A giocare un ruolo da protagoniste nel GP d'Austria sono tornate ad essere gomme e strategie. Hamilton perde il potenziale vantaggio di partire con una gomma più dura e allungare il primo stint, mentre invece quasi tutti hanno affrontato problemi più o meno importanti di blistering. Se la gara di Spielberg non regala grosse sorprese e rischia, praticamente senza sorpassi, di far precipitare lo spettatore medio nel torpore di una corsa senza chiasso e botte da orbi, la colpa non è stata dei protagonisti: il Gran Premio è stato corso ad un ritmo sempre indiavolato e sono state invece situazioni casuali e distacchi contenuti ma costanti a negare uno spettacolo maggiore e a conservare solo per il finale qualche duello coinvolgente. 

 

La gara non è certo stata noiosa invece per i tecnici della Pirelli e gli strateghi di tutte le scuderie, che hanno dovuto interpretare un degrado delle gomme che ha sorpreso i più. Il consumo degli pneumatici è stato elevato, segno di una gara molto tirata e giocata su ritmi altissimi dai primi, ma che ha al tempo stesso consentito strategie aggressive. Tutte le vetture hanno sofferto in maniera più o meno evidente di blistering, figlio di temperature di esercizio alte e forte stress. Per quanto quest’ultimo non sia risultato determinante al fine delle prestazioni, visto che i tempi sul giro non ne hanno infatti risentito. Il blistering sul posteriore è stato evidente sulla Mercedes e la Red Bull, in particolare sulle vetture di Bottas e Ricciardo, macchine più scariche al retroreno e con maggiore tendenza a scivolare nelle curve e a caricare maggiormente gli pneumatici. Da questo punto di vista la Ferrari si dimostra invece macchina gentile e conservativa, e registra questo blistering solo in minima parte sulle ruote anteriori. 

A sorprendere i più è stata la strategia di Lewis Hamilton, che ha cambiato le gomme supersoft (teoricamente a più lunga durata) dopo soli 31 giri, vanificando di fatto la sua strategia ideale su cui poteva contare cercando di allungare il primo stint. Il pilota inglese ha iniziato a lamentare problemi sul posteriore già dai primi giri e la squadra ha scelto di richiamarlo piuttosto presto, addirittura prima degli altri piloti di testa che anche con gomme ultrasoft hanno percorso stint decisamente più lunghi, come Ricciardo (33 giri), Bottas (40), Vettel (34) e Raikkonen (addirittura 40). Una scelta questa che ha lasciato interdetti gli stessi tecnici Pirelli, che si aspettavano una strategia diversa. I primi giri di Raikkonen peraltro, che ha tenuto dietro per parecchie tornate Hamilton nelle fasi iniziali di gara, hanno sicuramente rovinato la rincorsa al podio dell’inglese, che ha spinto molto rovinando quindi le sue gomme più in fretta del previsto. 

In realtà più o meno tutti i team hanno sorpreso per le loro scelte; contrariamente alle previsioni Pirelli sulle strategie considerate più veloci, tutti i top team hanno optato per passare dalla gomma ultrasoft alla supersoft (o viceversa) snobbando del tutto la soft, che nelle anticipazioni della Pirelli avrebbe dovuto essere la migliore per arrivare alla fine. Colpa di un comportamento delle gomme per certi versi migliore di quanto atteso, stint più lunghi di quelli percorsi il venerdì e un degrado generale che tende sempre a differire leggermente dai dati raccolti duranti le prove libere.  

Da Spielberg – Stefano De Nicolo’

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.