Tra le varie criticità emerse nella Formula Uno contemporanea, trova purtroppo un posto di rilievo la mancanza di sorpassi veri, maschi, per intenderci quelli con la "esse" maiuscola. Quelli che ti lasciano sbigottito dinanzi alla televisione a ripensare al grande gesto tecnico compiuto in quel determinato frangente di gara dal pilota in questione. Nel passato, nonostante l’assenza di artifizi (come l’ala mobile), la sublime arte del sorpasso era contemplata e ammirata con ligia regolarità. In questa nuova puntata della rubrica Flashback andremo proprio a ripercorrere alcuni dei sorpassi più belli del passato, attraverso le manovre regalateci dai migliori interpreti di questa manovra. Buona lettura!

Quando ci si districa nella materia dei sorpassi non si può non iniziare dal maestro ed esegeta in questa disciplina. Stiamo parlando chiaramente di Gilles Villeneuve. Il canadese ha fatto emozionare con le sue manovre estreme in pista la generazione degli appassionati a cavallo tra gli anni ’70 e ’80. Indimenticabile il testa a testa con René Arnoux a Digione nel corso del Gran Premio di Francia 1979: mai una battaglia per una posizione diversa dalla prima ha catalizzato l’attenzione mediatica come quella, ancora attuale dopo quasi 40 anni. Delle immagini di quel meraviglioso duello, raccontato con maestria dal compianto Mario Poltronieri, è doveroso focalizzare l’attenzione sull’azione da cui inizia il leggendario ruota a ruota nei giri conclusivi della gara. In quella staccata furibonda di Villeneuve a ruote fumanti, che coglie di sorpresa la Renault gialla di Arnoux al termine del rettifilo principale, è rappresentato in pieno lo stile di guida del canadese, ed il suo andare sempre oltre al limite.

Parlando sempre del folletto canadese, è giusto menzionare anche un altro sorpasso celebre: quello compiuto sempre nello stesso anno ai danni della Williams di Alan Jones, nel corso della gara olandese disputatasi sul tracciato di Zandvoort. Un’azione decisa di Villeneuve, che supera l’australiano all’esterno della stacca della prima curva (la celebre Tarzan) in tutta semplicità, come se fosse una manovra normale, per certi versi scontata. Una corsa ricordata anche per l’indimenticabile giro compiuto da Gilles su tre ruote prima del ritiro, con la ruota posteriore che staccatasi letteralmente dalla propria sede resta ancorata alla monoposto mediante le tubazioni dei freni. Altri tempi, altra Formula Uno.

Altro pilota degno di nota, per quel che concerne i sorpassi, è Nigel Mansell. Nell’edizione 1987 del Gran Premio di Inghilterra, disputatosi sul tracciato di Silverstone, il “Leone d’Inghilterra” è protagonista di un serrato duello con l’allora team-mate in Williams, Nelson Piquet. Nelle convulse fasi finali di gara, l’inglese e il brasiliano danno vita a un bellissimo “corpo a corpo” sul rettilineo dell’Hangar Straight, con Mansell che ha la meglio sul compagno di squadra alla staccata della Stowe, mandando in visibilio la folla inglese che al termine della gara invade la pista per omaggiare il proprio idolo.

Passano tre stagioni e il nome di Mansell torna in auge per l’ottimo gesto tecnico che lo vede protagonista nel Gran Premio del Messico. Nel corso del penultimo passaggio, sul tracciato dedicato alla memoria dei Fratelli Rodriguez, l’inglese in forza alla Ferrari si esibisce in un sorpasso mozzafiato sulla McLaren di Gerhard Berger all’esterno del mitico curvone veloce Peraltada. Complici i lavori di riammodernamento dell’autodromo messicano, oggi quel pezzo di pista non esiste più, sostituito dal tratto lento dello stadio.

L’anno successivo, nella prima edizione del Gran Premio di Spagna disputata al Montmelò, Mansell e Ayrton Senna mettono in scena un duello che passa alla storia come il sorpasso più lungo nella storia della Formula Uno. Dopo aver preso la scia della McLaren numero 1 del brasiliano ad inizio del rettifilo principale, la Williams dell’inglese si allarga verso l’interno e affianca la monoposto rivale: seguono secondi interminabili nei quali le vetture sono completamente appaiate, con le scintille che fanno da cornice a quel meraviglioso quadro in movimento. Ad avere la meglio è Mansell che, in virtù della traiettoria diventata favorevole in prima curva, riesce a sopravanzare il campione del mondo in carica.

L’ultima istantanea che vogliamo regalarvi è il celebre sorpasso compiuto da Mika Hakkinen nei confronti di Michael Schumacher nel 2000 a Spa. Una manovra ordita con sagacia scaltrezza e imprevedibilità dal finlandese, che approfitta del doppiaggio della Bar di Ricardo Zonta per sopravanzare il tedesco all’interno sul lungo rettilineo del Kemmel. “Non aveva senso continuare a seguire Schumacher e quindi dovevo cercare di superarlo all’interno, perchè ovviamente non mi avrebbe lasciato strada – fu la ricostruzione di Hakkinen nella conferenza stampa post gara – E allora ho deciso di adottare il piano di scorta, superando Zonta e Michael insieme. Ed è stato grandioso riuscirci. Mi è piaciuto molto, ma non sono sicuro che per lui sia lo stesso…”. Un sorpasso unico con interpreti unici, su una pista magica dai sapori storici leggendari. 

Piero Ladisa 

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