Nella notte di Singapore, spunta a sorpresa Daniil Kvyat. E’ stato infatti il russo della Red Bull il pilota più veloce nella seconda sessione di prove libere del Gp Singapore, in programma domenica sul circuito cittadino che sorge nel quartiere di Marina Bay. Kvyat ha staccato il crono di 1’46″142 con le Supersoft, abbassando di quasi 2″ il tempo ottenuto nella prima sessione da Rosberg e riportando un pizzico di serenità in Red Bull, in una giornata caratterizzata dalle voci che vedono il team di Milton Keynes impegnato nell’estremo tentativo di assicurarsi le Power Unit Mercedes per la prossima stagione, dopo la rottura con Renault e con la prospettiva di poter contare solo su una versione “B” dei propulsori Ferrari nel 2016. Una situazione alquanto intricata, che rischia di gettare la scuderia di Mateschitz nell’anonimato dopo anni trascorsi ad alti livelli, e di fronte alla quale i vertici del team minacciano in maniera tutt’altro che velata la possibilità di un clamoroso ritiro.

Ma, tornando alla pista, la RB11 si è confermata assai competitiva su un tracciato tortuoso, dalle caratteristiche simili a quelle di Budapest: dopo una “mattinata” travagliata (nel corso della quale era riuscito a percorrere soltanto otto giri a causa di un problema alla pompa benzina), Kvyat è riuscito a staccare una prestazione di tutto rispetto, ottenuta perlopiù nel secondo giro con le coperture più morbide: un dato inequivocabile che dimostra come la monoposto britannica riesca a dimostrarsi particolarmente “gentile” con le gomme, in una giornata in cui più o meno tutti (Ferrari e Mercedes comprese) hanno evidenziato un consistente degrado nella seconda tornata veloce. A questo punto sarebbe lecito attendersi un solo tentativo a disposizione dei piloti domani in qualifica con lo stesso set, ma soprattutto una Red Bull capace di giocare un ruolo da protagonista anche domenica in gara, affidabilità permettendo.

Già, la gara. Risultati piuttosto difficili da interpretare sono emersi alla luce dei long-run effettuati con tanta benzina a bordo. Ciò che sembra certo è che la Mercedes non disponga a Singapore del margine sugli avversari di cui ha potuto usufruire in circuiti “di motore” come Spa e Monza. Se, da un lato, l’assenza di Hamilton in testa ad una giornata di prove appare già come una notizia, ancora più interessante risulta il secondo tempo ottenuto da Kimi Raikkonen, a soli 39 millesimi dalla vetta. Così come la terza piazza dell’altra Red Bull di Ricciardo, anch’egli vicinissimo al leader in una classifica che vede ben cinque piloti racchiusi in soli tre decimi: un dato particolare, che denota l’insolito equilibrio al momento presente, soprattutto sulla pista “cronometricamente” più lunga del Mondiale. Naturalmente, questo non significa che le Mercedes abbiano smarrito il proprio potenziale: né Rosberg né Hamilton, infatti (come confermato dallo stesso Toto Wolff) sono riusciti a sfruttare appieno la propria simulazione di qualifica, commettendo dei piccoli errori che hanno pesato parecchio sul tempo finale, ottenuto nel caso dell’inglese solo al termine del secondo passaggio.

Bene anche le due Force India, entrambe nella top ten in una pista non certo celebre per esaltare le doti del propulsore, a conferma dei progressi effettuati dalla monoposto indiana; positiva anche la prestazione di Alonso, tornato ad affacciarsi tra i primi in un weekend che potrebbe vedere la McLaren in grado di lottare per qualche punticino. Ad anni luce dalla concorrenza le due Manor, con Stevens che ha replicato il “botto” del compagno Rossi verificatosi al mattino, tanto da rendere necessaria l’esposizione della bandiera rossa per alcuni minuti nelle fasi iniziali. L’antipasto di Singapore, dunque, si preannuncia gustoso: e visto che sul tracciato cittadino si correrà all’ora di cena, l’appetito potrebbe non fare altro che aumentare nel corso del weekend.

Marco Privitera

 

GP Singapore – Prove Libere 2:

 

1. Daniil Kvyat (Red Bull RB11-Renault) – 1’46″142 
2. Kimi Raikkonen (Ferrari SF15-T) – 1’46″181 
3. Daniel Ricciardo (Red Bull RB11-Renault) – 1’46″256 
4. Lewis Hamilton (Mercedes W06) – 1’46″479 
5. Sebastian Vettel (Ferrari SF15-T) – 1’46″487 
6. Sergio Perez (Force India VJM08-Mercedes) – 1’46″487 
7. Nico Rosberg (Mercedes W06) – 1’46″781 
8. Fernando Alonso (McLaren MP4/30-Honda) – 1’46″959
9. Nico Hulkenberg (Force India VJM08-Mercedes) – 1’47″427 
10. Max Verstappen (Toro Rosso STR10-Renault) – 1’47″427 
11. Felipe Massa (Williams FW37-Mercedes) – 1’47″684 
12. Felipe Nasr (Sauber C34-Ferrari) – 1’47″755 
13. Marcus Ericsson (Sauber C34-Ferrari) – 1’47″795
14. Jenson Button (McLaren MP4/30-Honda) – 1’47″888 
15. Carlos Sainz (Toro Rosso STR10-Renault) – 1’48″012 
16. Romain Grosjean (Lotus E23-Mercedes) – 1’48″096 
17. Valtteri Bottas (Williams FW37-Mercedes) – 1’48″118 
18. Pastor Maldonado (Lotus E23-Mercedes) – 1’50″094 
19. Alexander Rossi (Manor 04-Ferrari) – 1’56″739 
20. Will Stevens (Manor 04-Ferrari) – 1’59″932 

 

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