La Formula 1 è pronta per affrontare in terra austriaca la nona tappa del Mondiale 2018, e lo fa su un tracciato ricco di storia e fascino, seppur sottoposto a svariate modifiche nel corso degli anni che ne hanno in parte snaturato le caratteristiche originarie: il vecchio Osterreichring, ribattezzato in seguito A1 Ring, è oggi un circuito di proprietà della Red Bull, per il cui ritorno nel calendario iridato Dieter Mateschitz (patron dell’azienda produttrice di bevande energetiche) ha esercitato un’efficace opera di convincimento nei confronti di Bernie Ecclestone.

Non che l’attuale tracciato sia poi così male: a parte lo splendido contesto naturale nel quale è collocato, esso presenta interessanti saliscendi seppur con una velocità media piuttosto bassa, con diverse curve ad angolo retto che rendono necessario per le monoposto un assetto decisamente carico. E’ piuttosto la lunghezza tutto sommato ridotta (soli 4326 metri) ed il tempo sul giro più basso dell’intero Mondiale (il record della pista appartiene a Michael Schumacher in 1’08″337) a destare qualche perplessità, unitamente alla limitata capacità ricettiva e disponibilità di biglietti per il pubblico, lo scorso anno andati esauriti nel giro di poche settimane.

Il tracciato presenta diverse frenate in salita, a partire da quella situata in fondo al rettilineo dei box, necessaria per affrontare la prima curva a destra che si presenta ad angolo retto: in uscita è molto facile ritrovarsi oltre il cordolo, magari sfruttando la via di fuga in asfalto. Subito dopo ci si immette in un allungo al termine del quale si toccano le velocità di punta più elevate, per affrontare un’altra violenta frenata in salita in vista del tornantino: un punto dove è possibile tentare l’attacco ma che ha dato anche luogo ad incidenti in passato, come il contatto tra le due McLaren di Coulthard ed Hakkinen nel 1999 e soprattutto il crash tra Heidfeld e Sato nel 2002. Altra accelerazione per gettarsi in discesa verso le curve 3 e 4, entrambe a destra, prima di affrontare una doppia curva a sinistra dove vengono molto sollecitati gli pneumatici esterni. Veloce cambio di direzione per la veloce “esse” prima intitolata a Niki Lauda, per poi affrontare un breve allungo che conduce all’impegnativa curva dedicata a Jochen Rindt. L’ultima curva è ancora a destra, dove occorre mantenere la traiettoria ideale soprattutto in uscita per avere una buona velocità di punta sul traguardo. Un circuito abbastanza tecnico e con caratteristiche parzialmente simili a quelle di Sakhir e Montreal, con le manovre di sorpasso agevolate grazie alle due zone DRS.

Marco Privitera

 

 

 

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Sabato 20 giugno
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Domenica 21 giugno
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Spielberg – FORMULA 1 GROSSER PREIS VON ÖSTERREICH 2014
Tracciato: 4.326 km

Giri: 71
Distanza di gara: 307.020 km
Giro record: 1’08.337 – M. Schumacher (2003)

 

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