Finalmente è arrivato il giorno della presentazione della nuova Mercedes e, a differenza delle altre monoposto presentate finora, la W10 non ha deluso le aspettative. La vettura era provvista di tutti i particolari aerodinamici che vedremo nei test a Bercellona, tant’è vero che ha già effettuato il primo shakedown. Inalterata a livello di passo, la W10 è stata rivista in tutte le sue micro-aree sviluppando e alleggerendo i concetti visti nella passata stagione adattandole alle attuali normative. Ma andiamo nello specifico a vedere le novità.

Sull’anteriore si può notare un alettone che presenta una forma studiata e non convenzionale, con il profilo principale sinuoso con bordo d’attacco incurvato (freccia e linea rossa); questa conformazione serve per incanalare l’aria e gestire il vortice Y250.
Le paratie laterali presentano una forma regolare con la parte finale leggermente incurvata (freccia viola) verso l’interno, segno che in Mercedes si vuole incanalare il flusso verso l’interno delle ruote e magari verso le prese dei freni.
Interessante i sensori posti all’interno degli endplate (cerchi verdi), contornate da un profilo aerodinamico a sottolineare la cura maniacale nei dettagli.
Confermati i due piloncini (freccia arancione) sotto al musetto stretto e piatto; così come si vedono le famose zanne (freccia gialla) che funzionano come una sorta di diffusore rovesciato. Immancabile l’S-Duct (cerchio fucsia), che “pesca” aria turbolenta dal sotto vettura per portarla in superficie come flusso laminare.

Le prese dei freni seguono il regolamento e presentano una forma generosa (oltre ad una separazione interna); inoltre “proteggono” aerodinamicamente il Pivot delle sospensioni push-rod (cerchio azzurro): il braccio superiore delle sospensioni è rimasto rialzato proprio per gestire meglio il flusso diretto alle pance, rendendolo meno turbolento. Anche i bracci inferiori sono curati con l’allineamento del tirante dello sterzo a quest’ultimi, proprio per curare maggiormente l’aerodinamica frontale.

I cerchi sembrano quelli della passata stagione, con le piccole soffiature nelle razze; staremo a vedere se ci saranno nuovi sviluppi.

Da segnalare come il muso, in corrispondenza dell’uscita dell’S-Duct, presenti un rigonfiamento (linee rosse), a dimostrazione di quanto sia stretto il musetto per migliorare la penetrazione aerodinamica.

Interessante il complesso sistema bargeboard-deviatori di flusso: i primi (riquadro verde) sono stati divisi in tre elementi, il primo che si ancora direttamente alla scocca, in stile McLaren, mentre le restanti parti sono dotate di un profilo seghettato superiore e diversi vorticatori sul marciapiede, per rinvigorire il flusso che altrimenti rallenterebbe fino a ristagnare in questa zona.
Tutti questi elementi lavorano in sinergia con i due deflettori verticali (frecce gialle), più bassi per via del regolamento e che insieme ai deviatori di flusso interni aumentano l’effetto downwash, il tutto per generare più carico attraverso il fondo piatto.

Anche in Mercedes si sono adeguati alla moda dei doppi supporti degli specchietti retrovisori (frecce rosse), con il classico supporto già presente sulla W09 e il secondo che si estende sul deflettore a ponte, che coadiuva quest’ultimo, per raddrizzare i flussi sopra le pance laterali.

Tradizionale la conformazione delle pance laterali e il suo ingresso (in verde), con il cono anti-intrusione posto in sommità. Nonostante questo è stato notevole il lavoro di ricompattamento della Power Unit e delle masse radianti, tant’è vero che la sezione frontale è davvero ridotta, creando un ampio sotto-squadro (freccia viola) per alimentare il fondo piatto.
Anche sulla W10 sono due i supporti del deflettore a ponte (frecce e linee arancioni) che hanno anche un chiaro compito aerodinamico viste le loro incidenze.

L’airbox presenta il rollbar (linee azzurre) che fa anche da divisore per le quattro prese dinamiche per raffreddare motore endotermico e componenti elettriche.

Incredibile il lavoro effettuato sull’andamento delle pance e soprattutto nella zona del restringimento della coca cola (linea rossa), che copre come una seconda pelle l’intero complesso meccanico (si possono distinguere le due gobbette a conferma di ciò).

Il fondo piatto segue la filosofia già vista durante la seconda metà dell’anno scorso, con le soffiature a binario nella parte subito dopo i deflettori (freccia azzurra) per interrompersi con nove slot obliqui (freccia arancio), per poi terminare con un archetto proprio davanti agli pneumatici posteriori, il tutto per gestire la flessione del fondo che fa da sigillo, oltre a regolare dannoso effetto tyre squirt.

Le sospensioni posteriori pull-rod seguono la scuola McLaren, con il braccio superiore che mostra un vistoso bracket e il tirante del puntone infulcrato a metà della sospensione (cerchio verde), il tutto per migliorare l’efficienza aerodinamica dell’estrattore.

I cerchi posteriori (freccia viola) sono un’evoluzione di quelli controversi della passata stagione, trattati con vernice nera nanotecnologica per meglio gestire le alte temperature, oltre a celare ulteriori dettagli.

La zona terminale della pinna coincide con una Deck-Wing a tutta lunghezza abbinata ad un piccolissimo profilo fra i due piloni di sostegno dell’alettone posteriore (cerchio giallo); l’intero complesso lavora in sinergia per migliorare l’efficienza del posteriore.

L’alettone posteriore presenta una forma classica nel profilo principale, mentre negli endplate (che sono privi delle soffiature superiori) si notano le frange sulla mezzeria (freccia verde) in stile McLaren, oltre alle frange sul fondo (freccia gialla) per meglio gestire le turbolenze generate dalla rotazione degli pneumatici posteriori.
Da segnalare la presenza delle luci sul dorso da utilizzare in caso di pioggia o scarsa visibilità.

Insomma ancora una volta la Mercedes si dimostra la prima della classe, presentando una monoposto evoluta in ogni dettaglio, che ha subito una generosa cura dimagrante per mantenere inalterato il passo (distanza fra l’asse anteriore e posteriore) e un assetto Rake appena accennato.
Il guanto di sfida agli altri team è stato lanciato: saranno in grado di rispondere al panzer-team anglo-tedesco?

Articolo e grafiche a cura di Michele Montesano

Michele Montesano. Nato a Potenza nel 1989 (l’anno del primo cambio al volante della F1). Da sempre innamorato delle auto e tutto ciò che le riguarda, fin da piccolo leggevo contemporaneamente Topolino e… Autosprint. Visti i miei studi in ingegneria meccanica, adoro la tecnica sia per quanto concerne l’aerodinamica che per il telaio e motore. Ferrarista dalla nascita e Alfista da prima di ottenere la patente di guida. Seguo qualsiasi categoria a quattro ruote e adoro il modellismo. Ho iniziato a scrivere di Motorsport grazie a LiveGP.it e non mi sono più fermato, attualmente collaboro anche con ItaliaRacing.net. Appassionato di nuove tecnologie e stampa 3d sono co-fondatore della Stamperia Clandestina M Lab. Assieme al collega e amico Carlo Luciani sono co-autore del primo libro marchiato LiveGP.it "Veloci più del tempo: I protagonisti italiani del Motorsport dagli albori agli anni ‘70".

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