Si presenta con tutte le carte in regola per ambire al ruolo di candidato numero uno alla conquista del titolo 2016 della GP2 Series. Sergey Sirotkin è uno che la Formula 1 l'ha toccata, vissuta, persino provata: tanto da arrivare a ricoprire il ruolo di terzo pilota in Sauber. Eppure, la sua seconda stagione nella categoria cadetta non rappresenta assolutamente una scelta di ripiego, in attesa che il grande sogno possa finalmente diventare realtà.

Si presenta con tutte le carte in regola per ambire al ruolo di candidato numero uno alla conquista del titolo 2016 della GP2 Series. Sergey Sirotkin è uno che la Formula 1 l’ha toccata, vissuta, persino provata: tanto da arrivare a ricoprire il ruolo di terzo pilota in Sauber. Eppure, la sua seconda stagione nella categoria cadetta non rappresenta assolutamente una scelta di ripiego, in attesa che il grande sogno possa finalmente diventare realtà.

Essa, al contrario, può costituire davvero il trampolino di lancio per un pilota talvolta ingiustamente sottovalutato, ma che in realtà sta dimostrando con i fatti tutto il proprio valore. Il terzo posto assoluto nella stagione d’esordio in GP2 non può infatti essere considerato semplicemente un caso: anche perchè ora Sergey si è guadagnato un sedile nel team ART GP, ovvero la scuderia che lo scorso anno ha permesso a Stoffel Vandoorne di dominare il campionato. Nel frattempo, in attesa di iniziare a dare battaglia tra due mesi per il via della stagione 2016, i primi segnali per il pilota russo (gestito dall’italiano Gianpaolo Matteucci) sono già incoraggianti: P1 nella prima sessione della stagione, replicato da un piazzamento analogo nella mattinata del secondo giorno.

Sergey, se il buongiorno si vede dal mattino, possiamo dire che questa per te potrebbe essere una grande stagione? Lo spero, anche se in realtà per ora conta poco o nulla la prima posizione. Fa sempre piacere vedere il proprio nome in cima alla lista dei tempi, ma per ora preferisco non pensarci. Il livello di competizione è davvero molto alto, quindi occorre lavorare duramente e rimanere sempre concentrati per poter stare al top.

Quest’anno sei approdato in ART GP, team dominatore della scorsa stagione. Quanto è importante instaurare da subito una buona relazione con i membri del team, anche nell’ottica di sviluppo della macchina? E’ senza dubbio fondamentale. Qui mi trovo già molto bene, ho un ottimo feeling con lo staff della scuderia, sono tutte belle persone. Si lavora bene assieme, e questo è molto importante anche per instaurare il giusto clima in squadra. Questi test sono utili anche sotto questo punto di vista.

A proposito di test, quale programma avete di svolgere in questa prima tranche al Montmelò? Mah, nel pomeriggio lavoreremo principalmente sui long run, effettuando anche alcuni interventi sull’assetto della vettura. Domani torneremo a mettere la gomma nuova e proveremo una simulazione di qualifica. Ci sono tante cose da migliorare ed affinare: dai pit stop alle prove di partenza…

Molti addetti ai lavori ti danno come principale favorito alla conquista del titolo GP2. Tu cosa ne pensi? La cosa ti mette pressione o ti carica? Il mio obiettivo al momento è quello di fare meglio dell’anno scorso, e se penso che sono arrivato terzo la risposta sembrerebbe quasi scontata…eppure sarà molto difficile: c’è un livello davvero elevato quest’anno in GP2, la concorrenza sarà spietata. Abbiamo tanti competitors, e non saremo di certo gli unici a poter dire la propria in chiave titolo. Per riuscirci conosco solo una parola: lavoro, lavoro e ancora lavoro.

Dopo le tue esperienze al volante della Sauber, la Formula 1 per te rappresenta ancora un sogno? La Formula 1…è un sogno, anche se non so dire al momento quanto possa essere realistico. Naturalmente arrivarci rappresenta un obiettivo fondamentale, per il quale stiamo continuando a lavorare. Ma per adesso non voglio pensarci: al momento sono totalmente concentrato sul prossimo campionato di GP2, dove voglio far bene a tutti costi. E poi, a fine stagione vedremo…

Da Barcellona – Marco Privitera 

 

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