super-licenza
Lundgaard (attualmente in F2) in un test con una Renault F1 del 2018

Come ampiamente previsto, a causa della pandemia in corso, il Consiglio Mondiale ha approvato un emendamento al sistema dei punti per la super-licenza. Per guidare in Formula 1 bisogna avere un certo numero di punti sulla super-licenza, che vengono assegnati a seconda dei risultati raccolti nelle categorie propedeutiche.

Il sistema di punteggio

In un’ottica meritocratica, per approdare in Formula 1 i piloti provenienti dalle Formule minori devono soddisfare una serie di requisiti. Uno di questi consiste nell’aver accumulato un determinato numero di punti sulla super-licenza: per guidare in gara ne servono 40, per partecipare ad una sessione di prove libere del venerdì ne bastano 25.

I punti vengono guadagnati nelle categorie propedeutiche, secondo una tabella che prende in considerazione la posizione finale in campionato e il prestigio della categoria stessa (un primo posto in F2 vale di più di un primo posto in F3).

Da tre a quattro anni e altri “sconti”

Come se non bastasse, tali punti devono essere collezionati entro un determinato periodo temporale. Inizialmente questo periodo era di tre anni, ma le modifiche del Consiglio Mondiale hanno esteso la finestra a quattro anni.

Le novità non sono limitate all’estensione. Innanzitutto, verrà preso in considerazione il miglior punteggio accumulato in tre anni su un periodo di quattro anni che include il 2020.

Chi non avesse raccolto i 40 punti richiesti, a causa di circostanze al di fuori del proprio controllo o per motivi di forza maggiore, avrà la possibilità di sottoporre alla considerazione della FIA il proprio caso. Bisognerà aver ottenuto un minimo di 30 punti ed aver costantemente dimostrato spiccate capacità di guida sulle monoposto.

I motivi

Ovviamente la pandemia da Covid-19 ha fornito la motivazione necessaria per procedere al cambiamento.

Le serie attraversano difficoltà economiche e questo si riflette sui piloti, che potrebbero essere influenzati negativamente dall’instabilità nel loro “percorso FIA”. In linea teorica la decisione dovrebbe bilanciare il sistema di punti affinché gli effetti del 2020 non svantaggino la carriera di un pilota.

Cosa aspettarsi

Il rilassamento voluto dalla FIA giustamente tutela chi, nelle categorie propedeutiche, non ha abbastanza supporto e quindi potrebbe risentire negativamente del 2020 sul proprio futuro.

Ovviamente la novità, piuttosto blanda nella sua formulazione soprattutto sugli “sconti”, apre spiragli di approdo nella massima Formula anche a chi si trova in situazioni di punteggio border line con il sistema precedente.

Sin della prima introduzione, questo sistema a punti ha ricevuto valutazioni contrastanti, spesso inerenti al fatto che serie come Formula E o DTM non contribuiscono nella formazione. Da questo punto di vista, le recenti modifiche non cambiano nulla.

Luca Colombo

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