Il mondo della Formula 1, almeno a livello di piloti, è sempre stato "territorio esclusivo" degli uomini, con soltanto poche eccezioni nel corso degli anni: tra di esse, impossibile non menzionare Lella Lombardi, l'unica donna a conquistare punti in un appuntamento iridato. Per il resto solo comparsate o sessioni di test, come nei recenti casi di Susie Wolf e Carmen Jorda. Proprio a proposito di quest'ultima si è scatenata una polemica, per certi versi persino stucchevole, in merito al suo ruolo nel Circus: reali capacità al volante oppure bella presenza (e che presenza!)?

Il mondo della Formula 1, almeno a livello di piloti, è sempre stato “territorio esclusivo” degli uomini, con soltanto poche eccezioni nel corso degli anni: tra di esse, impossibile non menzionare Lella Lombardi, l’unica donna a conquistare punti in un appuntamento iridato. Per il resto solo comparsate o sessioni di test, come nei recenti casi di Susie Wolf e Carmen Jorda. Proprio a proposito di quest’ultima si è scatenata una polemica, per certi versi persino stucchevole, in merito al suo ruolo nel Circus: reali capacità al volante oppure bella presenza (e che presenza!)?

Il tutto è partito il 3 febbraio, giorno della presentazione della nuova livrea della Renault che correrà la stagione 2016 del Mondiale di Formula 1, e del contestuale annuncio della formazione piloti, che ha visto oltre ai titolari Kevin Magnussen e Jolyon Palmer, anche il terzo pilota Esteban Ocon e la conferma nel ruolo di development driver del team della stessa spagnola.

Una riconferma che ha “deluso” e non poco il danese Marco Sorensen, già membro del team di sviluppo, che dal suo ingresso nel team nel 2013 con Charles Pic e Davide Valsecchi ha raccolto solamente moltissime ore al simulatore e pochissime occasioni in pista, come il test gomme del Paul Ricard del 2013: “Era 12 secondi più lenta di me al simulatore! Negli ultimi due anni – ha dichiarato Sorensen – ho speso qualcosa come sessanta giorni al simulatore, più o meno lo stesso quantitativo di Kevin Magnussen alla McLaren. Mi sono sentito sfruttato, perché alla fine è diventato troppo impegnativo e mi sono dovuto fermare. Formula 1? Per un sedile sono richiesti 50 milioni di corone, pari a 7.5 milioni di dollari. Non posso garantire tutti quei soldi”.

La replica della bella spagnola non si è fatta attendere e in un intervista al quotidiano As ha dimostrato sicuramente di avere doti dialettiche e lingua tagliente per difendersi dalle accuse dei colleghi: “Onestamente non so chi sia questo signore, non l’ho mai visto a Enstone, l’anno scorso non faceva parte del team. Sarebbe meglio che si concentrasse sulla sua carriera, non è corretto che sottolinei le sue conquiste professionali usando il nome degli altri e il mio in particolare. Mi dava 12 secondi? È incredibile cos’ha dichiarato! L’anno scorso al simulatore ero all’incirca un secondo dietro ai tempi di Romain Grosjean. Vorrebbe dire che c’è qualcuno 11 secondi più veloce di Romain. Credo che tutti in F.1 lo vorrebbero mettere sotto contratto“.

Per Sorensen non sono mancate comunque attestazioni di stima e comprensione da parte dei colleghi. Uno di questi, Richie Stanaway, che ha corso con la Jorda nella stagione 2014 della Gp3, è stato piuttosto caustico e pungente nei confronti della spagnola con un tweet eloquentissimo: “Se non fossi arrivata ultima in tutte le gare della Gp3 la gente non avrebbe fatto battute su di te”.

Sarà interessante scoprire se e come la bella Jorda intenderà replicare al tweet di Stanaway. Noi ci accontentiamo di vederla ai box Renault inquadrata nei momenti di stanca di un Gran Premio. Perchè anche se siamo in Formula 1, l’occhio vuole sempre la sua parte…

Vincenzo Buonpane

 

 

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.