Marina Bay, 26 settembre 2010. Sul tracciato cittadino situato nell’omonima baia va in scena la quindicesima prova del Mondiale. A giocarsi il titolo iridato c’è un quintetto agguerrito di piloti racchiuso in 24 punti: Mark Webber, Lewis Hamilton, Fernando Alonso, Jenson Button e Sebastian Vettel. Tra questi, lo spagnolo della Ferrari arriva all’appuntamento di Singapore rinfrancato dall’ottimo successo ottenuto a Monza che gli ha permesso di recuperare terreno in classifica. Proprio Alonso centra la pole, precedendo Vettel di quasi tre decimi. Alle loro spalle la seconda fila è monopolizzata dalle McLaren, con Hamilton davanti a Button. Quinta la Red Bull di Webber. Felipe Massa, invece, è costretto a partire dal fondo per un problema di elettronica che lo ha tradito nella prima manche delle qualifiche.

Alla partenza le posizioni di vertice non subiscono modifiche, al contrario delle retrovie dove si verificano diversi contatti. Tra questi, la Force India di Liuzzi danneggia la sospensione posteriore sinistra fermandosi in una zona pericolosa del tracciato: inevitabile l’ingresso della Safety Car. Alcuni piloti ne approfittano ed entrano ai box per anticipare il cambio degli pneumatici. Al restart Alonso e Vettel allungano sulla concorrenza, togliendosi a vicenda il primato sul giro veloce. La “marcatura” prosegue anche al cambio gomme che avviene contemporaneamente. Dalla sosta ne trae beneficio Webber, che riesce a scavalcare le due McLaren portandosi al terzo posto. La Safety Car fa nuovamente il suo ingresso in pista al 30° giro, dopo che Bruno Senna impatta contro la Sauber di Kobayashi, andato a muro in punto molto stretto del circuito. Ripresa per la seconda volta la corsa nella sua valenza agonistica, Webber deve difendersi da Hamilton, desideroso di recuperare la posizione persa. Durante il doppiaggio di una Marussia, l’inglese recupera metri e mentre cerca di sopravanzare l’australiano i due vengono a contatto. Ad avere la peggio è proprio Hamilton, costretto al ritiro. Poco dopo, anche Heidfeld saluta la compagnia dopo un duello con Schumacher nello stesso punto in cui è avvenuto l’incidente tra Webber e Hamilton.

L’ultimo colpo di scena lo regala Heikki Kovalainen durante il penultimo giro. Il finlandese della Caterham, tradito dal motore della sua monoposto andato a fuoco, parcheggia la T127 in pieno rettilineo con una pericolosa cortina di fumo che limita la visibilità ai piloti che sopraggiungono in quel tratto. Tra di essi Alonso e Vettel, in piena bagarre per la vittoria. Nonostante questo brivido finale, lo spagnolo della Ferrari mantiene la calma e la concentrazione necessaria per imporsi sul tedesco della Red Bull, avendo la meglio in un tiratissimo testa a testa e realizzando il primo Grand Chelem in carriera.

Piero Ladisa

 

Gran Premio di Singapore – 26 settembre 2010

Distanza: 61 giri, 309.316 km

ORDINE D’ARRIVO:

1) Fernando Alonso (Ferrari) 1h 57m53579s

2) Sebastian Vettel (Red Bull-Renault) + 0″293

3) Mark Webber (Red Bull-Renault) + 29″141  

4) Jenson Button (McLaren-Mercedes) + 30″384       

5) Nico Rosberg (Mercedes) + 49″394     

6) Rubens Barrichello (Williams-Cosworth) + 56″101  

7) Robert Kubica (Renault) + 1’26″559   

8) Felipe Massa (Ferrari) + 1’53″297

9) Adrian Sutil (Force India-Mercedes) + 2’12″416

10) Nico Hülkenberg (Williams-Cosworth) + 2’12″791

 

Pole position: Fernando Alonso (Ferrari) 1’45″390

Giro veloce: Fernando Alonso (Ferrari) 1’47″976

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