Archiviata la trasferta belga sulla leggendaria pista di Spa, la Formula Uno ha salutato le Ardenne per far rotta su un altro tracciato storico: quello di Monza. Nel “feudo” di casa, oltre alle numerose vittorie conseguite, la Ferrari ha avuto anche la fortuna di festeggiare dinanzi alla propri tifosi la conquista di vari titoli iridati. Sui Mondiali vinti da Maranello sul tracciato brianzolo si focalizza questa nuova puntata della rubrica Flashback dedicata all’amarcord. Buona lettura!

Il primo pilota Ferrari a fregiarsi del titolo a Monza fu Alberto Ascari nel 1952. Il milanese fu l’assoluto dominatore di quella stagione, terminata con un filotto di sei vittorie consecutive (eccezion fatta per il GP della Svizzera a cui non partecipò e al ritiro di Indianapolis, Ascari poi vinse tutte le gare che lo videro impegnato in pista) che gli permise di avere la meglio su Nino Farina e Piero Taruffi, suoi compagni di squadra.

Sempre negli anni ’50, la Ferrari riuscì a far festa sulla pista brianzola con un altro pilota. Stiamo parlando di Juan Manuel Fangio (1956) che con il secondo posto, conquistato in gara alle spalle del rivale Stirling Moss, si laureò matematicamente campione del mondo. In quell’occasione l’asso argentino fu premiato dall’altruismo di Peter Collins che, malgrado fosse ancora in lizza per l’iride, cedette la propria monoposto al compagno di squadra (Fangio era stato costretto al ritiro per un problema meccanico): Fangio poté così riprendere la corsa concludendola alle spalle della Maserati di Moss.

Nel 1961 la gioia dell’iride conquistato dall’americano Phil Hill passò purtroppo in secondo piano. In quell’edizione infatti la pista di Monza venne funestata dalla tragedia che costò la vita all’altro pilota Ferrari, Wolfgang Von Trips, insieme al quale perirono anche altre 14 persone. In seguito all’incidente mortale che vide protagonista Von Trips, gli organizzatori della corsa decisero, a partire dall’anno successivo, di abbandonare la percorrenza sull’Anello ad alta velocità.

Nel 1975 la Ferrari festeggiò addirittura il double a Monza. L’iride piloti vide l’affermazione di Niki Lauda, giunto terzo in gara alle spalle del compagno di squadra Clay Regazzoni e della McLaren-Ford di Emerson Fittipaldi, che conquistò il suo primo Mondiale in carriera. Titolo che Maranello non assaporava dai tempi di John Surtees (1964). I punti derivanti dal trionfo di Regazzoni permisero al Cavallino di trionfare anche nei costruttori con una gara d’anticipo. Due anni dopo (1977) la Ferrari tornò a far festa a Monza ma solo nel Mondiale a squadre (il terzo consecutivo), in quanto Lauda, al suo ultimo anno in Ferrari, conquistò la corona iridata “solo” nella gara successiva di Watkins Glen.

L’ultima gioia iridata a tinte rosse risale al 1979. Anche in quella circostanza la festa fu doppia. Jody Scheckter, vincitore della corsa e del titolo, venne scortato fino al traguardo, come una fida guardia del corpo, dall’amico e compagno di squadra Gilles Villeneuve, mentre il doppio ritiro in cui incappò la Ligier (superata poi dalla Williams nella classifica marche) spianò la strada della Ferrari verso il Mondiale costruttori.  

Piero Ladisa 

 

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