Quale futuro per Kimi Raikkonen in Ferrari? Sono in molti a porsi questa domanda, specialmente dopo le ultime prestazioni tutt’altro che esaltanti del pilota finlandese, le quali hanno seriamente compromesso la stabilità del suo sedile in sella al Cavallino Rampante. Il pilota apparso lontano dalle prestazioni del suo compagno di squadra, troppo spesso incline ad errori tutt’altro che in linea con la sua fama, ed incapace di fornire in termini di punteggio un apporto adeguato alla scuderia, è sembrato solo il lontano parente di quello che nel 2007 riuscì a portare a Maranello l’ultimo titolo sin qui conquistato nel Mondiale Piloti. La risposta al quesito è però arrivata, in termini piuttosto netti, proprio dai vertici della scuderia, per bocca di Sergio Marchionne e Maurizio Arrivabene. I quali hanno sottolineato, senza troppi giri di parole, come l’unico artefice del proprio futuro sia solo e soltanto lui: Kimi Raikkonen da Espoo, finlandese di 35 anni con alle spalle 221 Gran Premi, di cui 20 vinti. Ed è proprio quel tipo di Raikkonen che in Ferrari vorrebbero tornare a vedere, ma che invece sembra essersi misteriosamente perso: tanto da mettere a serio repentaglio il suo futuro in seno al team e la sua stessa permanenza in Formula 1.

A questo punto, quindi, sono inevitabili le voci che vorrebbero la Scuderia pronta a dare il benservito al proprio pilota, magari puntando su un giovane di qualità da affiancare a Vettel sin dalla prossima stagione. Già, ma chi? I rumors più insistenti danno in Valtteri Bottas l’opzione più accreditata. Pilota giovane (25 anni) e con un curriculum di tutto rispetto alle spalle (vedi la conquista del titolo Gp3 nel 2011), si è ben distinto ogniqualvolta il mezzo glielo abbia consentito, mettendosi spesso e volentieri in Williams alle spalle un ex-ferrarista come Felipe Massa. Un talento di sicuro avvenire, perlopiù già abituato a lottare per le posizioni di testa, anche se i maligni indicano nella presenza del suo manager Toto Wolff (azionista e Team principal Mercedes) un potenziale “ostacolo” al suo arrivo in Rosso. Staremo a vedere.

Di sicuro, un’altra candidatura che ha ripreso improvvisamente quota nelle ultime settimane è quella di Nico Hulkenberg. Complice il suo recente successo con Porsche alla 24 Ore di Le Mans, il nome del tedesco è magicamente tornato sulla bocca di tutti, dopo essere stato lungamente (e ingiustamente) ignorato dalla maggior parte dei top team. Pilota velocissimo, affidabile ma sicuramente sottovalutato, Hulkenberg potrebbe trovare nel suo successo alla classica francese l’occasione per rilanciare la sua carriera, sin qui caratterizzata dalla conquista di una pole position (nel 2010 con la Williams, sull’asfalto umido di Interlagos) e zero presenze a podio. Il tutto senza dimenticare quel pre-accordo siglato con Maranello nell’estate del 2013, quando alla fine gli fu preferito lo stesso…Kimi Raikkonen. Ma adesso i tempi potrebbero essere finalmente maturi ed il “sogno” di molti tifosi di tornare a vedere il numero 27 sulla livrea del Cavallino presto tramutarsi in realtà.

Ma un altro nome “eccellente” è sicuramente quello di Daniel Ricciardo. Tra i piloti sicuramente più veloci della nuova generazione, l’australiano ha dalla sua anche innegabili doti comunicative che lo rendono uno dei pochi “personaggi” appetibili in questa Formula 1 moderna. Senza dimenticare che proprio Ricciardo è stato l’unico pilota a mettere in seria difficoltà lo stesso Vettel, visto che i due sono stati compagni di squadra in Red Bull nella passata stagione. Un biglietto da visita sicuramente importante per lui, ma che potrebbe rappresentare una sorta di “boomerang”, anche se il potere di Vettel sulla scelta del compagno di squadra in Ferrari è ampiamente ridimensionato rispetto ai tempi, ad esempio, di Michael Schumacher. Le attuali vicissitudini e problemi che attanagliano il suo team potrebbero rappresentare un motivo in più per guardarsi attorno: e quale soluzione sarebbe migliore del sogno Ferrari, specialmente per il sangue italiano che scorre nelle sue vene?

Ultima, ma non in ordine di importanza, un’opzione che da molti continua ad essere poco credibile, ma che sta in realtà prendendo lentamente corpo dalle parti di Maranello: quella di Esteban Gutierrez. L’attuale terzo pilota del Cavallino sta svolgendo in maniera egregia il proprio ruolo in seno alla scuderia, fornendo indicazioni preziose sia al simulatore sia in merito all’utilizzo delle gomme, vista anche la sua esperienza in qualità di titolare alla Sauber. Esperienza durante la quale, a volerla dire tutta, non ha minimamente messo in luce quel talento che lo aveva portato alla conquista, nel 2010, del campionato Gp3, palesando anzi una serie di errori e di ingenuità che lo hanno tagliato fuori dalla caccia al sedile per la stagione in corso. Tutto questo nonostante i suoi munifici sponsor, i quali (occorre ricordarlo) consentirebbero al Cavallino di tornare ad avere quella visibilità in Sudamerica molto appetibile per le casse del gruppo.

Insomma, potremmo definirla una poltrona per quattro: anche se, è bene sottolinearlo, il futuro di Raikkonen è esclusivamente nelle sue mani. Toccherà a lui dimostrare di non essere un pilota finito, ma anzi una risorsa su cui poter fare affidamento per la crescita futura della monoposto. Ma se così non dovesse essere, allora prepariamoci ad un’estate realmente “bollente” sotto il profilo del mercato piloti.

Marco Privitera

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