Turchia analisi tecnica
Credit: profilo Twitter Red Bull F1

Dopo la trasferta di Sochi, la F1 si sposta a Istanbul per il GP di Turchia, dove la nostra analisi tecnica va a soffermarsi sulle novità relative alle PU, visto che lo sviluppo di questa generazione di monoposto è arrivato a maturazione da qualche tempo.

Bollettino meteo

In settimana le previsioni meteo parevano orientate verso un week-end umido, mentre gli ultimi aggiornamenti parlano di probabilità di pioggia più limitata. Anche per quanto riguarda il vento, le ultime previsioni parlano di velocità che dovrebbero rimanere nella media.

Pioggia o non pioggia, dopo l’esperienza dello scorso anno (con la pista bagnata giudicata dai piloti buona per pattinare sul ghiaccio) la direzione dell’impianto ha deciso di trattare la superficie, rifatta proprio prima dell’appuntamento della passata stagione, attraverso getti d’acqua in pressione. Il risultato atteso è quello di avere livelli di grip migliori con qualsiasi tipo di condizione, ma il prezzo è un aumento dell’abrasività.

Per quanto riguarda la preparazione delle monoposto, Pirelli ha portato gomme C2-C3-C4 (gamma media, uno step più morbide rispetto al 2020) di cui, però, bisognerà scoprirne il degrado sull’asfalto trattato. Il tracciato richiede un carico aerodinamico medio-alto, soprattutto per Curva 8 dove la vettura deve lavorare tantissimo di deportanza.

Poiché le scuderie prevedono livelli di grip in continua evoluzione durante il fine settimana, le specifiche di ala viste fino ad ora in pista potranno subire variazioni, oltre al fine tuning necessario nella definizione dell’assetto. Come al solito, per capire meglio le varie evoluzioni, la lettura più o meno agevole degli sponsor sull’ala posteriore è la nostra migliore alleata.

Il bollettino delle PU

Continua il valzer delle sostituzioni relativo alle unità motrici e alle relative penalità. Alcuni osservatori parlano di un Mondiale adulterato da questo tipo di eventi e difficilmente si può dare loro torto.

La sostituzione più importante riguarda Lewis Hamilton e la Mercedes. La scuderia di Brackley procederà alla sostituzione della componente termica (ICE) per la monoposto dell’inglese, che si traduce in dieci posizioni di penalità sulla griglia. Da tempo gli osservatori sottolineavano la necessità di una sostituzione, in vista della fase finale del campionato. Da Brackley fanno sapere che la decisione trova i suoi fondamenti in un’analisi dei rischi legati all’affidabilità e dei punti potenzialmente “perdibili” sul campo. In Mercedes hanno optato per la sostituzione solo dell’ICE e, almeno stando alle dichiarazioni, non dovrebbero effettuare una sostituzione completa della componentistica qualora Lewis si qualifichi in posizioni “meno nobili” (dalla terza fila in poi).

Dopo Charles Leclerc in Russia, anche Carlos Sainz jr avrà a disposizione la nuova specifica di PU Ferrari e, per questo, partirà dalle retrovie. Ricordiamo che la nuova unità motrice di Maranello presenta degli aggiornamenti sulla parte elettrica del pacchetto. In quel di Sochi abbiamo avuto modo di vedere all’opera la nuova unità che, a quanto pare, ha risposto bene sia in termini di prestazione, che in termini di affidabilità. Il circuito dell’Istanbul Park presenta un banco di prova differente rispetto a Sochi, il circuito che premia maggiormente una prestazione corale di tutta l’unità propulsiva. Da Maranello hanno deliberato un aumento della potenza utilizzabile in gara, limitata (per un approccio conservativo) in Russia.

Red Bull – Honda

Per l’appuntamento in Turchia la Red Bull si presenta con una livrea aggiornata, come tributo al partner motorista Honda. Tale colorazione avrebbe dovuto scendere in pista per il GP del Giappone, cancellato dal calendario causa Covid-19.

Dal punto di vista tecnico, la RB16B non presenta grosse novità, così come ormai le altre monoposto in pista. Possiamo scorgere qualche affinamento sugli elementi che incidono sul flusso d’aria che passa sul fondo vettura. In ogni caso, considerando il carico generato dal fondo vettura, come sempre Red Bull potrebbe girare con le ali un po’ più scariche migliorando l’efficienza.

La notizia di interesse tecnico riguarda l’estensione della partnership con Honda oltre il 2021, nonostante l’uscita di scena da parte dei giapponesi, fissata per la fine di quest’anno. Come funzionerà? La nuova divisione Red Bull Powertrain acquisirà la proprietà intellettuale delle PU Honda per il 2022, con i giapponesi che faranno da supporto di servizio in pista.

Dal 2023 Red Bull Powertrain si occuperà in autonomia della costruzione, sviluppo e service delle unità motrici. Nell’ottica dei cambiamenti regolamentari previsti sul futuro a breve termine, la scuderia di Milton Keynes ha firmato un accordo chiave. I termini dell’accordo prevedono una cooperazione estesa tra Red Bull e Honda su altre categorie del motorsport, un programma junior combinato e attività congiunte di marketing.

In una nota a margine, Honda ha dichiarato di non avere interesse a rientrare nel Circus con la rivoluzione relativa alle unità motrici prevista per il 2026.

Luca Colombo

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