Questo fine settimana, in concomitanza con la Formula 1 e sempre sul circuito di Sakhir (Bahrain), si apre finalmente il sipario sulla Gp2 Series, campionato sempre molto affascinante nel quale diversi giovani piloti si mettono in gioco per contendersi non solo il titolo di campione, ma anche un posto in qualche scuderia della massima formula.

Questo fine settimana, in concomitanza con la Formula 1 e sempre sul circuito di Sakhir (Bahrain), si apre finalmente il sipario sulla Gp2 Series, campionato sempre molto affascinante nel quale diversi giovani piloti si mettono in gioco per contendersi non solo il titolo di campione, ma anche un posto in qualche scuderia della massima formula.

Anche quest’anno, per stabilire chi sarà il successore del campione 2014 Jolyon Palmer, le emozioni di certo non mancheranno, con tante novità sia sul piano tecnico che dal punto di vista delle line up. Infatti, un elemento che modificherà non poco la guida dei piloti è sicuramente l’introduzione del DRS, non tanto dovuta alla necessità di migliorare lo spettacolo, già notevole di suo, ma alla volontà di rendere le monoposto sempre più simili a quelle di Formula 1.

Sono sicuramente diversi i piloti di talento che si candidano per recitare un ruolo da protagonisti, ma su tutti (almeno secondo i pronostici della vigilia) sembra emergere un tris d’assi: Pierre Gasly, Raffaele Marciello e Stoffel Vandoorne, in rigoroso ordine alfabetico. Il francese del team DAMS, reduce dallo splendido secondo posto conquistato lo scorso anno all’esordio in Formula Renault 3.5, ha tutte le carte in regola per sfondare, potendo contare sul supporto della scuderia più vincente nelle scorse stagioni, sulla mezza stagione di esperienza accumulata nel 2014 proprio in Gp2 e soprattutto sul fatto di far parte del Junior Red Bull Team, grazie al quale salirà a bordo di una Toro Rosso nei test post-gara di Barcellona. Per il pilota italiano questo sarà l’anno della verità: dopo una stagione di debutto ricca di alti e bassi con Racing Engineering, Marciello ha scelto di sposare la causa del team Trident per formare un binomio tutto italiano, in attesa di giocarsi le proprie chance per poter finalmente sbarcare in Formula 1. Infine, Vandoorne è il pilota che in assoluto ha maggiormente impressionato alla propria prima stagione nel campionato, artigliando diversi successi ed un secondo posto finale che ne fanno il principale candidato al successo.

Per quanto riguarda gli outsider e le novità di team e piloti, rispetto allo scorso anno da sottolineare l’assenza del team Caterham, sostituito dalla new-entry Status GP: il team schiera subito due rookie, Marlon Stöckinger, pilota filippino classe 1991 proveniente dalla Formula Renault 3.5, e Richie Stanaway, britannico ex-Gp3 appena ufficializzato al momento solo per la prima tappa stagionale. Ma sono diversi gli esordienti di ottimo livello, ed infatti anche il team Rapax si rinnova schierando il russo Sergey Sirotkin ed il rumeno Robert Visoiu, mentre il campione della Gp3 Alex Lynn (altro annunciato protagonista) si è accasato alla squadra campione DAMS. Altri giovani alla prima esperienza ufficiale nella categoria cadetta sono Jordan King (Racing Engineering), Nobuharu Matsushita (ART Grand Prix) e Zoël Amberg (Lazarus). Da sottolineare inoltre che per il primo appuntamento in Bahrain, non sarà presente la Hilmer Motorsport, anche se la pausa potrebbe essere più lunga.

Per quanto riguarda il calendario, infine, saranno dieci gli appuntamenti stagionali, tutti abbinati al weekend della Formula 1, con l’ormai consolidata formula della doppia gara ed inversione della griglia dei primi otto in gara-2 rispetto all’ordine di arrivo della prima manche: ci sarà da divertirsi.

Carlo Luciani

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Studente magistrale in Ingegneria Meccanica per l’energia e l’ambiente, laureato in Ingegneria Meccanica e giornalista pubblicista. Nel 2020, insieme al collega e amico Michele Montesano, ho pubblicato il primo libro marchiato LiveGP.it “Veloci più del tempo: i protagonisti italiani del Motorsport dagli albori agli anni ‘70”.

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