, con quest’ultimo che s’insabbia all’Ascari mentre il russo è costretto mestamente ai box, inevitabile l’ingresso della Safety Car che ricompatta l’intero gruppo.

Al restart è subito lotta per la terza posizione tra Fioravanti (Lamborghini Ombra Racing), Baguette sull’esordiente Honda NSX e Spinelli, rientrato in competizione; a preoccupare gli uomini dell’Imperiale Racing è la vettura di Venturini che rallenta bruscamente nel tratto delle Lesmo perdendo quattro posizioni.

Lotta in classe ProAm fra Crestani, che riesce ad avere la meglio su Onslow-Cole, e Lewandowski, su Lamborghini, che agguanta la leadership di classe Am. Al decimo passaggio nuovo ingresso in pista per la vettura di sicurezza causata da un’uscita di pista da parte della Ferrari di West sempre all’Ascari; alle luci verdi Venturini è costretto definitivamente a salutare la compagnia fermandosi nelle vie di fuga a causa di un problema di pescaggio della pompa di benzina: inevitabilmente viene richiamata la Safety Car.

Aperta la finestra di pit stop tutti si fiondano ai box per il cambio pilota obbligatorio: ad animare la gara ci pensano i due nostri portacolori Giammaria (Lamborghini) e Pier Guidi (su Ferrari) che vanno a contatto in prima variante, con quest’ultimo ammonito anche dai commissari.

Terminata la finestra di cambio pilota a comandare le danze è la BMW di Rueda (dopo aver rilevato il volante da Saravia) seguita a breve distanza dalla Ferrari di Montermini (subentrato a Di Amato), mentre più distaccate le Lamborghini di Breukers e Gattuso. In classe ProAm a comandare è Nielsen (al posto di Cheever), mentre in Am è la BMW di Salas a mantenere la leadership.

Ultime fasi concitate di gara con Montermini che cerca in tutti i modi di sopravanzare Rueda, ma lo spagnolo resiste fino alla bandiera a scacchi, mentre al terzo posto si piazza la coppia Agostini-Breukers. Sesto posto di classe, e settimo assoluto, per l’esordiente Honda NSX della JAS Motorspost di Baguette-Guerrieri.
In ProAm vittoria per l’esordiente Cheever in equipaggio con Nielsen, seguito da Giammaria-Liang e Plachutta-Jager; a vincere la categoria Am la BMW di Basso-Salas, seguita da Borlenghi-Lewandowski e Hrachowina-Konrad.

CLASSIFICA GARA-1

Michele Montesano

 

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