Pista indigesta per le Ferrari nelle due precedenti edizioni, il Gran Premio dell'Azerbaijan (in programma tra le strade del lungomare di Baku questo fine settimana) sarà il quarto atto di un mondiale per ora bellissimo e avvincente. Tanti i temi del weekend: Vettel che si candida alla fuga in classifica, Hamilton ancora a caccia della prima vittoria e il ruolo di Ricciardo come uomo-mercato. Intanto, oggi tutti in pista per le prove libere.

 

Fu la gara più pazza del 2016. La vinse infatti Ricciardo, lo specialista nella gestione del caos. Nella confusione del Gran Premio d’Azerbaijan dello scorso anno infatti, come non ricordare la famigerata ruotata di Seb Vettel a Lewis Hamilton, il poggiatesta della Mercedes campione del mondo che rischiava di volare via, il primo podio di Lance Stroll? Tanti elementi di una gara che fu bellissima e concitata, fatta per esaltare pubblico (poco) e tifosi. Quest’anno non ci attendiamo nulla di meno. Dopo un avvio ricco di colpi di scena ad ogni gara, ognuno dei protagonisti arriva infatti con domande a cui dare risposte importanti. Ferrari riuscirà a consolidare la sua leadership e allungare la striscia di vittorie? Hamilton e la Mercedes sono stati sfortunati o nella corazzata tedesca iniziano ad aprirsi delle crepe? Ricciardo e la Red Bull si confermeranno competitivi dopo il trionfo in Cina?

Il ruolo del pilota australiano è quello che tiene più banco in queste ore: smentisce infatti un pre-contratto (o almeno un gentlemen’s agreement) già firmato con la Ferrari e intanto viene corteggiato anche da Mercedes, perchè se Red Bull lo svincolerà davvero a fine stagione sarebbe una vera pazzia. Intanto Daniel si mostra tranquillo, certo di non rimanere a piedi, e dice di puntare al mondiale di cui è tornato in corsa, mostrando al tempo stesso gratitudine per la squadra che l’ha reso grande. 

A tutto questo fa da cornice una delle piste più particolari del calendario: un circuito cittadino su cui si raggiungono velocità impressionanti sul rettilineo di oltre due chilometri, che segue invece un tratto strettissimo e tortuoso tra le stradine della città vecchia. Allontanando ancor più il punto di vista, l’attenzione non può che spostarsi sulla città di Baku, perla dell’Asia centrale e vero e proprio crocevia di culture fra oriente e occidente. Città di mare, anche se il Caspio di fatto non lo è, presenta infatti tutte le caratteristiche di una metropoli in rapida ascesa e modernizzata per oligarchi e nuovi ricchi, ma ricca di fascino così come di contrasti. Modernità e lusso si intrecciano alle abitazioni tradizionali e alla parte antica di una città che stupisce. Ma non sperate di parlare inglese o venire intesi dai taxisti: capirsi alla bell’e meglio è la regola, ma il fascino di veder sfrecciare le vetture tra le strade della città è sempre immutato e cattura sicuramente lo sguardo ne viene appagato e fa viaggiare la mente. 

E’ stato l’ultimo colpo messo a segno dal Supremo Ecclestone; il Gp dell’Azerbaijan (che fu d’Europa), lascia intatto il fascino delle piste cittadine, con in più la velocità di un circuito tradizionale abbinato ai rischi e alla pazzia di una corsa tra i palazzi. 

Un bel mix, non c’è che dire. E vinca il migliore (o il più calcolatore). 

Stefano De Nicolo’   

 

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