Vedendo il risultato finale si può pensare che l’E-Prix di Berna sia stato caratterizzato da un andamento scontato: nulla di più sbagliato! A trionfare è stato Jean-Eric Vergne su DS Techeetah, partito dalla pole, seguito da Mitch Evans e Sebastien Buemi. La gara è stata caratterizzata da un maxi ingorgo iniziale, sulla falsariga di ciò che è accaduto a Roma, una Full Course Yellow e, per non farci mancare niente, la pioggia nelle ultime tornate.

 

Al pronti via c’è stato un maxi tamponamento che ha causato l’esposizione della bandiera rossa: moltissime le vetture coinvolte, tra le quali quelle di Pascal Wehrlein, Maximilian Günther, Daniel Abt, Sam Bird, André Lotterer e Robin Frijns, con quest’ultimo l’unico ad essere costretto al ritiro. Solamente i primi sono passati indenni alla tagliola della prima curva. La fase di stop è stata carica di malumori e tensione: infatti i piloti e la direzione gara hanno avuto forti divergenze in merito all’ordine di ripartenza. Alla fine si è deciso di partire, dietro la Safety Car, con lo starting order della griglia di partenza e non considerando le prime fasi di gara.

Al restart Vergne ha cercato subito di prendere il largo, ma Evans non l’ha mollato di un millimetro, anzi già verso il sesto giro si è fatto vedere diverse volte negli specchietti. A centro gruppo c’è stato un contatto fra Alexander Sims ed Edoardo Mortara, con l’italiano di Ginevra che è stato costretto a rientrare ai box e ritirarsi. Attacco all’esterno di Bird su Günther, con il pilota della Virgin che è riuscito ad avere la meglio guadagnando la quinta posizione. Nel frattempo, un incarognito Di Grassi, a suon di sorpassi, è riuscito a portarsi in quattordicesima posizione dietro a Lopez, mentre D’Ambrosio è stato costretto a scontrare un Drive Through.

Successivamente si nota un problema per Wehrlein, che ha rallentato vistosamente prima di parcheggiare la sua Mahindra nei pressi della zona dell’Attack Mode: per spostare la vettura i commissari espongono la Full Course Yellow. Complici le varie neutralizzazioni i piloti alla ripartenza hanno potuto sfruttare tutta l’energia a disposizione senza dover parzializzare il gas: a dimostrazione di ciò troviamo i primi quattro raccolti in meno di due secondi e mezzo. Alla lotta si aggiunge anche Lotterer, che ha infilato senza remore Günther conquistando la quinta posizione, il quale poi attaccherà Bird nel corso del ventiseiesimo giro: inizialmente l’inglese riesce a tenere la posizione ma, al giro successivo, arriva lungo cedendo, così, il posto al tedesco.

Nelle ultime fasi di gara la pioggia rende le cose ancora più difficili, rendendo la pista scivolosa, ma il quartetto di testa non si è scomposto: tutti i piloti hanno continuano a spingere come forsennati. Al calare della bandiera a scacchi è stato Vergne a trionfare, seguito da Evans su Jaguar, Buemi e dal bravissimo Lotterer, che per un soffio non è riuscito a salire sul gradino più basso del podio.

Buona la performance di Bird che, però, si è dovuto accontentare della quinta piazza, seguito dal bravo Günther. Bravissimo Di Grassi: il pilota di casa Audi è riuscito ad entrare in top-10 a suon di sorpassi; partito dalla diciottesima posizione, il brasiliano ha approfittato di ogni pertugio per infilare la sua monoposto. Da dimenticare la gara di D’Ambrosio, costretto a scontare anche un Drive Through, giunto in quindicesima posizione.

Classifica che vede sempre più in vetta Vergne: il pilota della DS Techeetah si presenterà a New York, per gli ultimi round del 13 e 14 luglio, con un vantaggio abbastanza rassicurante per confermarsi campione della serie.

Michele Montesano