La seconda partenza a Jeddah, un tracciato poco adatto alla F.1. Credits: Red Bull Content Pool
La seconda partenza a Jeddah, un tracciato poco adatto alla F.1. Credits: Red Bull Content Pool

La gara di Jeddah, il primo GP della storia disputato in Arabia Saudita, ha regalato colpi di scena a non finire, con i due contendenti al titolo protagonisti assoluti. La Direzione Gara oggi non ha avuto vita facile, e spesso ci ha messo del suo per complicarsi la vita. Quello che è certo, però, è che un layout di questo genere non aiuta a prendere decisioni controverse nel modo giusto.

Medie altissime, piloti stupefatti

Nelle giornate di venerdì e sabato, quando i piloti hanno svolto i primi giri sul Jeddah Corniche Circuit, si sono detti subito entusiasti di quanto vissuto in pista. Da Bottas a Alonso, tutti hanno evidenziato il piacere di guida su un tracciato così veloce e con i muretti così vicini. Le medie orarie oltre i 250 km/h non sono poi così frequenti nel campionato F.1, soprattutto sui tracciati cittadini.

La conformazione della pista, con i muretti così vicini da essere continuamente sfiorati dalle vetture lanciate al massimo, la rende in realtà molto simile in alcuni tratti a Baku, senza però un vero rettifilo e una parte lenta. Nelle qualifiche, vedere Hamilton e Verstappen sfidare sé stessi e il cronometro con il rischio di superare sempre il limite è stato uno spettacolo che certamente non ha fatto rimpiangere la Sprint Qualifying. Purtroppo, però, i lati positivi, almeno per oggi, finiscono qui.

Poca sicurezza e poco spettacolo

Le gare di F.1 e F.2 hanno messo in mostra quanto, in realtà, il tracciato di Jeddah sia poco adatto ad ospitare eventi di questo calibro. Tanto nelle due Sprint quanto nella Feature Race della categoria cadetta, il tempo effettivo di gara è stato veramente ridotto rispetto a quello passato dietro la Safety Car. Nella manche più lunga, inoltre, un botto pesante al via ha spedito Fittipaldi e Pourchaire all’ospedale, pur senza gravi conseguenze.

La gara della Formula Uno, invece, è stato un vero e proprio thriller, con tanto di duello rusticano tra i due protagonisti del Mondiale Hamilton e Verstappen. La mancanza di reali vie di fuga, combinata con la difficoltà e la velocità estrema della pista, ha messo in difficoltà la Race Direction, costretta a esporre per ben due volte la bandiera rossa e quattro la VSC. I detriti lasciati dalle vetture coinvolte in tanti contatti, infatti, hanno costretto a tante interruzioni.

Quello che è sembrato mancare, in ogni caso, è la sicurezza per i piloti in pista. Nessuno vuole tessere le lodi dei nuovi layout con vie di fuga “aeroportuali”, ma tra quelle e quanto visto in Arabia è necessario trovare una via di mezzo.

Cambiare la posizione in calendario può essere una possibilità

L’interrogativo resta quello di sempre: davvero la F.1 deve sacrificare i valori per cui si batte così spesso, tra cui la sicurezza, sull’altare del dio denaro? Possibile che a tavolino non si sia riusciti a studiare una soluzione migliore? Anche perché, è necessario dirlo chiaramente: di spettacolo vero, con duelli veri senza scorrettezze e tagli di chicane, se ne è visto poco a Jeddah.

Ora, sicuramente è una pista esaltante per i piloti, ma, per chi sta a casa, al netto di contatti e incidenti, è esattamente l’opposto. Senza DRS di sorpassi ne avremmo visti veramente pochi, e tutti concentrati in fondo al rettilineo, che peraltro è veramente poca cosa. E’ peraltro difficilissimo mettersi in scia ad una vettura nei velocissimi curvoni che caratterizzano il tracciato. Insomma, pista bocciata, anche se il parere dei fan conta nulla.

La prossima stagione, secondo la prima bozza di calendario, il GP dovrebbe essere il secondo in calendario, dopo il Bahrain. Questa è un’ottima soluzione, almeno per il momento; la particolarità del Jeddah Corniche Circuit lo rende una variabile troppo impazzita per essere tra le gare finali di un Mondiale, specialmente come quello che stiamo vivendo.

Insomma, nonostante tutto il pathos vissuto, il giudizio sulla pista è abbastanza negativo, sotto diversi aspetti, come peraltro spesso accade sui tracciati di ultima generazione.

Nicola Saglia

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.