Sono numeri che fanno davvero paura, quelli raccolti dalla Mercedes al termine del weekend brasiliano. Numeri che fanno riflettere sulla superiorità del team anglo-tedesco espressa a Interlagos, al termine dell'ennesima gara dominata dalle imprendibili W06. Basterebbe solo un dato per poter rendere l'idea: ovvero quello che ha visto tutti gli avversari, ad eccezione delle due Ferrari, finire doppiati sotto la bandiera a scacchi da Hamilton e Rosberg. Con quello colto oggi dal tedesco, la Mercedes è salita a quota 15 successi in stagione, realizzando l'11° doppietta ed eguagliando sotto quest'ultimo punto di vista il risultato colto lo scorso anno.

Per Rosberg si tratta del 13° successo in carriera e della 40° presenza in carriera sul podio, che consente al figlio dell'ex-iridato Keke di aggiudicarsi aritmeticamente la seconda posizione in classifica piloti, visto che ora dispone di un margine di 31 punti di vantaggio nei confronti di Vettel quando al termine della stagione manca solo la gara di Abu Dhabi: "Un'altra grande vittoria di fronte ad un pubblico strepitoso - ha dichiarato - e tutto è reso ancora più speciale dal fatto di trovarsi su un circuito con una grande storia alle spalle come questo. Sono stato bravo a controllare il margine su Lewis nel corso della gara e finire con un confortevole margine di vantaggio. Il team ha preso la giusta decisione nel voler optare su una strategia a tre soste, visto che le gomme si stavano degradando molto rapidamente. Adesso voglio pensare ad Abu Dhabi per chiudere la stagione nel migliore dei modi, ho raggiunto il secondo posto aritmeticamente in classifica ma questo non è mai stato il mio obiettivo".

Sicuramente meno entusiasta Lewis Hamilton, secondo al termine di un fine settimana in cui non è sembrato sufficientemente veloce per potersi mettere alle spalle il compagno di squadra. L'inglese non ha mancato di rivolgere qualche frecciatina al proprio team: "Ho davvero spinto tantissimo, ma su questo circuito non è per nulla facile sorpassare. Ero appena dietro a Nico ma non sono riuscito a passarlo perchè le zone DRS non erano sufficientemente lunghe. Sarebbe stato ottimale effettuare una strategia diversificata tra noi, ma in qualità di piloti ci affidiamo alle scelte del team. Vengono fatte molte simulazioni e loro sanno quali siano le scelte migliori. La strategia a tre soste era meno veloce, ma le gomme si stavano degradando perciò la scelta è stata obbligata. Da Singapore la macchina è cambiata un po', sembra essersi avvicinata di più alle caratteristiche adatte a Nico, ma io devo solo pensare a lavorare a testa bassa e puntare al top per la gara finale".

Marco Privitera

 

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