Per la gara si preannuncia l'ennesimo duello stagionale fra Lewis Hamilton e Sebastian Vettel, con l'inglese che potrebbe anche gestire il grande margine che ha sul tedesco della Ferrari nella classifica piloti (59 punti di vantaggio a quattro gare dalla fine). Sfida annunciata quindi, che vedrà il suo apice in partenza, quando i due rivali per il titolo mondiale si troveranno fianco a fianco in prima fila. Una partenza complicata, quella di Austin, con un pendenza elevata che porta in curva 1, la quale arriva dopo 340 metri dallo start, già teatro in passato di scontri e sportellate. Lewis avrà il vantaggio della traiettoria pulita, Sebastian dovrà puntare tutto sullo scatto per poi sperare di avere qualche chance in frenata. Non sarà facile per il ferrarista, ma ci proverà.

Dopo la partenza ci potranno essere altre opportunità di sorpasso in pista, considerando che il circuito texano in passato ha offerto gare ricche di sorpassi. Punto ideale di attacco è sicuramente la staccata di curva 12 che arriva dopo il lungo rettilineo, di ben 1082 metri, che da curva 11 porta in curva 12. Importante in quel punto avere una buona velocità di punta, per sfruttare la scia e il primo punto di attivazione DRS. Come di consueto i motorizzati Mercedes mostrano di avere un grosso vantaggio per quanto riguarda la speed trap. In qualifica, la vettura più veloce è stata la Mercedes di Lewis Hamilton con ben 330.8 Km /h, contro i 325Km/h della Ferrari di Vettel e i soli 321 Km/h della prima Red Bull, quella di Verstappen. Il secondo punto dove si potrà attivare il DRS è il rettilineo principale che porta in curva 1, altra zona di sorpasso. Importantissimo sarà per chi vorrà sferrare l'attacco in curva 1 uscire con una buona velocità dall'ultima curva, la numero 20, che richiede tanta trazione in uscita. Caratteristica che in qualifica ha permesso alla Ferrari di avere la migliore velocità sul rettilineo, rifilando circa 2 km/h alla Mercedes.

Se non sarà la pista ha decidere i duelli, potranno essere come di consueto le scelte strategiche dei vari team ad incidere sulle sorti della gara. Nel corso delle qualifiche, abbiamo visto tutti i top driver passare il taglio della Q2 con la gomma ultrasoft, eccezion fatta per la Red Bull di Max Verstappen, che è riuscito a passare il taglio con la gomma supersoft. Ma l'olandese partirà dal fondo per via delle penalizzazioni ricevute dopo la sostituzione di alcune componenti nella power unit Renault.

Per quanto riguarda le strategie possibili per la gara, si prevede che molti team cercheranno di andare su una singola sosta. Sosta unica, che potrebbe essere permessa sicuramente dalla scelta della soft durante il primo pit stop, mentre appare un po' improbabile l'utilizzo della supersoft per andare fino alla fine, visto anche il rendimento prestazionale simile fra le due mescole.
Comparazione prestazionale fra le due gomme che è stata provata da diversi team nella giornata di venerdì. Tra i top team, sia Mercedes che Red Bull hanno provato la gomma rossa e la gomma gialla nel secondo stint di simulazione gara, con prestazioni identiche per il team di Milton Keynes e prestazioni addirittura migliori con la gomma soft in casa Brackley. Se la gomma ultrasoft non dovesse garantire il minimo di quindici giri/venti giri, ecco aprirsi lo scenario della strategia a due soste, con il secondo e terzo stint che potrebbe vedere protagonista la gomma supersoft. Qualche team che si troverà in rimonta potrebbe pensare alla gomma ultrasoft per completare l'ultima parte di gara.

Secondo i dati raccolti da Pirelli, la strategia più veloce è quella delle due soste, "pittando" al giro 18, per montare ancora un set di ultrasoft, per poi passare alla gomma supersoft al giro 36.

La seconda strategia più veloce prevede l'uso della supersoft nella parte centrale e conclusiva della gara, con il primo pit intorno al giro18, e il secondo pit stop nel corso del giro 37.

In caso di poco degrado (presumiamo inferiore al decimo e mezzo al giro) la Pirelli prevede la strategia ad una sola sosta al giro 21, montando la gomma supersoft.

Nel caso di gara mono-sosta, ci sarà solamente un'occasione a disposizione per chi insegue di effettuare un undercut nei confronti del diretto rivale. Undercut che potrebbe essere molto "affascinante" per tanti team, considerando che la gomma ultrasoft nel finale del primo stint offrirà delle prestazioni intorno al 40.5/41.0, che potrebbero essere più lente di circa un secondo rispetto al primo giro di attacco con gomma nuova, sia con quella rossa che con quella gialla. Se nel secondo stint qualcuno dovesse usare la gomma rosa (ultrasoft) il vantaggio proveniente dall'undercut sarebbe ancora più influente.

Nella top five della classifica, è ipotizzabile che molti team proveranno la mossa undercut, per provare a passare il loro diretto rivale. Da non sottovalutare il ruolo dei due finlandesi, Raikkonen e Bottas, che potrebbero aiutare i loro rispettivi compagni di squadra, anticipando di tanto il primo pit stop, per obbligare anche i rivali ad entrare ai box nel tentativo di non subire l'undercut. Sarà interessante vedere la strategia della Red Bull con Verstappen che partendo dal fondo monterà gomma supersoft, allungando di tanto il primo stint di gara, per poi pensare o alla sosta unica o alla doppia sosta sfruttando le gomme ultrasoft, considerando anche il buon passo gara mostrato nelle prove libere.

Il passo gara visto nella giornata di venerdì ci dice che potrebbe esserci una sfida equilibrata tra Red Bull, Mercedes e Ferrari per la vittoria ad Austin, con la prima molto competitiva con tutte e tre le mescole provate. Ferrari un po' indietro nella simulazione del venerdì con Kimi Raikkonen, ma va ricordato che Vettel non ha potuto fare la sua simulazione di passo gara per un problema al telaio, che è stato sostituito nella notte fra il venerdì e il sabato mattina. In FP3 il tedesco ha provato per due giri il passo gara con ultrasoft, riuscendo a scendere sotto il muro dell'1.40, prestazione che era riuscita solo alla Red Bull e alla Mercedes di Bottas in FP2. Nella giornata di venerdì era inoltre anche emerso in maniera abbastanza evidente il degrado sulla gomma ultrasoft.

Le ultime previsioni parlano di un abbassamento delle temperature rispetto al sabato, con la temperatura dell'aria che si aggirerà intono al 25 gradi.

Un'altra variabile da non sottovalutare sarà il possibile ingresso della safety car, o vsc, che potrebbe dimezzare il tempo perso per effettuare un pit stop, intorno ai 23 secondi. Sarebbe il massimo per chi allungherà tanto il primo stint di gara se la gara venisse neutralizzata dopo il primo pit stop degli avversari.

Virtual Safety Car che influenzò anche la strategia della gara della passata stagione, nella quale le mescole disponibili erano le super soft, soft e medium, le quali permettevano una grande varietà di strategie. Già dal sabato in qualifica, quando Rosberg e Verstappen passarono il taglio della Q2 con la gomma soft, mentre tutti gli altri utilizzarono la gomma supersoft. Partito dalla pole position, vinse Lewis Hamilton con la strategia più veloce, quella a due soste, effettuando il primo pit al giro numero 12 montando la gomma soft e al giro numero 31, usando per l'ultimo stint la gomma medium. L'ultima sosta del tre volte campione del mondo venne effettuata in regime di Virtual Safety Car (per rimuovere la Red Bull di Verstappen) per risparmiare tempo, con la scelta della mescola più dura fatta anche in virtù dei tanti giri mancanti alla conclusione del Gran Premio. Strategia diversa in casa Ferrari, dove si cercava di rimontare dopo delle qualifiche non esaltanti (Raikkonen quinto, Vettel sesto) con una strategia a tre soste.
Il Gran Premio si svolse con una temperatura ambientale di 26 gradi ed una relativa temperatura dell'asfalto di 33 gradi. Il minor tempo impiegato per effettuare il pitstop e percorrere la corsia box fu stato quello di Sergio Perez (23.350) nel corso del giro 10. La scuderia più veloce nell'effettuare il pit stop nel 2016 fu la Red Bull, capace di sostituire le gomme a Max Verstappen in soli 2.10 secondi.

Francesco Magaddino