Con un giro stellare Lewis Hamilton fa il professore e conquista la pole position rifilando oltre mezzo secondo a Bottas e Verstappen.

Gli aggettivi ormai si sprecano per il re delle qualifiche della Formula 1 moderna, Lewis Hamilton. Lo dicono le statistiche (93 pole in carriera), lo dice la pista. Sul tracciato di Spa Francorchamps va in scena l’ennesimo monologo di una carriera leggendaria; un giro d’alta classe nel circuito che, non per caso, è considerato l’università della F1.

Giro pazzo

Mercedes è di un altro pianeta, si corre per decidere chi dei due in nero partirà davanti e chi, eventualmente, potrà avere qualche fastidio da Max Verstappen. Il Q3 non lascia dubbi: Hamilton già al primo tentativo stacca tutti con un giro magico. Non è abbastanza. Nel secondo passaggio fa di meglio e confeziona un secondo settore da urlo, quello dove la W11 fa davvero la differenza. Pouhon in pieno è il tratto che fa la differenza: lì dove nessuno osa, lui ce la fa. Una curva a velocità pazzesca che vista dall’onboard stupisce e impressiona. 1:42:252 il tempo mostruoso della pole: 5 decimi a Bottas, 1,5 secondi alla pole di Leclerc del 2019. Lo stesso Lelcerc che oggi entra per miracolo in Q2 e si qualifica 13°. E’ passato un anno, pare un secolo.

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Bottas demolito

Bottas invece, non certo uno lento in qualifica, incassa la paga maggiore. Mezzo secondo dal compagno d’astronave è un’eternità. Il peso del talento, la differenza del piede. Il finlandese la spunta invece per solo 15 millesimi su Verstappen il quale, lui sì, domani avrà una grande garra di dare del filo da torcere a tutti. Un’altra prima fila Mercedes comunque, un’altra buona per le statistiche d’oro del team di Brackley.

Prova di forza

Il giro di Hamilton, che guadagna 6 decimi rispetto al tempo del Q2, mette in mostra, forse per l’ultima volta, il potenziale del party mode Mercedes. La super mappatura da qualifica sarà infatti vietata a partire dal prossimo GP a Monza. Ma quella che è parsa una vittoria politica della Ferrari rischia di rivelarsi un buco nell’acqua. Le prestazioni della Ferrari si sono rivelate infatti tanto misere da guadagnare ben poco da questa discussa sentenza. E mentre si annuncia con grande soddisfazione l’apertura a 3000 tifosi delle porte del GP del Mugello, proprio qui la Mercedes potrebbe infliggere l’ulteriore duro colpo al morale della Ferrari nel suo millesimo GP.

Strategie aggressive, safety car, il talento di Verstappen e soprattutto la pioggia. Queste le incognite a cui aggrapparsi per domani. Rovesci tutt’altro che improbabili potrebbero infatti movimentare una gara che altrimenti parrebbe pericolosamente già scritta.

Stefano De Nicolo’

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