E’ un trionfo a tutto tondo quello messo a segno dalla Toro Rosso a Hockenheim, con un podio inaspettato di Daniil Kvyat dopo una gara tanto combattuta quanto imprevedibile. Tra rivincite personali e collettive con il team, l’apparizione del russo sul podio del GP di Germania può essere letta su più livelli, come se la sorte in qualche modo volesse parlarci.

I colpi di scena l’hanno fatta da padrone sotto la pioggia che ha bagnato il Gran Premio di Germania, arricchendolo di colpi di scena e aprendo un varco di opportunità ai piloti del midfield. Chi ha beneficiato maggiormente della gara sensazionale e anomala di oggi è stato Daniil Kvyat, partito 13°, che ha messo a segno il suo 3° podio in carriera. Si tratta di un podio speciale, prima di tutto a livello personale. Dopo un periodo buio a seguito del suo licenziamento a favore dell’ingresso di Pierre Gasly in F1 nel settembre 2017, Kvyat è tornato alla Toro Rosso dopo un anno alla Ferrari.

Il pilota russo, ora più maturo e meno impulsivo dentro e fuori dalla pista, è riuscito a mettere in atto una crescita notevole, sfruttando il momentum sensazionale che si era venuto a creare con la rimonta, o ‘Gara della Madonna’ come lui stesso l’ha definita, a Silverstone. La sua capacità di reinventarsi è stata premiata attraverso un podio insperato e inaspettato, che simboleggia la giusta ricompensa dopo un addio ingiusto alla categoria massima del motorsport.

Anche il suo team, la Toro Rosso, è stato in grado di reinventarsi seguendo il flow della Formula 1 moderna. Con l’inizio della partnership con Honda lo scorso anno, la squadra di Faenza ha concretizzato i primi risultati all’inizio del 2018, per poi mantenere saldamente una curva ascendente di progressi e piccoli traguardi. L’unicità della vittoria di Sebastian Vettel a Monza nel 2008 sul bagnato è stata quasi eguagliata dall’unicità delle circostanze che hanno portato Kvyat sul podio oggi, il 2° nella storia del team dopo quel magico weekend di 11 anni fa su suolo italiano.

Coincidenze? Io non credo. Kvyat chiude oggi proprio alle spalle di Sebastian Vettel, il suo ‘”predecessore” in casa Toro Rosso e il suo ex collega alla Ferrari. E davanti a tutti Verstappen, il pilota con il quale Kvyat nel 2016 era stato brutalmente scambiato prima del GP di Spagna, vinto poi dall’olandese al debutto con la Red Bull.

L’ironia della sorte sul podio di Hockenheim, però, non finisce qui. La Honda porta a casa una doppietta nella giornata di oggi, con il secondo trionfo stagionale di Verstappen e il 3° posto di Kvyat. A rendere ancora più significativo questo successo, accorrono in nostro aiuto le statistiche: non accadeva dal GP del Portogallo 1992. E nonostante le condizioni falsate e lo zero Mercedes, Honda ha ancora una volta dimostrato di avere tutte le carte in regola per stare davanti e garantire uno show degno di nota, un perfetto coronamento dopo la sofferenza negli anni McLaren.

Beatrice Zamuner

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