Il Gran Premio degli Stati Uniti, in programma questo fine settimana sul circuito di Austin, rappresenterà un importante traguardo per la Sauber: quello dei 400 Gran Premi disputati in Formula 1. La scuderia svizzera ha avuto alti e bassi nel corso della sua storia nel Circus, avendo avuto il merito di far debuttare piloti del calibro di Kimi Raikkonen, Felipe Massa, Robert Kubica e Sebastian Vettel. Ma per raccontare adeguatamente la storia della Sauber, è doveroso partire da molto prima rispetto al suo ingresso nella massima formula.

Occorre tornare indietro, infatti, sino agli anni ’70 e ai tempi della prima C1. Molti tifosi si chiedono da dove derivi la sigla C, che caratterizza ogni vettura e monoposto Sauber apparsa nel mondo del motorsport. La risposta è semplice: la lettera “C” deriva da Christiane, il nome della moglie di Peter Sauber. Quest’ultimo, nonostante il divieto delle corse vigente in Svizzera dalla tragedia di Le Mans del 1955, comincia a coltivare la sua passione delle corse realizzando la Sauber C1 in un magazzino che apparteneva ai genitori e dotandola di un motore Ford-Cosworth. Questa vettura avrebbe gareggiato a lungo nel mondo delle cronoscalate, con Friedrich Hürzeler che nel 1974 si aggiudica il titolo nel campionato svizzero. Nel 1971 nasce la C2, mentre con la C3, progettata da Guy Boisson nel 1973, Sauber comincia a costruire vetture per diversi clienti. Dopo la C4 è il turno della C5, sviluppata con il motore BMW quattro cilindri e utilizzata nei campionati riservati alle vetture sport due litri, che nel 1976 si aggiudica il Campionato Interserie con Herbert Muller. La vettura, progettata secondo le regole del Gruppo 6, partecipa anche alle edizioni ’77 e ’79 della 24 Ore di Le Mans. Nel 1979 la Sauber si dedica alla preparazione del telaio Lola per la Formula 2, mentre nei due anni successivi gli sforzi si concentrano sulla preparazione della BMW M1 impegnate nel Gruppo 5, arrivando a vincere la 1000 km del Nürburgring nel 1981 con Hans-Joachim Stuck e Nelson Piquet. Nel 1982 Sauber progetta la SHS C6, nata dalla collaborazione con la Seger & Hoffman e dallo sfruttamento della galleria del vento. La vettura si rivela però una delusione a causa del motore Ford Cosworth DFL. Sauber deve quindi progettare la nuova C7 alimentata dai motori BMW e, nonostante i pochi test con questa vettura, i piloti riescono a terminare la 24 Ore di Le Mans nel 1983 al nono posto. Nel 1985 nasce la collaborazione con la Mercedes che avrebbe in seguito portato la Sauber ai vertici nel Mondiale Prototipi nel 1989 con la vittoria della 24 ore di Le Mans e successivamente con il titolo iridato.

Dopo questi successi, nel 1991 Peter Sauber decide di puntare sull’ingresso in Formula Uno. Subito per la parte tecnica si mette in contatto con Harvey Postlethwaite, mentre per progettare i motori Mercedes si affida a Mario Illien e Paul Morgan, il tutto appoggiato dalla casa madre che dimostra già di avere un timido interesse verso la Formula 1. La Sauber debutta ufficialmente nel 1993 affidandosi ai piloti JJ Lehto e Karl Wendlinger: già nella prima gara, il Gran Premio del Sud Africa, il finlandese ottiene i primi punti per la scuderia svizzera con il quinto posto finale. Nella sua prima stagione la Sauber ottiene altri 10 punti e il settimo posto finale nei Costruttori. Nel secondo anno la Sauber continua la collaborazione con la Mercedes e ingaggia Heinz-Harald Frentzen al posto di JJ Lehto. Dopo un positivo inizio di campionato, nelle prove del Gran Premio di Monaco Wendlinger ha un brutto incidente alla Nouvelle Chicane e finisce in coma. Viene chiamato Andrea De Cesaris a sostituirlo, il quale conquista solo il sesto posto nel Gran Premio della Francia. I risultati non migliorano rispetto alla passata stagione, l’atteso salto di qualità non arriva, ed alla fine della stagione la Mercedes e gli sponsor abbandonano il team svizzero. Peter Sauber riesce a salvare la scuderia riuscendo ad ottenere un contratto biennale con la Ford per i motori e la sponsorizzazione della Red Bull e della Petronas. Gli sforzi di Sauber si mostrano utili, perché Frentzen nel Gran Premio d’Italia ottiene il primo podio per la scuderia svizzera e finisce nella classifica costruttori al settimo posto con 18 punti. Nel 1996 la Sauber ottiene un altro terzo posto nel Gran Premio del Monaco con Johnny Herbert ed il quarto posto con Frentzen, che andrà a punti in altre due gare. La Sauber finisce nuovamente al settimo posto nei Costruttori con 11 punti. Dopo aver perduto i motori Ford, Peter Sauber ottiene quindi la fornitura dei propulsori dalla Ferrari, i quali vengono ribattezzati Petronas come lo sponsor malese: una collaborazione che sarebbe durata fino al 2005, per poi riprendere dopo l’abbandono BMW nel 2010 e continuare fino ad oggi.

Nel primo anno della motorizzazione Ferrari, la Sauber ottiene un altro podio con Herbert, il quale conquista il terzo posto nel Gran Premio d’Ungheria, giungendo ancora settima nei costruttori. Per la stagione 1998, Sauber decide di affiancare a Johnny Herbert il pilota francese Jean Alesi. Anche in questa stagione la scuderia svizzera ottiene un podio proprio con Alesi nel Gran Premio del Belgio, conquistando la sesta piazza finale con 10 punti. Le stagioni 1999 e 2000 si rivelano molto magre in termini di punteggio per la Sauber, che ottiene solo l’ottavo posto in classifica racimolando rispettivamente 5 e 6 punti. Nel 2001 la Sauber ingaggia il rookie Kimi Raikkonen e l’esperto Nick Heidfeld, vivendo la sua miglior stagione dal proprio ingresso in Formula 1, con il quarto posto assoluto nella classifica costruttori e 21 punti totali. Kimi Raikkonen a fine anno viene venduto a peso d’oro alla McLaren e Sauber ingaggia un altro giovane e promettente pilota: il brasiliano Felipe Massa, che affianca Heidfeld e consente al team di terminare in classifica al quinto posto nei costruttori. Sia nella stagione 2003 (con Heidfeld e Frentzen) che in quella 2004 (con Massa e Fisichella) la Sauber finisce al sesto posto, mentre nel 2005, nonostante la presenza di due piloti come l’ex campione del mondo Jacques Villeneuve e lo stesso Massa, ottiene solo l’ottavo posto nella classifica finale. Alle prese con svariati debiti, Peter Sauber decide di vendere la sua scuderia alla BMW facendo così nascere la BMW Sauber e mantenendo un ruolo da consulente.

Nella prima stagione con questa titolo sportivo ottiene due terzi posti: uno con Heidfeld nel Gran Premio d’Ungheria e l’altro ottenuto dal polacco Robert Kubica nel Gran Premio d’Italia, quest’ultimo alla sua terza gara nella massima formula. Nel 2007 la BMW Sauber è una presenza costante in zona punti ed ottiene un podio nel Gran Premio d’Ungheria con Heidfeld. Nel Gran Premio del Canada, dove Heidfeld conquista il secondo posto, Kubica è autore di un brutto incidente che lo costringe a saltare la gara successiva negli Stati Uniti, dove viene sostituito dal giovanissimo Sebastian Vettel, il quale ottiene il suo primo punto iridato con l’ottavo posto e diventa il più giovane pilota ad ottenere punti in Formula 1. La BMW Sauber finisce la stagione con 101 punti e il secondo posto nella classifica costruttori. La stagione 2008 va ancora meglio per la BMW Sauber, che ottiene la prima doppietta nel Gran Premio del Canada con Kubica che vince la gara proprio un anno dopo il terribile incidente di cui era stato protagonista ed Heidfeld che giunge secondo. La scuderia ottiene inoltre diversi altri podi nel corso della stagione che le consentono di terminare al terzo posto nei costruttori con 135 punti. Al termine di una deludente annata 2009 la BMW decide repentinamente di farsi da parte, con Peter Sauber che riprende in mano la scuderia. Per il 2010 mette sotto contratto l’esperto Pedro De la Rosa ed il pilota giapponese Kamui Kobayashi, sostenuto da diversi sponsor giapponesi, riprendendosi i motori Ferrari.

Nella prima annata senza BMW, la Sauber ottiene 44 punti e l’ottavo posto finale in classifica. Anche nella stagione successiva, con Kobayashi ed il messicano Sergio Perez, il team ottiene 44 punti ed il settimo posto nella classifica costruttori. La Sauber continua anche nel 2012 con Sergio Perez e Kobayashi, ottenendo ben quattro podi nel corso della stagione ed il sesto posto finale nella classifica costruttori. Con l’addio a fine stagione di Perez e Kobayashi, la Sauber si affida ad una nuova coppia di piloti: Esteban Gutierrez e Nico Hulkenberg, con quest’ultimo che trascina il team al settimo posto finale in campionato. Nel 2014 il team vive però la sua peggior stagione in Formula 1, non riuscendo a terminare nessuna gara in zona punti e finendo battuto in classifica anche dalla Marussia, terminando il Mondiale in 10° posizione. Quest’anno la Sauber si affida al rookie brasiliano Felipe Nasr e al pilota svedese Ericsson: al momento il bottino parla di 34 punti conquistati nella classifica costruttori.

Questa è la storia di un team svizzero che ha saputo lasciare nel suo piccolo un’importante traccia nel mondo del motorsport e che ha avuto il merito di lanciare giovani rookie che hanno saputo scrivere importanti pagine della Formula 1. Un team che ormai, con i suoi 400 Gran Premi che celebrerà domenica, è entrato a far parte della storia delle corse e del cuore di tanti tifosi.

Chiara Zaffarano

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.