pagellone f1
Photo Credits: Area Media Pirelli Motorsports

Con il GP in Ungheria andato in archivio e con la tradizionale “summer break”, tramite il nostro consueto pagellone F1 andiamo a fare il punto della situazione tra team e piloti in attesa della ripresa delle attività fissata per la fine del mese di agosto con il tradizionale appuntamento del GP Belgio sul circuito di Spa-Francorchamps.

RED BULL 10

Partita con i favori del pronostico, la scuderia di Milton Keynes all’inizio della stagione ha patito qualche problemino di affidabilità che, unito all’ottimo inizio di stagione della Ferrari, dopo l’Australia sembrava aver messo decisamente in salita il bis iridato. Ma una volta risolti i problemi tecnici e grazie anche a più di un regalo da parte degli avversari (alla voce Ferrari), la Red Bull si è issata prepotentemente in vetta ad entrambe le classifiche iridate con un considerevole margine di vantaggio sugli avversari.

MAX VERSTAPPEN 10

Di suoi errori francamente non ne ricordiamo. Il titolo iridato gli ha dato sicurezza ma non gli ha tolto la fame di vittorie che ha dimostrato in ogni singolo GP disputato, non ultimo quello di Budapest dove dalla P10 ha conquistato una strepitosa vittoria. Lui non sbaglia, il team nemmeno e sarà dura per chiunque impedirgli la conquista del secondo titolo Mondiale.

SERGIO PEREZ 8

Partito bene ad inizio stagione con una serie di piazzamenti culminati con la vittoria di Montecarlo, il messicano si è un pò perso nelle ultime gare soprattutto nelle qualifiche che lo hanno poi costretto a gare di rimonta la domenica. Ciò nonostante, la seconda posizione nel Mondiale Piloti occupata da Charles Leclerc dista solamente cinque punti ma è necessario che il buon Checo alzi decisamente il livello delle sue prestazioni.

FERRARI 6,5

Effettivamente un voto così basso per una scuderia seconda nel Mondiale Costruttori farebbe gridare allo scandalo. Ma viste le potenzialità della SF75, al netto degli inconvenienti tecnici, negli occhi non possono non passare i pasticci strategici di Montecarlo, Silverstone e Budapest solo per citarne alcuni, che oltre che far perdere punti preziosissimi ai piloti (Leclerc in primis), hanno gettato anche più di qualche ombra sulle gerarchie non propriamente definite in seno al team di questi ultimi. Con i titoli iridati obiettivamente difficili da raggiungere (ma non impossibili), il target della Ferrari dovrà necessariamente essere rivolto a consolidare la piazza d’onore dagli assalti di una Mercedes arrembante, magari affinando quelle strategie che in più di un’occasione hanno lasciato molto a desiderare.

CHARLES LECLERC 9

Sette pole position e tre vittorie in questo 2022 per il monegasco. Un magro bottino se si considera il dominio pressochè incontrastato al sabato, svanito poi la domenica oltre che per guasti alla sua SF75, anche per errori che un pilota che ambisce al titolo Mondiale non può e non deve commettere. Ma sulla bilancia degli episodi è piu il #16 a dover recriminare nei confronti della Ferrari che viceversa che, oltre ai ritiri di Barcellona e Baku mentre era in testa, è stato vittima di strategie incomprensibili che gli hanno fatto perdere punti preziosi nella lotta già dir per sè complicata con Verstappen. Obiettivo della seconda parte di stagione? Cercare di vincere più gare possibile e sperare in più di qualche guaio dei rivali.

CARLOS SAINZ 8

Meno veloce di Leclerc, lo spagnolo ha patito le difficoltà di adattamento ad una SF75 più adatta allo stile del compagno di squadra. Risolte queste ultime, lo spagnolo ha decisamente alzato il livello delle sue prestazioni lottando per la vittoria con Verstappen a Montreal, e conquistandola successivamente a Silverstone in un weekend dove ha anche ottenuto la sua prima pole position in carriera. Meno vittima rispetto al compagno di squadra delle strategie del team, al Paul Ricard ha entusiasmato  con due sorpassi mozzafiato su Perez e Russell in una gara chiusa in P5 partendo dall’ultima fila.

MERCEDES 8,5

Partita con ben altre ambizioni, ad inizio stagione il team di Brackley, assoluto dominatore dell’era ibrida della Formula 1, ha pagato più di tutti tra le squadre di vertice il profondo cambio regolamentare, presentandosi ai nastri di partenza con una vettura non al livello di Ferrari e Red Bull. Ma con la dedizione al lavoro di marca teutonica e le competenze ingegneristiche d’Oltre Manica la squadra guidata da Toto Wolff pian piano è riuscita a risalire la china proponendosi come sfidante ufficiale alla seconda posizione nel Mondiale Costruttori. La pole position conquistata da George Russell nell’ultimo GP in Ungheria è stato il picco prestazionale per una Mercedes che, con un pizzico di fortuna, potrebbe riuscire a conquistare una vittoria nel 2022, ormai obiettivo dichiarato di una stagione mai vissuta da protagonista.

LEWIS HAMILTON 8,5

Anche per Sir Lewis l’inizio di stagione è stato balbettante tanto quanto quello del team per cui corre, con l’onta dell’esclusione nel Q1 nel GP in Arabia Saudita. Poi grazie al tanto lavoro dei tecnici, il vero Hamilton è tornato a fare capolino nelle zone di alta classifica, con l’anglo-caraibico a podio nelle ultime cinque gare disputate. Obiettivo nelle restanti nove gare? Conquistare la vittoria che gli permetterebbe di non interrompere una striscia che lo ha visto vittorioso in stagione almeno una volta dal 2007.

GEORGE RUSSELL 9

L’approdo (finalmente) in un top team è coinciso con la forma non proprio eccelsa della Mercedes che proprio il giovane inglese ha tenuto a galla nella prima parte della stagione totalizzando ben nove piazzamenti nella Top 5, sequenza interrotta con il ritiro di Silverstone. Dopo l’amara gara di casa, per Russell sono arrivati i podi in Francia e Ungheria con la ciliegina sulla torta della pole position di Budapest.

ALPINE 6,5

La compagine transalpina con il nuovo regolamento pareva poteva inserirsi tra i top team e battagliare se non altro per la vittoria. Ma così non è stato, e tra guai tecnici (più per Alonso che per Ocon) e scarse prestazioni la dimensione del team si è presto tramutata nella lotta dei primi degli altri con la sola McLaren come antagonista principale. L’addio di Alonso al termine della stagione potrebbe creare scompiglio all’interno del team, con l’asturiano che logicamente dovrebbe essere lasciato fuori dalle riunioni di pianificazione per il prossimo anno. E anche la sua sostituzione sta diventando un bel intrigo con l’annuncio di Oscar Piastri smentito dallo stesso pilota australiano.

FERNANDO ALONSO 8,5

A 41 anni suonati non ha nessuna intenzione di appendere il casco al chiodo e lo ha dimostrato anche in questa prima parte di stagione, dove si è reso protagonista di ottime gare anche se poi non spesso tramutate in punti iridati più per demeriti della vettura che propri. A sorpresa proprio nell’ultimo weekend prima della pausa ha annunciato il suo approdo in Aston Martin, un passo indietro sembrerebbe viste le prestazioni del team di Stroll senior. E se invece ci avesse visto giusto il buon Fernando?

ESTEBAN OCON 7,5

Meno appariscente e mediatico di Alonso, ma più concreto alla voce punti almeno a guardare la classifica. Però nonostante l’ottimo inizio di stagione, il pilota francese dà sempre quell’impressione di poter essere velocissimo con una vettura al top, ma di non saperla far progredire se le prestazioni vengono a mancare. Ma essere davanti in graduatoria al suo scomodo compagno di squadra è comunque un fiore all’occhiello di questa prima parte di 2022.

MCLAREN 6,5

Come per l’Alpine anche il team di Woking pareva essere destinato a recitare un ruolo da protagonista in questo 2022. Ma per il team gestito da Andreas Seidl, fin dai test pre season di Barcellona si era capito che il progetto della MCL36 avrebbe portato poche soddisfazioni al sodalizio inglese. E’ così è stato eccetto per il podio di Lando Norris nel GP di Imola che sembrava aver restituito alla McLaren lo smalto della stagione 2021. A tutto questo si sono aggiunte anche le difficoltà di Daniel Ricciardo, con l’australiano mai in piena sintonia con la vettura e con un futuro targato 2023 che sarà quasi sicuramente lontano da Woking.

LANDO NORRIS 7,5

Ben più performante in qualifica rispetto alla gara dove il passo della MCL36 non è al livello di quello del giro secco. Ma nonostante tutto il talentuoso inglese è il “primo degli altri” in settima piazza nella classifica iridata, anche se le sue ambizioni erano decisamente differenti ad inizio anno. Da incorniciare, finora, il podio di Imola che ha replicato quello del 2021.

DANIEL RICCIARDO 5

Con i suoi 19 punti in classifica, dietro anche a Magnussen, è una delle delusioni di questo scorcio di 2022. Mai pienamente integrato nel team e in difficoltà ad entrare in sintonia con la vettura, il simpatico australiano fin dalle prime gare è stato investito dalle voci sul suo futuro che, sicuramente, non hanno giovato al suo morale e al suo rendimento che consta di un 6° posto ottenuto nel GP di casa come miglior risultato. Davvero poco per un pilota sempre velocissimo e con tutte le qualità per diventare Campione del Mondo.

ALFA ROMEO 7

Dopo il desolante penultimo posto del 2021 e un profondo rinnovamento soprattutto per quanto riguarda i piloti con l’ingaggio di Valtteri Bottas e Guanyu Zhou, il team elvetico ha iniziato il 2022 in maniera ottima totalizzando dopo solo tre gare gli stessi punti ottenuti nella scorsa annata. La conferma, questa, di un progetto sicuramente nato bene ma che, però, nelle ultime gare (precisamente da Silverstone) ha visto l’Alfa inanellare quattro zero consecutivi facendola allontanare da una possibile lotta per la quarta posizione nel Mondiale Costruttori con Alpine e McLaren.

VALTTERI BOTTAS 7

Anche lui è partito bene ad inizio anno facendo vedere di essere un pilota davvero molto diverso da quello degli anni in Mercedes. Poi l’involuzione tecnica dell’Alfa Romeo nelle ultime gare ha offuscato ovviamente anche le sue prestazioni, che comunque rimangono ottime e lo tengono in piena corsa per il platonico titolo di “primo degli altri”.

GUANYU ZHOU 6

Bollato come raccomandato ancora prima di vederlo in azione, il cinese ha dimostrato di saper stare in pista. Certo nulla di trascendentale, intendiamoci, ma in qualche occasione è riuscito anche a stare davanti a Bottas. Miracolato a Silverstone.

HAAS 6

Bene ma non benissimo. E’ questa la definizione che più si addice al team statunitense che sta facendo meglio del 2021 (e bastava fare 1 punto), ma con la sensazione di non aver espresso tutto il potenziale della “Ferrarina”. Ottimo inizio, soprattutto con Magnussen, poi una fase centrale di stagione da dimenticare mitigata dal doppio arrivo a punti di entrambi i piloti in Gran Bretagna e Austria.

KEVIN MAGNUSSEN 6,5

Ripescato a sorpresa al posto di Mazepin, il danese ha fin da subito dimostrato di non aver patito l’anno di inattività inanellando una serie di ottime prestazioni (soprattutto in qualifica) e stravincendo il confronto con il compagno di squadra Schumacher. Poi qualche problema di affidabilità ha interrotto la serie di buone prestazioni che il danese ha poi ritrovato nelle ultime gare anche grazie ai pesanti aggiornamenti sulla vettura dalla Haas.

MICK SCHUMACHER 6

Sufficienza raggiunta solamente grazie alle ultime gare in cui ha finalmente ottenuto i suoi primi punti iridati. Ma l’inizio di stagione del figlio del grande Michael non è stato dei migliori con i botti di Jeddah e Montecarlo che avevano fatto uscire le prime indiscrezioni su un suo possibile appiedamento. Voci chetate dai recenti risultati anche se il 2023 di Mick è ancora tutto da decifrare…

ALPHA TAURI 4,5

Divide la palma di delusione del 2022 (fin qui ovviamente) con l’Aston Martin. Progetto nato male e proseguito peggio con pochissimi acuti (5° posto Gasly a Baku) e tantissimi weekend neri. E la sensazione è che a Faenza brancolino nel buio per quanto riguarda la soluzione dei problemi che attanagliano la AT03.

PIERRE GASLY 5

Un altro pilota rispetto a quello dello scorso anno e non solo per demeriti della vettura. Forte della stagione 2021 corsa ad altri livelli, il non essere passato ad un team di medio alta fascia può sicuramente aver influito psicologicamente sul francese che, Baku a parte, ha avuto molti bassi e pochi alti.

YUKI TSUNODA 4

Come per Gasly ha sicuramente delle attenuanti, anche se dopo un inizio che sembrava promettente, è ricaduto in quegli errori che lo scorso anno avevano richiesto il suo trasferimento direttamente vicino Faenza. Ha nove gare di tempo per non cadere nella tagliola già pronta di Helmut Marko…

ASTON MARTIN 4

Grossi risorse finanziarie ma penultimo posto in classifica. E’ questo il bilancio di metà anno per il sodalizio capitanato da Lawrence Stroll che, nonostante, i grossi capitali investiti ha messo in pista una vettura che fin da subito mostrato carenze e lacune evidenti rispetto alla concorrenza. Potrà l’ingaggio di Fernando Alonso far risalire la china ad un team che solo due anni fa chiudeva la stagione al 4° posto nella classifica iridata?

SEBASTIAN VETTEL 6

A fine anno il tedesco abbandonerà il Circus. Se però l’Aston Martin in questa prima parte di 2022 non è sprofondata totalmente lo si deve in gran parte al ex Ferrari che in più di un’occasione ha fatto degli autentici miracoli per portare la sua vettura in zona punti.

LANCE STROLL 5

A differenza del compagno di squadra, oltre ai punti in classifica, la discontinuità di rendimento. Certo la vettura non lo aiuta, ma a differenza di tutti i suoi colleghi il suo sedile difficilmente sarà in pericolo.

WILLIAMS 5

Nuovo regolamento, vecchie prestazioni. Per la Williams il 2022 non ha portato nessuna novità, anzi a metà stagione il piazzamento del team di Groove è addirittura peggiorato visto che nel 2021 chiuse all’8° posto. Poche le gioie nelle prime gare come i piazzamenti a punti di Alexander Albon a Melbourne e Miami e l’accesso in Q3 di Nicholas Latifi a Silverstone, ma comunque troppo poco per un team ormai in crisi di risultati da diversi anni.

ALEXANDER ALBON 6,5

Dopo essere stato scaricato troppo frettolosamente dalla Red Bull, l’anglo-thailandese è rientrato nel Circus in punta di piedi ma da subito determinato a far ricredere chi si sbagliava sul suo conto. Prestazione maiuscola a Melbourne con uno stint interminabile che ha fruttato la P10, poi migliorata con il 9° posto di Miami, ma in generale un rendimento ben al di sopra delle potenzialità della vettura di cui dispone.

NICHOLAS LATIFI 5,5

Nonostante il passaggio da Russell e Albon per il canadese la musica non è cambiata, visto che anche l’ultimo arrivato puntualmente gli sta davanti. L’unica gioia della stagione l’accesso alla Q3 nel GP a Silverstone, ma poi per il resto tante gare opache e anonime che non saranno altro che il preludio ad un possibile appiedamento nel 2023. A meno di una seconda parte di 2022 ai livelli almeno di Albon….

Vincenzo Buonpane

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