La seconda giornata di test Pirelli al Paul Ricard si chiude sotto il segno del rosso Ferrari. Sebastian Vettel ha infatti ottenuto il miglior tempo assoluto in 1'06"750 montando le gomme intermedie nel corso del run conclusivo, dopo aver percorso un totale di 134 giri. Naturalmente, si tratta di un primato del tutto simbolico per il pilota tedesco, visto che la sessione era esclusivamente finalizzata alle prove delle varie mescole da bagnato messe a punto da Pirelli.

La seconda giornata di test Pirelli al Paul Ricard si chiude sotto il segno del rosso Ferrari. Sebastian Vettel ha infatti ottenuto il miglior tempo assoluto in 1’06″750 montando le gomme intermedie nel corso del run conclusivo, dopo aver percorso un totale di 134 giri. Naturalmente, si tratta di un primato del tutto simbolico per il pilota tedesco, visto che la sessione era esclusivamente finalizzata alle prove delle varie mescole da bagnato messe a punto da Pirelli.

 

Anche oggi, infatti, in pista si sono viste le monoposto 2015 senza la possibilità di effettuare alcuna modifica di carattere aerodinamico e meccanico, secondo il programma dettato dalla Casa milanese e caratterizzato stavolta da qualche novità. Rispetto a ieri, infatti (quando i piloti avevano effettuato brevi run da 10 giri ciascuno), nella giornata odierna sono state 15 le tornate di volta in volta percorse, con Ferrari, McLaren e Red Bull contemporaneamente in pista ad intervalli regolari. Durante le varie pause, la pista è stata bagnata artificialmente dal moderno sistema di irrigazione dell’impianto francese, il quale nel corso dei due giorni ha gettato sull’asfalto ben 6 milioni di litri d’acqua riciclata, proveniente dal bacino artificiale presente nei pressi del circuito.

In ogni caso, l’obiettivo odierno di Pirelli è stato quello di effettuare prove con una minore quantità d’acqua presente sull’asfalto, al fine di poter testare anche le intermedie e con l’obiettivo di ampliare il punto di crossover presente tra queste mescole e le full wet. Risultati che hanno ampiamente soddisfatto gli uomini Pirelli, i quali saranno ora chiamati ad analizzare l’enorme quantità di dati scaturita da questa due giorni.

Comunque, tornando alle scuderie, la Ferrari si è anche aggiudicata il simbolico primato di esssere stato l’unico team a girare senza registrare alcun inconveniente meccanico: dopo i guai accusati ieri alla Power Unit, in mattinata la McLaren di Vandoorne è stata nuovamente costretta ad uno stop, stavolta causato da un guaio ad un sensore; tornata quest’ultima in pista, è toccato alla Red Bull dover interrompere anzitempo la propria giornata, con Kvyat impossibilitato a scendere in pista per l’ultimo run. Il russo si è comunque “consolato” con il secondo tempo di giornata (1’06″833) ottenuto nel primo pomeriggio con gomme intermedie, in un momento in cui le altre monoposto montavano invece gli pneumatici da bagnato estremo. Per quanto riguarda Vandoorne, il belga si è mantenuto ad 1″ dalla vetta con 127 tornate percorse, accumulando ulteriore preziosa esperienza al volante della monoposto del team di Woking. Il tutto in attesa di tuffarsi nell’avventura giapponese della SuperFormula, con la speranza di poter finalmente diventare pilota titolare della scuderia nel 2017.

Adesso i motori torneranno silenziosi per un altro mese: bisognerà attendere infatti il prossimo 22 Febbraio per gustarsi i primi test di Barcellona con le monoposto 2016. Un banco di prova importante che darà le prime risposte sui valori in campo, a poche settimane dalla “prima” stagionale di Melbourne.

Da Le Castellet (Francia) – Marco Privitera

 

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