Di solito un pilota stupisce per le prestazioni, i sorpassi, le gare epiche, le battaglie in pista per le posizioni che contano o per i titoli mondiali. Questa volta ad andare “oltre”, è un pilota spagnolo molto amato dai tifosi della Ferrari. Di chi parliamo? Naturalmente di Fernando Alonso e della sua personale collezione. E’ stata difatti inaugurata a Madrid la “Fernando Alonso Collection”, una mostra con più di 270 oggetti appartenenti al pilota asturiano, che lo stesso ha voluto esporre. Tra gli oggetti spiccano caschi, tute, trofei, le Renault con le quali ha vinto i due Mondiali, le Ferrari di questi anni e persino i primi kart con i quali ha gareggiato agli inizi della carriera. 270 cimeli che raccontano la carriera del pilota asturiano, caratterizzata da un inizio tra mille difficoltà, con una Federazione debole che non garantiva il minimo sostegno dato che l’automobilismo in Spagna non era popolare e gli sforzi dei genitori per pagargli le trasferte. La mostra è divisa in sei sezioni: km 0, La colleción, Circuito Alo, Start your engines!, F1 experiences e 275.000 km de emoción. Lungo il percorso, anche una serie di installazioni e di video, che ricordano le vittorie dell’asturiano e che mirano al coinvolgimento dei visitatori. La mostra si conclude con un mosaico formato dalle fotografie inviate dai fans di Alonso. La collezione ha anche una pagina web (www.fernandoalonsocollection.com) dove poter leggere i programmi e le attività che saranno collegate alla mostra stessa e un account twitter (@alo_collection) per poter ricevere aggiornamenti su tutto quello che succede all’interno dell’esposizione stessa. Alla mostra è collegata la Fundaciòn Fernando Alonso, una Onlus creata dallo stesso pilota asturiano con lo scopo di raccogliere fondi per la promozione dell’automobilismo in Spagna e progetti legati all’educazione stradale. Sicuramente una bella iniziativa che fa onore ad uno dei piloti più acclamati della Formula 1 moderna, un campione che con questa mostra vuole aprirsi al pubblico e mostrare ciò che era fin da bambino il suo sogno: diventare un pilota e un campione del mondo.

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