Nella sede di Enstone è stata presentata la Renault RS19 da tutti considerata come la monoposto del riscatto: riusciranno i francesi a conquistare la prima vittoria in Formula 1 dal loro ritorno?

È sicuramente presto per dirlo e, guardando la vettura della presentazione, ci si aspettava qualcosa di più con soluzioni più ardite. Notevole la somiglianza con le Red Bull di ultima generazione con la conformazione delle pance e il visibile assetto Rake, da sottolineare la cura nei dettagli e la riduzione del peso complessivo delle varie componenti. Sicuramente, anche nel caso della monoposto transalpina, si è deciso di mascherare o non montare le novità che vedremo, con ogni probabilità, a Barcellona.

Andiamo a vedere nel dettaglio le novità che contraddistinguono la monoposto d’oltralpe.

Cominciamo dal frontale e, in particolare, dall’alettone anteriore che presenta un profilo principale largo e privo di soffiature (freccia arancione), sovrastato da quattro flap caratterizzati da una forma sinuosa (freccia e costruzione rossa), di derivazione Red Bull, che hanno il compito di incanalare il flusso verso l’esterno degli pneumatici, da notare che l’ultimo supporto è più lungo del solito molto probabilmente per un ulteriore flap.
Molto semplici le derive verticali che presentano una forma piatta (in verde) ma sicuramente vedremo ulteriori evoluzioni per incrementare il flusso da deviare all’esterno del corpo vettura.

Il musetto presenta la classica protuberanza centrale e i piloni di supporto, dotati di feritoie (riquadro azzurro), per meglio incanalare l’aria nel sotto-vettura e alimentare un probabile S-Duct visto la presenza di una piccola presa, da segnalare la mancanza dei turning-vanes (eliminati per l’occasione?).

Per quanto concerne le prese dei freni da notare le generose dimensioni per raffreddare l’impianto frenante (cerchio giallo) e, forse, alimentare i cerchi dotati di soffiature (freccia viola) per sopperire alla mancanza dei mozzi forati (come visto sulla Haas).

Le sospensioni, a schema push-rod, presentano un andamento quasi orizzontale e i due bracci sono molto vicini fra loro (linee verdi), per aumentare la pulizia dell’aria nel sotto-vettura e, soprattutto, nella zona antecedente i bargeboard; anche il terzo elemento, idraulico per meglio gestire l’assetto Rake, e la scatola dello sterzo sono stati sollevati per migliorare l’andamento dei flussi.

Anche in Renault hanno deciso di mascherare i bargeboard, zona nevralgica e ricca di sviluppi in questa stagione, mentre i deflettori da sempre noti come Aerocat in Renault sono stati “tagliati” per seguire le normative del 2019 (riquadro azzurro), oltre a non continuare con una sezione a ponte sulle pance.

Interessante l’ingresso delle pance laterali: ora più alto (in giallo) con il cono anti-intrusione posizionato più in basso molto simile alla soluzione Red Bull RB14 (a sua volta mutuato dalla Ferrari del 2017) il tutto per aumentare il sottosquadro con il fondo piatto e, di conseguenza, aumentare la portata d’aria verso il retrotreno creando una differenza di pressione fra sopra e sotto il fondo piatto; anche per questo è chiaro che le foto diramate sono state modificate visto che non sono presenti soffiature sul fondo.

Molto curata la zona sopra le pance con un profilo orizzontale leggermente arcuato (riquadro verde) che ha il compito di “pettinare” i flussi oltre alla piccola deriva verticale (freccia rossa) per raddrizzare il flusso verso l’esterno dell’abitacolo.
Decisamente più tradizionali i sostegni degli specchietti retrovisori un semplice pilonicino ricurvo (freccia viola), ma interessante la conformazione aerodinamica del guscio dello specchietto (freccia gialla) per cercare di non generare turbolenze verso il retrotreno.

Le fiancate scendono più strette e rapidamente verso la zona coca cola (in arancione), a differenza dell’anno scorso dove le forme erano più giunoniche; mentre è stata confermato l’airbox a periscopio più schiacciato e largo (freccia gialla) anche se la sezione frontale potrebbe rovinare l’aria diretta verso l’alettone posteriore ora più rialzato e grande.

Rivista anche la sospensione posteriore, ora in stile McLaren, con un Bracket accentuato (freccia rossa) e con il tirante influcrato a metà braccio superiore (freccia verde) per migliorare la pulizia del diffusore.

Il cofano termina con una pinna generosa, ma a sorprendere è la “retromarcia” con gli scarichi: ora tornati alla configurazione tradizionale con i tre scarichi affiancati (cerchio rosso), e non inclinati per generare un soffiagio con il dorso del profilo principale dell’alettone; quest’ultimo ancorato da due piloni e, fra di essi, una piccola Deck-Wing (freccia azzurra) a simulare una sorta di Monkey-seat.

Anche gli endplate dell’alettone posteriore sono molto tradizionali e si attengono al regolamento fatta eccezione per lo slot in ingresso (cerchio azzurro) e le frange vicino al battistrada (cerchio verde).

La RS19 si è mostrata, nelle prime foto camuffate, una vettura molto tradizionale con soluzioni riprese da altri team, ci si aspettava di più dopo i proclami di Marcin Budkowski ma siamo certi che a Barcellona vedremo una monoposto completamente diversa.
È indubbio che la Power Unit è stata aggiornata migliorandone l’affidabilità e la potenza, anche grazie ai continui punzecchiamenti della Red Bull dalla quale ha copiato la conformazione delle pance oltre al notevole Rake (in verde).

Articolo e grafiche a cura di Michele Montesano

Michele Montesano. Nato a Potenza nel 1989 (l’anno del primo cambio al volante della F1). Da sempre innamorato delle auto e tutto ciò che le riguarda, fin da piccolo leggevo contemporaneamente Topolino e… Autosprint. Visti i miei studi in ingegneria meccanica, adoro la tecnica sia per quanto concerne l’aerodinamica che per il telaio e motore. Ferrarista dalla nascita e Alfista da prima di ottenere la patente di guida. Seguo qualsiasi categoria a quattro ruote e adoro il modellismo. Ho iniziato a scrivere di Motorsport grazie a LiveGP.it e non mi sono più fermato, attualmente collaboro anche con ItaliaRacing.net. Appassionato di nuove tecnologie e stampa 3d sono co-fondatore della Stamperia Clandestina M Lab. Assieme al collega e amico Carlo Luciani sono co-autore del primo libro marchiato LiveGP.it "Veloci più del tempo: I protagonisti italiani del Motorsport dagli albori agli anni ‘70".

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