Mick Schumacher, pilota Haas dal 2021
Mick Schumacher, pilota Haas dal 2021

Il 2021 sarà un anno di transizione per Gunther Steiner e tutto il team Haas. Il manager altoatesino si troverà a gestire due piloti nuovi, entrambi debuttanti nel mondo della Formula 1. Il lavoro di sviluppo sulla nuova vettura sarà fortemente contingentato, con l’attenzione rivolta al 2022.

Negli ultimi giorni, Steiner ha concesso alcune interviste a diverse testate, analizzando la stagione appena conclusa e volgendo lo sguardo al futuro. Con il pragmatismo che lo contraddistingue, il team principal non si è nascosto, e ha mostrato il suo punto di vista sulla situazione interna alla scuderia Haas.

Il 2020 come fine di un ciclo

La stagione scorsa è stata molto difficile sotto tantissimi aspetti per il team americano. Il penultimo posto in classifica Costruttori, davanti solo alla Williams, non è certo motivo di soddisfazione per un team che in passato ha abituato i fans a ben altro.

“E’ stata una stagione molto difficile, sotto molti punti di vista. I risultati sono stati scarsi, nonostante Kevin e Romain abbiano comunque dato il massimo”. Proprio per questo, in seno alla Haas durante il campionato si è fatta strada l’idea che per il 2021 fosse necessario un cambiamento.

Ciò non limita certo il grande rispetto di Steiner per i suoi piloti, in particolare per il francese. Grosjean ha avuto un enorme coraggio a venire con noi nel 2016, quando eravamo un team debuttante. Vederlo uscire dalle fiamme in Bahrain è stato un vero sollievo, sapevo benissimo che se non fosse uscito in quel momento non ci sarebbe più riuscito”.

Per Steiner e tutto il team Haas, la fonte di maggior soddisfazione è stata comunque la crescita mostrata da entrambi i piloti in pista e fuori. Fattore non certo da poco, nella Formula 1 attuale.

Un 2021 di transizione, aspettando con ansia il 2022

Una cosa deve essere chiara fin da ora: la Haas del 2021 avrà poche differenze rispetto alla sua progenitrice. E questo per una scelta ben precisa effettuata dal management del team, che avrà a sua disposizione anche una nuova sede a Maranello.

“Parti come l’ala anteriore, i deflettori e le prese d’aria dei freni sono cambiate, perchè dovevano essere adattate”, ha spiegato Steiner. Nonostante gli scarsi risultati del 2020, però, a livello di vettura si è optato per una evoluzione graduale, dettata più dalle nuove norme che non da rivoluzioni interne.

“Potevamo realizzare un nuovo musetto, ma eravamo in ritardo. Siamo rimasti fermi troppo a lungo per essere pronti entro la scadenza di fine settembre”, ha ammesso il manager altoatesino. Certamente, le incertezze dovute alla pandemia e al conseguente stravolgimento dei calendari hanno giocato un ruolo importante in questo ambito.

La Haas parrebbe quindi focalizzata nel non voler perdere ulteriore tempo sulla vettura 2021, il cui fire up avverrà probabilmente a Sakhir, per poi concentrarsi sulla stagione successiva. Occorrerà stringere i denti, e sperare nel frattempo che le rivali più dirette abbiano applicato la stessa strategia.

Schumacher e Mazepin rookie “pesanti”

A partire dal dicembre scorso, il team Haas è stato sotto i riflettori soprattutto per la questione riguardante i suoi due nuovi piloti. Come detto, un cambio di rotta era necessario, e Steiner ha pensato innanzitutto di concordare con Binotto l’arrivo di un giovane della Ferrari Driver Academy.

La vittoria del campionato F.2 ha facilitato la scelta, facendola cadere su Mick Schumacher. Il giovane tedesco figlio d’arte ha dimostrato di avere piede pesante e ottima visione di gara. Il nome che porta è sicuramente importante, ma anche un peso non indifferente, in un ambiente dove il giudizio viene espresso in tempi brevissimi, e spesso è tutto meno che benevolo verso i giovani.

Dall’altra parte del box, troveremo Nikita Mazepin. Il giovane russo è arrivato anche grazie ai buoni uffici dei suoi sponsor, capitanati dal padre Dimitry. Steiner questo non lo ha mai nascosto, ma anche ammonito: “Attenzione a considerare Nikita solo un pilota pagante, perchè è molto veloce e ha già diverse vittorie in carriera nelle categorie minori”.

Certo, Mazepin non perde occasione per far parlare di sé. Dopo lo scandalo montato in seguito al video postato sui social, nei giorni scorsi si è lasciato andare a dichiarazioni secondo cui i piloti russi (quindi egli stesso) sarebbero tenuti in scarsa considerazione in quanto tali.

Comunque vada, una cosa è certa: il 2021 per la Haas non sarà un anno facile. Il team di Steiner, comunque, ha buone possibilità per risollevarsi e guardare al futuro con ancora maggiore ottimismo di quanto fatto finora.

Nicola Saglia

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