La Mercedes insegue Leclerc per tutta la gara prima con Hamilton e poi con Bottas, ma passare è impossibile. Ferrari troppo veloce sul dritto.

 

La potenza brutale e i cavalli che hanno spinto la Mercedes nei trionfi a ripetizione di questi anni dell’era ibrida non sono più una certezza. Il tratto distintivo e incrollabile delle Frecce d’Argento è passato di mano, conquistato dalla Ferrari. Questo è quanto le piste più veloci di questo mondiale hanno deliberato, confermando le attese di inizio campionato. Spa e Monza, tripudi rossi, di cavalli, di potenza pura espressa in pista.

La velocità sul passo gara, attesa alla vigilia, non s’è vista. Alla Mercedes non basta affidarsi al piede e al talento di Hamilton per colmare l’evidente gap di velocità sul dritto. Per tre quarti di gara Lewis insidia Leclerc da vicino, ma anche con l’ausilio del DRS il sorpasso non riesce: troppo veloce la Ferrari sul dritto, troppo centrato il suo pilota, che al netto di un lungo in curva 1 conduce una gara perfetta. Hamilton spinge come un dannato ma massacra le sue gomme (medie) montate un giro prima di Leclerc (che sceglie invece le dure) per tentare l’undercut, ma nemmeno il suo DNA di mastino implacabile oggi nulla può di fronte alla vettura numero 16 del monegasco.

Al desistere di Lewis segue l’arrivo di Bottas: a parti invertite i due Mercedes si scambiano le posizioni, a seguito di un errore di Hamilton alla prima variante. Ma il finlandese non è Hamilton e si vede: pur con gomme più fresche non riesce mai a impensierire seriamente Leclerc, nonostante quest’ultimo non avesse più coperture al top.

Involuzione motoristica e prestazionale netta quella della Mercedes, legata anche alle specifiche del nuovo motore debuttato fra incertezze e problemi, che avrebbe potuto certamente creare difficoltà nella corsa al titolo se Hamilton non avesse cannibalizzato la prima parte di stagione, mettendo del sano fieno in cascina. Le piste che seguiranno saranno sicuramente meno favorevoli alla Ferrari a cominciare proprio da Singapore, quanto di più lontano da una pista veloce.

Ma oggi la festa è tutta qui. Monza è rossa. E chapeau.

Stefano De Nicolo’

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