In questo weekend ricco di motorsport, in cui è stato assegnato il titolo in MotoGP ed è andato in scena il GP del Brasile di F1, anche a Vallelunga si sono accesi i motori per la 27a edizione della 6h di Roma. Ad aggiudicarsi la vittoria finale è stato il team AF Corse, approdato alle porte della capitale con una Ligier JSP3, condotta dal trio Marco Cioci, Mikkel Jensen e Piergiusppe Perazzini. Per i due piloti italiani si tratta del sesto successo nella competizione, ottenuto a distanza di tre anni dall’ultimo sigillo messo a segno nella 24a edizione.

Con il Gran Premio del Brasile in programma questa domenica, raccontiamo la storia di una scuderia nata grazie a Wilson Fittipaldi, fratello maggiore del due volte campione del mondo Emerson. Non potendo contare sul medesimo talento del più celebrato fratello, Wilson decise di costruire un team tutto brasiliano di Formula 1, sfruttando anche il successo nel mondo delle corse di Emerson. Riuscì infatti a convincere la compagnia di zucchero brasiliana Copersucar ad impegnarsi in prima persona nel fondare questo team, che presto però si sarebbe rivelato un fiasco colossale che avrebbe coinvolto anche Emerson spingendolo verso il suo ritiro dalla Formula Uno.

Tutto ebbe inizio nel 1974 quando Wilson Fittipaldi, una volta ottenuto il supporto della Copersucar in qualità di main sponsor (al punto che la scuderia venne ribattezzata proprio con il nome della compagnia di zucchero brasiliana, diede vita ad un progetto che segnò per il Brasile il trionfo della sua tecnologia motoristica nazionale. La Copersucar-Fittipaldi debuttò in Formula 1 nel 1975 con Wilson Fittipaldi quale unico pilota della scuderia, tranne che nel Gran Premio d’Italia, dove schierò una seconda monoposto per Arturo Merzario. La prima stagione fu un vero disastro per la nuova scuderia e come miglior risultato ottenne solo un 10° posto a Watking Glen.

Nel 1976 Emerson Fittipaldi decise però di unirsi alla scuderia del fratello e di occupare il suo posto come pilota. Come prima decisione venne spostata la base della scuderia dal Brasile a Reading, in Inghilterra, per sviluppare la FD04 vicino alla Cosworth che forniva i motori alla scuderia. La prima monoposto venne affidata a Fittipaldi, mentre una seconda monoposto fu schierata per quattro gare con il brasiliano Ingo Hoffmann che riuscì a completare solo la prima gara della stagione a Interlagos. Nella stessa occasione, Emerson riuscì a qualificarsi in quinta posizione, salvo poi terminare la gara in 13° piazza. Nel corso della stagione, Fittipaldi ottenne tre sesti posti a Long Beach, Montecarlo e Brands Hatch e con questi tre punti conquistati la scuderia si piazzò all’11° posto in classifica Costruttori.

Nel 1977 la scuderia schierò due monoposto solamente nelle prime due gare della stagione e Hoffmann dovette firmare un contratto in Formula 2 per continuare a correre, non riuscendo più a rientrare in Formula 1. La nuova FD04 soffrì di mancanza di velocità sul rettilineo e di una mancanza di maneggevolezza. Difetti che emersero soprattutto su circuiti come Hockenheim e Monza.
Fittipaldi riuscì ad andare a punti in quattro occasioni e la sua miglior posizione sul traguardo fu la quarta posizione ottenuta in tre occasioni (Argentina, Brasile e Olanda) con la scuderia finì la sua stagione alla 9° posizione con undici punti.

Per la stagione 1978 i fratelli Fittipaldi decisero di rivolgersi per la progettazione della monoposto alla Fly Studio di Giacomo Caliri, al fine di creare una vettura capace di sfruttare l’effetto suolo. La F5A esibiva una nuova sospensione e delle fiancate dall’andamento molto simile a quelle della Lotus. Con questa monoposto, Emerson riuscì ad ottenere il miglior risultato che la scuderia avrebbe ottenuto nel corso della sua breve storia: il secondo posto nel Gran Premio del Brasile. Nel corso della stagione, arrivarono poi altri cinque piazzamenti a punti e la Copersucar-Fittipaldi finì al settimo posto tra i Costruttori.

La stagione 1979 si rivelò invece un vero e proprio disastro per la scuderia, che riuscì ad ottenere solo un punto nella prima gara della stagione in Argentina con il sesto posto. Nelle ultime due gare venne comunque schierata una seconda monoposto per il brasiliano Alex-Dias Ribeiro.

Nel 1980 il team acquistò ciò che rimase della scuderia Wolf Racing, comprese le WR7 e WR8 progettate da Harvey Postlethwaite, oltre al pilota, il finlandese Keke Rosberg.
Inoltre, la scuderia cambiò nome, con Copersucar che lasciò spazio alla Skol Brasile. La stagione cominciò con il piede giusto, grazie al terzo posto di Rosberg nel Gran Premio d’Argentina, replicato da Fittipaldi nel Gran Premio degli Stati Uniti. Nonostante i due piazzamenti a podio, la scuderia riuscì ad entrare nei punti solo in due altre occasioni. A fine stagione, Fittipaldi annunciò il suo ritiro delle corse per prendere in pieno nelle proprie mani le redini del team, ma i risultati non sarebbero cambiati. 

La stagione 1981 si rivelò infatti un totale disastro, con la F8C non qualificata in diverse occasioni e capace di cogliere come miglior risultato solo un settimo posto ottenuto nel Gran Premio degli Stati uniti Ovest da Chico Serra.

Nella sua ultima stagione di vita, infine, la scuderia Fittipaldi schierò il solo Serra ottenendo l’ultimo punto della sua storia nel Gran Premio del Belgio. Dopo quest’ultima annata, i fratelli Fittipaldi cercarono dei fondi per far rimanere ancora in vita la scuderia, ma la mancanza di sponsor provocò l’inevitabile sparizione del team dopo sette anni trascorsi in Formula 1.

Chiara Zaffarano

 

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