Dopo l'ultimo meeting dello Strategy Group, svoltosi al vigilia del weekend di gara e nel cui ambito sono state affrontati diversi punti per delineare il futuro della Formula Uno, nel paddock di Hockenheim le polemiche non sono certo mancate. L'argomento della discussione? L’ormai celebre regola dei “track limits”, che negli ultimi eventi ha tenuto banco un po' ovunque. All’incontro di giovedì, lo Strategy Group si era espresso a favore di una minor severità in relazione ai “tagli” dei limiti del circuito, trovando subito approvazione specialmente da parte dei piloti più giovani.

 

In un primo momento, durante le FP1 per il Gran Premio di Germania, Charlie Whiting si era adeguato al tentativo di lasciare i piloti liberi di correre (come voluto dallo Strategy Group). Tuttavia, nel corso delle prime 2 sessioni di libere, l’inflessibile delegato FIA ha emesso una nota ufficiale per avvertire i team del fatto che, contrariamente a quanto deciso dallo Strategy Group, la regola del track limit sarebbe applicata con la solita massima severità. Il motivo della scelta? Come riportato sulla nota, non applicando la regola, sono state “contate” ben 93 infrazioni durante la FP1, con Max Verstappen protagonista per ben 14 volte.

Questa nuova decisione della Federazione sull’argomento però, non è stata ben digerita dai vari team, spingendo addirittura Maurizio Arrivabene, Toto Wolff e Chris Horner a presentarsi al “cospetto” di Bernie Ecclestone per lamentarsi del comportamento di Whiting. Per risolvere la questione, nella serata di ieri è stato indetto un nuovo incontro con FIA, team e piloti, il quale ha scaturito una soluzione che somiglia più ad un “compromesso”.

In nome della sicurezza in pista e per evitare polemiche per i tagli eccessivi, la regola dei track limits rimane e verrà normalmente applicata in Germania, con appositi sensori adatti a controllare le infrazioni installati in curva 1 e in curva 12. Come sempre, ad ogni pilota verranno concessi al massimo tre “tagli” (con conseguente richiamo per ognuno), dopodichè scatterà la penalità. E qui arriva il compromesso: per andare incontro ai piloti, i sensori che controllano i track limits sono stati posizionati sul limite “esterno” del cordolo di curva 1 e curva 12 (nella foto del nostro inviato, i lavori per lo spostamento dei sensori in curva 1). Praticamente, i piloti non saranno costretti a tenere come al solito due ruote dentro la carreggiata, ma potranno salire sul cordolo con tutti e quattro gli pneumatici senza incorrere in penalità.

L’importante quindi, sarà non superare anche il limite esterno del cordolo, infrazione che verrebbe altrimenti segnalata dai sensori. Questa zona, infatti, non dovrà essere superata con nessuna parte della vettura. Qualora ciò dovesse succedere, ogni singolo caso verrà esaminato per valutare se effettivamente la manovra abbia generato vantaggi. Sarà la parola “fine” alle polemiche? Non ci resta che seguire il proseguo del weekend per scoprirlo. Rimanete collegati…

Daniel Limardi  

 

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