Le facce dei piloti Ferrari alla fine del Gran Premio del Belgio dicono più di tante parole. Il risultato finale a Spa è a dir poco deprimente; solo 13° posto per Vettel e 14° per Leclerc, frenato da problemi alla power unit. Entrambi sono finiti alle spalle anche di… Kimi Raikkonen, sull’Alfa Romeo.

E’ chiaro ed evidente agli occhi di tutti; una posizione in più non avrebbe cambiato nulla, dal momento che non c’erano punti in ballo. L’immagine, però, lascia sconcertati; una vettura con power unit Ferrari, peraltro mai competitiva in stagione, si è messa dietro le due Rosse ufficiali.

La sensazione, inoltre, è che se Giovinazzi non fosse andato a sbattere sarebbe anch’egli stato davanti ai colleghi di Maranello. Poco da dire, così non va, e occorre un segnale forte e chiaro da dare internamente e esternamente.

Gara lineare di Vettel                                  

Sebastian Vettel ha chiuso al tredicesimo posto, dopo una gara passata senza mai affacciarsi in zona punti. Il tedesco ha guidato come meglio poteva, con una vettura lenta in rettilineo e molto instabile nel tratto misto. Nella parte finale di gara ha lamentato un degrado elevato delle gomme dure, segno che la SF1000 non è neanche “gentile” sulle coperture.

Nelle interviste post gara, Seb è apparso sconsolato, privo di idee e di spunti per trovare il bandolo della matassa.  Anche nella guida, si è limitato a fare del suo meglio, senza mai però andare oltre al compitino. D’altronde, c’è poco di più da chiedere a un pilota che nel dritto si vede sverniciato da tutte le altre squadre in gara.

Leclerc ci prova sempre e comunque

Al contrario del team mate, Leclerc ha provato in qualche modo a raddrizzare la baracca e portare alla Ferrari alcuni punti mondiali. Il primo giro del monegasco è stato da urlo, con cinque posizioni guadagnate e un gran sorpasso su Perez alla Bus Stop.

Purtroppo subito dopo sono iniziati i problemi alla power unit, che lo hanno costretto a due pit stop lenti. I meccanici, infatti, hanno dovuto modificare la pressione interna al propulsore, rimettendo Charles ultimo in pista. Una domenica complicata per il monegasco, che nel dopo gara è parso totalmente svuotato e privo di energie.

Un pacchetto tutto da rifare           

La gara di oggi ha messo una volta per tutte in luce che la SF1000 non ha nessun punto debole in particolare. Semplicemente, il pacchetto in toto non è competitivo. La power unit paga trenta cavalli come minimo, basta vedere tutte le sverniciate subite dai due Ferrari sul dritto del Kemmel, anche senza l’utilizzo da parte degli avversari (compreso Raikkonen) del DRS.

Ma se Atene piange, Sparta non ride. La sezione aerodinamica ha i suoi enormi problemi, basta vedere il secondo settore di Spa, quello più guidato. La vettura non stava in pista, era nervosa, e oltre a ciò si è mostrata poco “gentile” sulle gomme.

In conclusione, dopo una gara chiusa alle spalle anche dell’Alfa Romeo di Raikkonen, in Ferrari è necessario mettere un punto e cercare di ricostruire un team che pare in caduta libera.

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Nicola Saglia

 

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