A distanza di trentasei anni dall’ultima edizione, la Formula 1 torna in Olanda sul rinnovato tracciato di Zandvoort. Un circuito che presenta soltanto alcuni tratti in comune con quello che dal 1952 al 1985 ospitò quasi ininterrottamente il Gran Premio nella terra dei tulipani. Andiamo dunque a ripercorrere, in ordine cronologico, quelli che sono stati i dieci avvenimenti rimasti maggiormente scolpiti nella memoria degli appassionati.

1 – TRIPLETTA FERRARI ALL’ESORDIO. Dopo due edizioni non valide per il Mondiale, dal 1952 l’appuntamento di Zandvoort assume valenza iridata. Si corre lungo i 4193 metri che avrebbero caratterizzato la conformazione del circuito fino al 1971, con la settima e penultima prova della stagione che registra una storica tripletta targata Ferrari. E’ infatti Alberto Ascari (che di lì a poco si sarebbe laureato campione del mondo) a cogliere il successo davanti a Nino Farina e Luigi Villoresi. Il primo degli avversari (Mike Hawtorn su Cooper) accusa un distacco di due giri dal vincitore sotto la bandiera a scacchi.

2 – CLARK GIOCA A POKER. Dando un’occhiata alle statistiche, balza all’occhio come ancora oggi il pilota capace di cogliere il maggior numero di successi nel GP d’Olanda sia il mitico Jim Clark. Lo “scozzese volante”, dopo il tris colto tra il 1963 e il 1965, riesce infatti a completare il suo personale record nell’edizione 1967, ovviamente al volante della Lotus. Un successo che però non consente a Clark di laurearsi campione a fine stagione. Alla fine dell’anno si piazzerà soltanto terzo, subito alle spalle di Denny Hulme e Jack Brabham.

3 – IL ROGO DI COURAGE. L’edizione 1970 viene purtroppo ricordata per il terribile rogo che costa la vita a Piers Courage. Il veloce pilota inglese, impegnato al volante di una De Tomaso della scuderia Williams, nel corso del 23° giro esce di pista ad alta velocità, impattando contro un terrapieno. Subito si sviluppa un devastante incendio che non lascia scampo allo sfortunato protagonista, con i commissari intervenuti che sotterrano la vettura nel tentativo di domare il rogo. In assenza di comunicazioni la gara non viene interrotta, registrando il successo di Jochen Rindt.

4 – IL DRAMMA DI WILLIAMSON. Un’altra pagina drammatica è quella legata alla triste fine di Roger Williamson, nel 1973. Giunto soltanto alla sua seconda apparizione in Formula 1, il pilota britannico esce di pista in seguito ad una foratura, con la sua March che si capovolge e prende fuoco. Le immagini del rogo e del vano tentativo di soccorso da parte del coraggioso David Purley rimangono ancora oggi scolpite negli occhi di tutti. La gara prosegue con le vetture che transitano a pochi metri dal corpo ormai senza vita di Williamson. A vincere è Jackie Stewart.

5 – LA ‘PRIMA’ DI HUNT. Dopo una prima fila targata Ferrari in qualifica, l’edizione 1975 passa alla storia celebrando il primo successo di James Hunt e della Hesketh. Per la stravagante scuderia fondata da Lord Alexander Hesketh sarebbe stato quella l’unica vittoria ottenuta nella sua storia, mentre per Hunt avrebbe fatto da preludio alla rocambolesca conquista del titolo iridato nell’anno seguente con la McLaren.

6 – CAOS AL VIA. L’edizione del 1978 viene soprattutto ricordata per lo spettacolare incidente avvenuto subito dopo la partenza. Una volta superata la curva Tarzan, infatti, le vetture di Didier Pironi e Riccardo Patrese entrano in contatto, innescando una spettacolare carambola. Fortunatamente i piloti non riportano alcuna conseguenza, ma le vetture rimangono a lungo in mezzo alla pista senza che la bandiera rossa intervenga per sospendere la gara. Alla fine è Mario Andretti ad imporsi davanti al compagno Ronnie Peterson.

7 – VILLENEUVE ALL’ESTERNO. Uno dei sorpassi rimasti in maniera indelebile nella memoria collettiva degli appassionati è quello che Gilles Villeneuve mette a segno ai danni di Alan Jones, nel corso dell’edizione 1979. Con il pilota della Williams al comando della gara nelle fasi iniziali, il ferrarista riesce letteralmente ad inventarsi una manovra di attacco all’esterno della curva Tarzan, grazie alla quale riesce a completare il sorpasso e a portarsi in testa alla corsa. Se non fosse che…

8 – UN GIRO…SU TRE RUOTE. E’ sempre dell’edizione 1979 uno dei giri più memorabili nella storia della Formula 1: quello percorso da Gilles Villeneuve su tre ruote. Un tentativo forse illogico, irrazionale, sicuramente disperato di rientrare ai box e non darsi per vinto. L’emblema del carattere facente parte del canadese, mai disposto a mollare in un momento in cui si giocava le residue chance di conquista del titolo. Ma un’impresa che lo consegno definitivamente alla Leggenda delle corse.

9 – RUOTA IMPAZZITA. La prima curva del circuito di Zandvoort è stata spesso teatro di botti clamorosi. Chiedere a Derek Daly, ad esempio. Eppure, l’incidente patito da René Arnoux nell’edizione 1983 passa alla storia per l’iconica immagine del pilota francese che esce dai rottami della sua Renault, adagiata sulla pila di pneumatici posti a protezione delle barriere. Una ruota, staccatasi dalla vettura prima dell’impatto, finisce impazzita a ridosso delle tribune. Per il pubblico retrostante solo un grosso spavento, mentre Arnoux se la cava con una contusione. A vincere è Didier Pironi, che coglie così il secondo successo in stagione.

10 – L’ACUTO FINALE DI LAUDA. Il “canto del cigno” di un grande campione, ormai prossimo all’abbandono. Si può riassumere in questo modo l’edizione 1985 del Gran Premio d’Olanda, caratterizzata dall’ultimo successo in carriera di Niki Lauda. Il pilota austriaco, allora campione del mondo in carica, aveva infatti da poco annunciato il ritiro dalle competizioni a fine stagione. Il finale di gara lo vede in testa, con il compagno di squadra Alain Prost pronto ad attaccarlo in ogni curva. Nonostante il francese fosse in piena lotta per il titolo, Lauda tiene duro e si toglie la soddisfazione di salire per un’ultima volta sul gradino più alto del podio.

Marco Privitera

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