La Mercedes è la vera scheggia impazzita del Mondiale 2013. E’ questo quanto emerge dal week-end ungherese, dove qualsiasi pronostico è stato ancora una volta sovvertito dall’eccellente lavoro compiuto dal team di Brackley. Arrivata a Budapest pagando (meritatamente) lo scotto di non aver potuto partecipare ai test di Silverstone, la Mercedes è riuscita a risollevare le prestazioni di un venerdì difficile, dove le monoposto di Hamilton e Rosberg si erano mantenute lontane dalla vetta, lasciando presagire una gara difficile. Invece, è accaduto esattamente il contrario. Mentre la Red Bull sembrava imprendibile e Vettel già con la vittoria in pugno, è stata la Mercedes a ribaltare le carte in tavola, grazie principalmente alla straordinaria prestazione di Lewis Hamilton. Il pilota anglo-caraibico, autore di un giro perfetto al sabato, è scattato subito alla grande in gara, mettendo a tacere chi pensava potesse presto soccombere ai problemi di degrado delle gomme. Addirittura, nel finale Hamilton ha controllato agevolmente gli avversari, mentre alle sue spalle Raikkonen e Vettel battagliavano con il coltello tra i denti per la seconda posizione. Una dimostrazione di grande forza e maturità per la Mercedes, che ora potrà davvero, quando mancano ancora nove gare al termine, dire la sua in chiave mondiale. Unico neo di una giornata trionfale, il guasto occorso a Nico Rosberg: il tedesco ha dovuto abbandonare la gara a pochi giri dal termine con il motore in fiamme, al termine di un week-end per lui non certo positivo. La classifica sembrerebbe a questo punto indicare in Hamilton l’uomo sul quale la Mercedes dovrebbe puntare per giocarsi le proprie carte, ma ben difficilmente a Brackley decideranno di relegare Rosberg al ruolo di scudiero. Mentre la Red Bull esce con un terzo e quarto posto tutto sommato positivo da Budapest, la Lotus si conferma ad altissimi livelli, specialmente con le temperature elevate: la E21 sembra essere tornata sulle prestazioni di inizio stagione, con un Grosjean apparso in palla ma ancora un pò troppo pasticcione, ed un Raikkonen che ha saputo capitalizzare al meglio la tattica su due soste studiata dal team. Giornata nera, o quasi, per la Ferrari: il quinto e l’ottavo posto raccolto da Alonso e Massa non può certo lasciare soddisfatti gli uomini del Cavallino, anche se Domenicali continua a predicare calma sforzandosi di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno. All’Hungaroring, la F138 è apparsa decisamente la quarta forza del Mondiale, con una preoccupante involuzione tecnica che sembra allontanare, gara dopo gara, i due piloti sempre più dalle posizioni di vertice. Ormai non si tratta più soltanto di un problema legato alle qualifiche: in Ungheria la Ferrari non è apparsa mai abbastanza competitiva, in nessuna condizione, e adesso un super lavoro attende i tecnici a Maranello per tentare di colmare il gap con i diretti rivali. Alonso continua a lamentarsi pubblicamente e la cosa prima o poi inizierà ad infastidire qualcuno; Massa si conferma un pilota non più adatto ad un top team, ma nonostante ciò sembra ancora avere delle chances da giocarsi per il rinnovo. Anche se il problema vero della Ferrari a Budapest non va di certo individuato nei piloti: le novità tecniche non funzionano a dovere, la concorrenza migliora mentre la F138 sembra voler fare la fine del gambero. Forse interventi più mirati e radicali sulla vettura avrebbero un effetto migliore rispetto alle tante piccole novità portate di gara in gara, quasi a voler tenere a freno l’esuberanza anche verbale del proprio top driver. Al punto che qualcuno nel paddock ha persino messo in giro strane voci a proposito di una fantomatica trattativa tra la Red Bull ed il management di Alonso: una balla clamorosa che di certo comunque non giova a rassenerare il clima nel team di Maranello. Per quanto riguarda gli altri, in crescita è apparsa la McLaren, a punti con entrambi i piloti, anche se fa tristezza pensare che qui lo scorso anno Button aveva portato a casa la vittoria ed ora a Woking accolgano con soddisfazione questi risultati. Primo punto stagionale (finalmente) anche per la Williams e per Maldonado, mentre Toro Rosso e Force India sono affondate alle prese con il torrido asfalto di Budapest. Adesso, tutti in vacanza: per due settimane in agosto ai team sarà impedito di esercitare qualsiasi attività lavorativa: siamo curiosi di vedere come farà la Fia a controllare che non vengano effettuati nemmeno semplici scambi di e-mail tra i tecnici, quando solo poche settimane fa non aveva “visto” ben tre giorni di test svolti da un team color argento capace oggi di fare la voce grossa…

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