Red Bull Mercedes
Credit: profilo Twitter di Valtteri Bottas

Il GP di Gran Bretagna ha esasperato il confronto tra Mercedes e Red Bull, ben evidenziato dall’incidente iniziale tra Hamilton e Verstappen. Il divisivo contatto alla Copse tra l’inglese e l’olandese ha portato alla luce il serpeggiante malumore tra le due scuderie. Nulla di nuovo sotto il sole, si direbbe, se non fosse che gli attriti sono tra due team a base inglese, storicamente un “fronte” compatto nei confronti di quanto capita in Formula 1.

Wolff direttamente dai commissari

Subito dopo la collisione tra Hamilton e Verstappen, i commissari di pista hanno messo sotto investigazione il caso. A differenza di altre investigazioni (ad esempio il caso Vettel vs Hamilton in Canada nel 2019) Toto Wolff della Mercedes ha approcciato direttamente i commissari per discutere “dal vivo”, con tanto di dati, della questione.

Mercedes non è nuova ad atteggiamenti simili (vedere Hamilton a Monza nel 2020), ma questa volta la manovra di Wolff non è passata sotto traccia. Christian Horner della Red Bull ha stigmatizzato pubblicamente il comportamento, sostenendo che il collegio dei commissari non dovrebbe essere raggiungibile in maniera “proattiva” dai team principal o, comunque, dalle scuderie.

Aria di burrasca

Storicamente non abbiamo mai visto nulla del genere sulle piste del Mondiale, come non abbiamo mai visto (almeno recentemente) due scuderie del “blocco inglese” pestarsi i piedi vicendevolmente. Il “fronte inglese” negli ultimi anni ha sempre agito in armonia ed accordo, come si può ricordare per la questione delle PU Ferrari del 2019.

Da inizio Campionato, però, qualcosa pare essersi incrinato. Mercedes ha più volte cercato di colpire indirettamente la scuderia rivale. Prima ha sollevato la questione delle ali posteriori flessibili e, successivamente, ha portato avanti una richiesta per quanto riguarda le operazioni ai box.

Leadership in discussione

Dall’inizio dell’era turbo-ibrida (anno 2014) Mercedes ha sempre disposto di un vantaggio competitivo sulle altre scuderie. Fondamentalmente il know-how migliore sul tipo di propulsione ha costituito una base forte dalla quale hanno potuto sviluppare i propri progetti meglio e prima degli altri.

A Brackley non hanno mai realmente avuto avversari degni di nota. Ferrari, nel 2017 e 2018, ha costituito una minaccia tecnica solo per un limitato numero di eventi; Red Bull ha sempre pagato qualcosa in termini di propulsione. Il 2020 ha visto una W11 pressoché imbattibile e il 2021, con i regolamenti tecnici quasi del tutto congelati, avrebbe dovuto seguire lo stesso copione. Almeno così pensavano in quel di Brackley e l’inaspettato aggiornamento tecnico di Silverstone pare darne prova.

RB16B

Nel 2021 a Milton Keynes hanno migliorato il tiro sulla monoposto di Verstappen, ben coadiuvati da uno step tecnico definitivo apportato da Honda. Vedendo la male parata con la temibile RB16B di casa Red Bull, in Mercedes hanno dapprima giocato la carta politica, con due investigazioni tecniche. Entrambe dovevano affossare alcuni “punti forti” della scuderia di Milton Keynes.

La richiesta sulle ali flessibili ha scontentato un po’ tutti e non ha cambiato nulla negli equilibri tra i due team. L’irrigidimento generalizzato ha causato più nocumento tecnico sull’anteriore della W12 che sul posteriore della RB16B. La query sulle operazioni ai box avrebbe dovuto portare (dall’Ungheria) un complicato sistema di “rallentamento” nei pit-stop. Con tutta probabilità rimarrà un nulla di fatto.

Silverstone

L’episodio al via del GP di Gran Bretagna, può essere visto come il coperchio sul Vaso di Pandora della maretta tra Mercedes e Red Bull. Oggettivamente il primo giro di Hamilton e Verstappen aveva la caratteristica della troppa aggressività e l’incidente alla Copse può essere letto come una conseguenza.

Tutto quanto ha seguito la collisione tra Lewis e Max trascende la lotta tra i piloti e si installa nel segmento dell’alta tensione tra le due scuderie. Ovviamente l’episodio segna un prima e un dopo nei rapporti tra i piloti e le scuderie per questo 2021. La differenza punti vede un 25 a 0 per Hamilton. I conti della serva, invece, vedono un grosso esborso sulla monoposto di Verstappen, da inserire nelle voci (blindate) di bilancio.

Il futuro

Cosa aspettarsi dal futuro? Considerando il panorama tecnico, non dovrebbero aggiungersi nuovi player nelle posizioni importanti. Inoltre bisognerà vedere come funzionerà il nuovo pacchetto tecnico Mercedes e capire se avrà luogo un’ulteriore risposta in Red Bull. Al momento, vale la pena sottolinearlo, in Red Bull sembrano avere una soluzione migliore.

Dal punto di vista politico-sportivo e del pilotaggio (ovviamente tra Lewis e Max) possiamo aspettarci una lotta a tutto campo. La prospettiva è allettante e si spera che non vengano impiegati colpi bassi. Considerando il proseguimento del Campionato entrambe le scuderie beneficerebbero dell’apporto delle seconde guide che, ora come ora, è praticamente impalpabile su entrambi i fronti. Su quest’ultimo punto di vista, potremmo dire che le doti di “appoggio” di Bottas sono più collaudate rispetto a quelle di Perez.

Infine un’ultima sfumatura da FantaF1 in una possibile lotta senza quartiere tra Brackley e Milton Keynes. E se nell’infinita telenovela tra Russell, Bottas e Mercedes si inserisse realmente la Red Bull, come paventato qualche giorno fa da Helmut Marko? La sfida, su tutti i fronti, è più aperta che mai.

Luca Colombo

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