La terza sessione di prove libere in Messico vede Max Verstappen salire in cattedra e frantumare il record della pista. Il nuovo motore Renault sembra potersela giocare con Ferrari e Mercedes. Alle spalle dell'olandese la W08 di Lewis Hamilton che precede di pochi millesimi Sebastian Vettel. I due sfidanti per il titolo hanno chiuso l'ultima sessione di libere separati da quarantadue millesimi.

Potrebbe essere la volta buona. Gia, ma per cosa? Potrebbe essere la volta buona per infrangere l’ennesimo record in questo 2017. Nell’anno in cui delle astronavi hanno invaso i circuiti di tutto il mondo, frantumando primati in ogni pista, e in cui Lewis Hamilton ha superato il record di pole position detenuto da Michael Schumacher, potrebbe essere la volta buona per vedere il nuovo record man come più giovane pilota capace di conquistare una partenza al palo.

Si parla del predestinato della Formula 1, Max Verstappen. Il pilota classe 1997 di Red Bull ha conquistato 2 vittorie nella sua carriera, ma ancora nessuna pole. Ci andò vicino lo scorso anno in Belgio, e vicinissimo quest’anno a Singapore. Ma una volta Nco Rosberg, e una volta Sebastian Vettel, hanno sempre negato la gioia della Pole al giovane Max. Ciò che Verstappen ha mostrato nella terza sessione di prove libere è un qualcosa di davvero incredibile, mettendo in riga entrambi i pretendenti al titolo 2017, e facendo segnare il nuovo record della pista Messicana in 1’17″113.

Alle spalle della Red Bull #33 troviamo Lewis Hamilton. Il pilota inglese ha grandissime possibilità di chiudere il discorso titolo mondiale, già domani. Ricordiamo infatti che in caso di vittoria di Vettel ad Hamilton basterebbe arrivare quinto, risultato fin troppo facile per un pilota del suo calibro, al volante di questa Mercedes. Ma tornando alla pista, Lewis ha patito un piccolo problema alla sua Power Unit in uscita di curva 7, durante il primo tentativo di simulazione qualifica. Problema che poi si è rivelato un falso allarme, come avevano già anticipato gli ingegneri al pilota via radio. Una volta appurata l’inconsistenza di tale problema Hamilton ha potuto spingere, senza però riuscire a staccare la migliore prestazione assoluta. Importante però il segnale dato alla Ferrari, chiudendo la sessione davanti a Vettel.

Terzo posto quindi per Sebastian Vettel. Il tedesco paga un ritardo minimo dalla Mercedes di Hamilton, così come dalla Red Bull, i primi cinque sono racchiusi in 248 millesimi. Dopo alcune difficoltà patite al venerdì, nel box di Maranello si è lavorato sul setup della SF70-H di Sebastian Vettel, portando così una vettura in grado di duellare ad armi pari con la Freccia d’Argento di Breckley. Va detto che, come al solito durante le sessioni di prove libere, ne Mercedes, ne Ferrari, abbiano sfruttato la mappatura più aggressiva dei loro motori. Mappatura che, stando alle dichiarazioni dei motoristi Renault, dovrebbe avere a disposizione anche Verstappen con l’ultimo aggiornamento arrivato da Enstone.

Chiude il quartetto di testa l’altra Mercedes. Valtteri Bottas dopo un ottimo avvio di sessione non è riuscito a confermasi al top della classifica. Molto buono comunque il suo crono, 1’17″283, cinquantatré millesimi in più di Vettel. Importante per il finlandese aver dimostrato, non che ce ne fosse bisogno, di poter tenersi dietro Ricciardo e Raikkonen.

Proprio Ricciardo è il più distaccato dei primi cinque, pagando due decimi e mezzo di ritardo dal compagno di squadra. L’australiano, che ricordiamo non monta la nuova versione della Power Unit Renault. Non una prestazione brillante, quella di Kimi Raikkonen, vero grande assente tra i top. Il campione del mondo 2007 paga un ritardo di quattro decimi dal primo tempo, ma anche per lui vale il discorso “mappatura”, probabilmente con il famoso “bottone magico”, anche “Iceman” riuscirà a ricucire lo strappo che lo separa dai primi.

Primi della classe tra gli “umani”, troviamo la coppia Perez-Ocon. I due piloti della Force India hanno preceduto Carlos Sainz e Nico Hulkenberg. I due piloti della Renault hanno chiuso questa ultima sessione di libere separati da un decimo e mezzo, chiudendo la top 10. 

degna di nota la prestazione sul giro secco di Brando Hartley che ha portato la sua Toro Rosso fino all’undicesima posizione. Discorso, tristemente, diverso dall’altra parte del box di Faenza, dove Pierre Gasly ha accusato l’ennesimo problema di affidabilità sul suo motore Renault. Il pilota francese è stato costretto a parcheggiato la STR12 alla curva 13 perchè nel frattempo è “impazzita” anche la selezione delle marce per un problema elettronico. Il campione GP2 2016 ha rotto la seconda unità ibrida nel week end e, praticamente, non ha girato visto che nelle FP1 aveva ceduto la monoposto a Sean Gelael.

Alessandro Gazzoni

 

fp3 mexico

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.