Il ricambio generazionale nel mondo della Formula 1, specialmente negli ultimi anni, ha assunto un andamento a tratti dirompente. Basti pensare che, rispetto a cinque anni fa, soltanto la metà dei piloti allora in griglia è riuscita nel corso del tempo a conservare un posto ai nastri di partenza del grande Circus. Tra nomi che vanno ed altri che arrivano, abbiamo provato a stilare l’elenco di dieci “giovani promesse” che non saremmo stupiti di vedere presto calcare i prestigiosi palcoscenici del paddock più ambito al mondo.




Alcuni di essi hanno già conquistato importanti affermazioni in monoposto, altri ancora gareggiano nel karting. Riuscire a prevedere il futuro risulta un’operazione alquanto ardua, specie considerando le mille variabili che caratterizzano il mondo del motorsport, eppure questi giovani piloti sembrano avere le carte in regola per poter diventare i futuri Hamilton, Leclerc e Verstappen della situazione. Tra di loro, abbiamo voluto scommettere anche su due italiani: a dimostrazione di come, nel nostro movimento, a scarseggiare non sia di certo il talento.

ROBERT SHWARTZMAN. Se volete un nome sul quale puntare per il futuro, quello del 20enne russo rappresenta a nostro giudizio una garanzia. Neo-campione di Formula 3 e membro della Ferrari Driver Academy, il giovane pilota di San Pietroburgo si appresta a sbarcare in Formula 2, dove andrà ad affiancare Mick Schumacher nel team Prema. Una coppia che promette scintille, anche perchè il confronto potrebbe aprire (almeno a uno dei due) le porte della Formula 1 per l’anno successivo. Lecito aspettarsi un’ulteriore crescita da parte di Shwartzman, il quale ha comunque messo in evidenza già in svariate occasioni il proprio talento. Già ai tempi della Formula 4 italiana, con il terzo posto conquistato nel 2015, sino al titolo ottenuto nella Toyota Racing Series lo scorso anno: per lui il 2020 rappresenterà un’annata decisiva per porre le basi verso il grande salto.

DAN TICKTUM. Dall’altare alla polvere, e viceversa. Nel giro di poche stagioni, il britannico è riuscito a rendersi protagonista di un’altalena a dir poco sorprendente. Alternando lampi di grande talento a cadute rovinose, facendo parlare di sé nel bene e…nel male. Dalla squalifica per un anno inflittagli dopo la “speronata” volontaria ai danni di Collard in Formula 4, all’ingresso nel Red Bull Junior Team. Dai successi colti a Macao, fino alla sua estromissione dal programma giovani voluta da Helmut Marko. Il tutto a causa di un carattere tutt’altro che accondiscendente, che gli ha causato ben più di un problema nel corso della sua carriera. La quale però, dopo una lunga gavetta, sembra essere finalmente arrivata ad una svolta: la sua nomina a terzo pilota della Williams in Formula 1 potrebbe rappresentare (insieme all’opportunità di giocarsi il titolo in Formula 2 con DAMS) quella rampa di lancio tanto attesa.

JURI VIPS. Tre vittorie e quarto posto finale in classifica nel FIA Formula 3 per il 19enne pilota estone, che in Italia avevamo già imparato a conoscere nel 2016, grazie al titolo rookie conquistato nella Formula 4 nostrana. Pilota veloce e solido, a partire dal 2018 è entrato a far parte del Red Bull Junior Team: una garanzia importante per il suo futuro, vista la recente diaspora di talenti e le nuove porte che potrebbero aprirsi verso la categoria regina. Al punto che in molti già lo vedono come il prossimo giovane ad essere lanciato nella mischia da Helmut Marko…

FREDERIK VESTI. La Danimarca non è mai stata una terra particolarmente generosa in termini di talento, almeno per quanto riguarda la Formula 1. Eppure, l’erede di Kevin Magnussen potrebbe essere proprio il 17enne neo-campione europeo di Formula Regional, grazie ad una stagione che lo ha visto trionfare 13 volte sulle 24 gare disputate. Certo, il livello della concorrenza non è forse stato pari ad altri contesti, ma per lui parlano anche i buoni trascorsi nel karting e nella Formula 4 tricolore. E poi c’è il fattore anagrafico, ancora tutto dalla sua parte…

MARCUS ARMSTRONG. Altro “prodotto” della Ferrari Driver Academy, il neozelandese si candida a ricoprire nel 2020 un ruolo da protagonista in Formula 2 con ART GP. Il tutto dopo un ottimo secondo posto ottenuto in Formula 3 alle spalle di Shwartzman, e l’ottava piazza con cui a Macao ha confermato il risultato dell’anno precedente. In ogni caso, il talento non gli manca: ha già maturato una cospicua esperienza in svariati contesti, dimostrandosi spesso veloce e poco incline all’errore. La prossima stagione sarà uno dei principali candidati al titolo nella categoria cadetta, in attesa di poter ripercorrere le orme dei suoi celebri predecessori Denny Hulme e Chris Amon.

NIKITA MAZEPIN. Su di lui si dovrebbe fare un discorso a parte. Principalmente perché, nella schiera dei piloti citati in questa “classifica”, rappresenta quello probabilmente più dotato dal punto di vista del…budget. Dal canto suo, ha già avuto modo di testare una vettura di Formula 1 (Force India e Mercedes), segnalandosi per il secondo posto ottenuto in GP3 nel 2018 alle spalle del compianto Hubert. Questo prima di un’annata in Formula 2 a dir poco disastrosa, dove il compagno De Vries è riuscito a conquistare il titolo, mentre il rookie russo non è andato oltre un misero 18° posto in classifica generale. Insomma, il talento è ancora tutto da confermare: sempre che il padre non decida di regalargli la grande chance. Magari acquistando direttamente un team, in perfetto Stroll-style…

DENNIS HAUGER. Ha sbaragliato la concorrenza in un’annata di Formula 4 italiana a dir poco trionfale. Pensare che abbia soltanto sedici anni, e che da due faccia già parte del Red Bull Junior Team, lascia presupporre per lui un futuro ad altissimi livelli. Ed il talento sembra esserci tutto: come evidenziato dalle dodici vittorie conquistate nella serie tricolore, grazie a prove di forza dove è riuscito spesso e volentieri ad annichilire una concorrenza comunque competitiva. Segnatevi questo nome per il futuro: tra qualche anno, Dennis Hauger potrebbe essere il primo norvegese a debuttare in Formula 1.

ANDREA KIMI ANTONELLI. E’ una delle grandi speranze dell’automobilismo italiano. Figlio d’arte (il papà Marco è proprietario dell’omonimo team, impegnato in svariate categorie GT) si è subito fatto notare nel karting, tanto da entrare a far parte del Junior Team Mercedes e dell’Academy fondata da Nico Rosberg. Soltanto tredici anni per il ragazzino bolognese, che però ha impressionato tutti per le capacità di adattamento ed il talento naturale mostrato a più riprese. Lui intanto osserva, scruta, chiede. E vince, facendo la differenza. Predestinato.

RASHID AL DHAHERI. Quella del giovanissimo pilota degli Emirati rappresenta una nostra personale scommessa in questo elenco di stelle del futuro. Ribattezzato già in tenera età il “piccolo Alonso” (anche per via dei colori del casco, in passato identico a quello dell’asturiano) si è fatto progressivamente le ossa nel nostro Paese, partecipando e vincendo in svariati contesti: dalla Champion Kart sino ai successi colti in WSK e ROK Cup, l’alfiere del Parolin Racing promette molto bene. Ha soltanto undici anni, ma il digiuno dei piloti arabi dalla Formula 1 potrebbe non essere ancora molto lungo…

GABRIELE MINI’. Altra grande promessa tutta italiana, ha il privilegio di avere un manager importante (Nicolas Todt) e un grande talento, tanto da essere stato premiato dalla FIA come miglior rookie dell’anno. Il 14enne siciliano sta scalando a grandi passi le vette del karting internazionale, in attesa di poter debuttare in monoposto: la Formula 4 lo aspetta, per compiere un nuovo step verso una carriera che si prospetta luminosa.

Marco Privitera

 

 

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