F1 Canada Tecnica
Credit: profilo Twitter Mercedes F1

Il GP del Canada arriva dopo la gara a Baku, dove le monoposto di nuova generazione hanno manifestato grossi problemi con il porpoising: la FIA ha deciso di intervenire tempestivamente in un’importante questione di sicurezza per la F1 che avrà una forte ricaduta tecnica per il futuro. Va notato che, nonostante le intenzioni, in Canada il Circus della F1 prenderà le misure al problema, con l’applicazione dei correttivi dal prossimo GP. Nella nostra analisi le considerazioni dell’intervento e quello che potremo vedere a Montreal.

La FIA propone, il paddock cosa dispone?

Le disposizioni della FIA per il contenimento del porpoising dovevano diventare esecutive già da questo fine settimana. Entro le FP3 dovevano avere comunicazioni i valori limite sulle accelerazioni verticali delle monoposto in marcia. In realtà il processo di lettura dati (monoposto per monoposto) e la realizzazione di una metrica relativa risultano essere un processo troppo complicato da portare a termine in solo due sessioni di prove. In Canada la F1 prenderà dati e poi li analizzerà. Dalla Gran Bretagna in poi dovrebbe arrivare l’esecuzione del dispositivo.

Da Silverstone in poi?

Secondo la disposizione della FIA una volta resi noti i limiti, sulle vetture al di fuori di tali valori, le scuderie dovranno modificare gli assetti per ritornare nelle finestre di accelerazione tollerabili.

Oggettivamente la misura risulta piuttosto draconiana e solleva tantissimi interrogativi sulle effettive modalità di applicazione in pista. Dal punto di vista delle regolazioni sulle monoposto, la via più rapida per mitigare il fenomeno del porpoising rimane quella di aumentare l’altezza da terra. Ovviamente una monoposto più alta “funziona” peggio dal punto di vista aerodinamico e deve trovare una differente regolazione per quanto riguarda le sospensioni. In generale un cambio imposto di assetto può spostare diversi parametri di equilibrio di una monoposto, limitando di fatto la finestra prestazionale.

Problematiche

Proprio per questi motivi la (lecita, visti i problemi ai piloti) presa di posizione della FIA nei confronti del porpoising andrà a generare parecchie polemiche. Vale la pena sottolineare che al momento la Federazione non ha trovato una linea tecnica o concettuale da proporre, esercizio chiaramente impossibile da imbastire in tempi rapidi. In attesa di una risposta tecnica (difficile) al problema, che comunque andrà concordata, sul breve termine la Federazione agirà sugli assetti delle monoposto.

Il fenomeno del pompaggio risulta evidente sulla Mercedes, che vede nel porpoising la causa principale dei problemi tecnici relativi alla finestra prestazionale sulla W13. La scuderia di Brackley ha, tuttavia, parecchi compagni di viaggio. Ovviamente anche altre scuderie hanno problemi con il pompaggio, ma quest’ultimo non va a causare un peggioramento evidente nelle prestazioni. In Ferrari, per esempio, mantengono sotto controllo il porpoising per gli effetti prestazionali, tuttavia potrebbero ricadere nei valori fuori limite di accelerazione.

Peso politico

Dovesse abbattersi sulla scuderia di Maranello la mano dei correttivi FIA, le F1-75 potrebbero trovarsi con un assetto giocoforza più “lento”. L’esempio spiega come, da una parte, vedremo malumori per eventuali provvedimenti in pista. Dall’altra, con una Red Bull a suo agio nella gestione del porpoising, potremo avere momenti di frizione qualora la FIA deliberi soluzioni tecniche che vadano a spianare le difficoltà di chi non riesce a gestire il pompaggio nella finestra consentita.

Come si può capire, il punto sollevato dalla FIA estende il suo raggio di discussione ben oltre i confini della natura tecnica ed entra nel campo della politica tra squadre. Il problema di sicurezza, quello dei carichi verticali agenti sui piloti, sfortunatamente esiste e la FIA deve trovare una maniera per mitigarlo, superando gli inevitabili battibecchi tra i vari Costruttori.

Indicazioni sulla gara

Il Circus della F1 ritorna a Montreal dopo aver saltato le edizioni del 2020 e 2021, con monoposto di nuova generazione. Le scuderie dovranno lavorare con un tracciato per il quale dispongono di un buon quantitativo di dati, tuttavia non recenti e non direttamente rapportabili con le monoposto attuali. Detto questo Montreal rappresenta un altro tracciato cittadino atipico, con tutte le caratteristiche del caso. In Canada gli assetti dovrebbero presentare lo stesso andamento di quelli visti a Baku. Chi ha una migliore efficienza aerodinamica potrebbe optare per una configurazione più carica delle ali e sfruttare un migliore compromesso per le sezioni lente e di trazione del tracciato.

Ultime dai box

Per quanto riguarda la PU Ferrari di Leclerc, andata fuori uso a Baku, la Ferrari parla di un guasto non riparabile, che dovrebbe affondare le radici nel problema visto a Barcellona. Le parole di Binotto rilasciate subito dopo la gara in Azerbaijan non lasciano molto tranquilla la tifoseria, perché il team principal della scuderia di Maranello ha parlato di un problema strutturale. Il cambio della componentistica sulla PU del monegasco in Canada non comporterà penalizzazioni.

Come al solito quest’anno il pompaggio tiene banco. McLaren e Mercedes hanno portato nuove configurazioni di tiranti sul fondo. La scuderia di Brackley ha portato un nuovo fondo sul quale appare un nuovo taglio piuttosto profondo all’altezza della discesa delle pance laterali. Dietro, come già sottolineato, vediamo un tirante supplementare. L’idea è quella di stabilizzare il comportamento del fondo, alterandone il comportamento elastico, e sfiatando parte dell’aria che passa nel sottoscocca.

Luca Colombo

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